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Anche i calli parlano ...




Un'emozione non vissuta perchè troppo dolorosa si cristallizza nel corpo e crea un blocco ...che inizialmente si manifesta con un disturbo
Un detto comune dice che le scarpe strette creano i calli ai piedi ... niente di più sbagliato !!!
Se così fosse, che spiegazione si può dare al fatto che molte volte i calli compaiono solo su un piede, oppure su punti diversi di entrambe i piedi, o ancora, come mai persone che indossano scarpe comode per la maggior parte del tempo, es. pantofole, scarpe sportive ecc, presentano comunque delle callosità ?
A volte le scarpe strette possono accelerare questo processo ma non ne sono la causa.
Lo sapevate che anche i frati hanno i calli nonostante trascorrano gran parte della vita indossando sandali ??!!
 
Il piede oltre ad essere una delle parti del corpo più innervate, è fondamentale per ciascuno di noi perché permette al nostro corpo di appoggiarsi sulla Madre Terra ed essere in contatto con le sue energie.
Secondo la legge universale il cui le parti sono in rapporto con il tutto, possiamo dire che il piede è il microcosmo e il corpo il diretto macrocosmo. In pratica il piede riflette il nostro corpo, questo spiega il successo della Terapia Metamorfica e della Reflessologia Plantare, in cui la prima si occupa delle fasi dello sviluppo prenatale del feto nei punti riflessi del piede corrispondenti alla colonna vertebrale e la seconda legge nel piede la corrispondenza di tutti gli organi a livello multidimensionale.
 
Come disse Giuseppe Calligaris un'emozione non vissuta perché troppo dolorosa si cristallizza nel corpo e crea un blocco ... che inizialmente si manifesta con un disturbo ... nulla di più vero !!!
Quindi anche la "banale" callosità è un messaggio di disagio che il nostro corpo ci sta offrendo ... quindi non si forma mai a caso !
 
Il callo vero e proprio è in contatto con le terminazioni nervose e genera dolore mentre le callosità sono ispessimenti cutanei e non sono dolenti.
La callosità che si riscontra nella parte mediale dell'alluce, quella zona che in genere viene sollecitata dalla scarpa, indica che esistono nei conflitti con l'autorità. Se è a sinistra, significa molto probabilmente che non è stato tagliato il cordone ombelicale nei confronti del padre che in qualità di capo-famiglia, rappresenta l'autorità. Potrebbe essere stato un padre troppo autoritario e quindi repressivo o al contrario troppo debole al punto di essere succube della madre; in entrambe i casi tali vissuti potrebbero aver creato delle limitazione nello sviluppo della personalità.
Se la manifestazione è sull'alluce destro significa che il disagio non risale all'infanzia ma all'età adulta e si è in conflitto con tutte quelle situazioni che in qualche modo tendono a dare degli ordini o che rendono la persona dipendente e subordinata (es. capoufficio, preside, direttore, padrone ecc.). Se tale callosità è inferiore a quella di sinistra significa che è in atto un miglioramento graduale; ma se al contrario è maggiore sull'alluce destro indica che i problemi del vissuto presente non sono in via di risoluzione e addirittura si stanno accentuando.
 
In corrispondenza al punto di unione tra la 2° falange del primo dito e il metatarso si identifica il punto riflesso della tiroide.
Questa ghiandola posta sul collo vicino alla trachea ha il controllo del 5° chakra, sede del suono e della vibrazione e dove risiede la nostra capacità di esprimere oltre che di comunicare e ascoltare. Non a caso un ispessimento molto frequente in questa zona indica in genere un conflitto con la propria parte creativa nel senso più esteso del termine. Potrebbe manifestarsi in una persona che ha difficoltà a trovare la propria strada nella vita, o per un artista un periodo conflittuale in cui non riesce a esprimere ciò che prova, o ancora una costrizione a dover svolgere attività che non appagano le reali necessità della persona. Non a caso coloro che "cronicamente" hanno difficoltà in tal senso presentano squilibri anche a livello tiroideo.
 
Nella zona della pianta del piede appena sotto le dita e precisamente in corrispondenza al punto di unione tra  la 2° falange del 2° e 3° dito e il relativi metatarsi si trova il punto riflesso del polmone,  che, se presente una callosità chiamata a "100 lire" oltre ad indicare squilibri legati all'attività dell'organo (es. polmoniti, bronchiti, asma o debolezza polmonare in genere) suggerisce difficoltà di espressione e di comunicazione con l'esterno, per esempio nell'esprimere le proprie necessità o le proprie emozioni.
 
Le dita dei piedi rappresentano un universo a se. Fisiologicamente le dita del piede sono composte da 3 falangi per ogni dito ad eccezione dell'alluce che ne ha due. Simbolicamente le tre falangi ci riportano al concetto di uomo situato tra cielo e terra. La 1° falange, quella verso il tallone, rappresenta il collegamento con la terra e nel corpo rappresenta la zona dall'ombelico in giù e quindi assolve alle funzioni più fisiche e anche più materiali, per esempio la procreazione, l'evacuazione, la sessualità.
La 3° falange, detta anche falangetta, proprio per la zona in cui si colloca rappresenta il collegamento con il cielo, è collegata nel corpo alla zona dal diaframma in su e per questo assolve agli aspetti più sottili come l'idealità, il pensiero, ma anche quegli aspetti fisici che non controlliamo come il respiro e il battito cardiaco. La 2° falange invece proprio perché sta nel mezzo tra cielo e terra indica l'uomo ed è una sorte di mediazione tra una realtà e l'altra e nel corpo è situata tra l'ombelico e il diaframma ed è in diretta relazione con il metabolizzazione nel senso più ampio del termine.
Per ritornare ai nostri calli, un dito ad uncino che presenta un callo tra tra 2° e 3° falange molto probabilmente suggerisce un conflitto tra uomo e cielo, per esempio un eccessivo controllo delle emozioni o un idealismo troppo pronunciato.
Un callo sul 2° dito esprime in genere una difficoltà di realizzazione di se stessi, sul 3° dito un conflitto i propri valori, sul 4° indica difficoltà in eccesso o in difetto nell'ambito dell'affettività ed infine sul 5° dito, sempre molto dolente, che molte volte si presenta addirittura gonfio e congestionato suggerisce difficoltà di espressione istintiva/sessuale (la sessualità essendo un'energia libera è considerata una parte creativa molto importante per l'individuo, che non è direttamente collegata all'atto sessuale vero e proprio). Si tende quindi a trattenere e a non lasciarsi andare al flusso naturale degli eventi.
 
L'eliminazione delle callosità, certamente poco estetiche ma a volte funzionali, non saranno mai definitive perché il corpo continuerà a manifestare lo squilibrio finché non sarà ascoltato !
 
Fonte: viadellasalute.it
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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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