Faredelbene.net



psicosomatica -> La metamedicina


La metamedicina




La radice del termine «meta» in greco significa «andare al di là» e in lingua pali (lingua parlata in India all'epoca di Gesù) la parola «meta» significava «amore» o «compassione»

Questi due significati esprimono bene cosa sia la Metamedicina, ovvero una medicina di compassione e di risveglio della coscienza.

Se prendiamo come termine di paragone un iceberg, possiamo dire che la medicina tradizionale si occupa della parte emergente, poiché tratta i sintomi e i dolori o corregge i problemi di funzionamento organico con interventi chirurgici. La Metamedicina si occupa invece della parte sommersa dell'iceberg, che riguarda piuttosto la parte inconscia, legata ai sentimenti e alle emozioni per tentare di scoprire qual è l'evento, vissuto o sperimentato dalla persona, che ha dato origine al sintomo che la affligge.

La Metamedicina, un metodo fondamentalmente induttivo.

Il termine «deduttivo» fa riferimento a ciò che è «detto e dato». Se utilizziamo le nostre conoscenze per trarre una conclusione, stiamo facendo una deduzione. Ecco un esempio: una persona ha dolore a un ginocchio, consulta un terapeuta che le dice che dipende dal fatto di essere troppo grassa, poiché il corpo esercita un peso eccessivo sulle ginocchia e che la soluzione per lei sarebbe quella di dimagrire. Ne vede un altro che le dice che il suo dolore al ginocchio, dipende dal fatto che non è abbastanza flessibile. Queste deduzioni possono essere giuste, ma possono anche essere sbagliate.
In un approccio di tipo induttivo, non è l'operatore che fornisce l'interpretazione di quello che la persona sta vivendo, la sua funzione è piuttosto quella di accompagnare la persona nel percorso che compie per scoprire ciò che, al di là del suo livello conscio, le crea sofferenza. Questo è il motivo per cui un vero operatore di Metamedicina deve padroneggiare la facoltà di saper porre le domande adeguate per condurre la persona che lo consulta a scoprire essa stessa la causa della sua sofferenza e a come porvi rimedio. In seguito potrà accompagnarla in un processo di liberazione emozionale, volto a trasformare il sentimento che ha generato la sua sofferenza incoraggiandola ad intraprendere l'azione trasformatrice.

La Metamedicina è un approccio femminile.

Intervenire su un problema concreto come un trauma fisico, fare una diagnosi, procedere a un intervento chirurgico o fare una protesi, è competenza della "medicina maschile". Quando però la causa è astratta o di tipo emozionale, la "medicina maschile" mostra presto i suoi limiti, mentre la Metamedicina offre il tempo e il sostegno necessari alle persone, per liberarsi dai disturbi emozionali che sono spesso all'origine di molti malesseri. Si può quindi riconoscere la complementarietà della "medicina maschile" e della "medicina femminile" e capire che rifiutare l'una a vantaggio dell'altra sarebbe come sacrificare un emisfero del cervello a vantaggio dell'altro.

La Metamedicina conduce verso l'autonomia

Quando impariamo a porci le domande giuste, a trovare le nostre risposte e le nostre soluzioni, smettiamo di mettere la nostra salute e la nostra felicità nelle mani degli altri. Scopriamo allora il potere di autoguarigione che è in noi aumentando le nostre capacità di discernimento e di fiducia in noi stessi. Ciò non esclude il consulto medico, ma favorisce maggiore discernimento rispetto alla diagnosi e alle soluzioni.

La Metamedicina non si limita a questioni di salute.

La Metamedicina ha come obiettivo principale quello di guidare le persone verso il risveglio della coscienza. È prendendo coscienza delle cause dei nostri malesseri e delle nostre malattie che prendiamo gradualmente coscienza che nulla è per caso, che ogni evento che abbiamo incontrato o che incontriamo nella nostra vita è il frutto dei nostri pensieri, delle nostre parole o delle azioni che facciamo e che ogni evento ha qualcosa da insegnarci sulla via della nostra evoluzione.

Un approccio di risveglio della coscienza

La Metamedicina è l'Arte di vivere con consapevolezza e in armonia. Quando ci assumiamo la responsabilità della nostra salute, della nostra felicità e della nostra vita, smettiamo di rendere gli altri responsabili di ciò che viviamo. Scopriamo allora il nostro potere di trasformare delle situazioni di sofferenza in situazioni favorevoli e felici. Ci riconciliamo quindi con il passato, ci liberiamo dal risentimento e ritroviamo l'armonia.

Fonte http://it.metamedicina.it/

Autore: 1406 1406



Ti piace il nostro sito ?

Ricevi gratuitamente gli articoli più belli via mail. Ci impegneremo ogni giorno per farvi conoscere notizie interessanti!

Indirizzo E-mail

Voglio ricevere la mail*

Ogni Giorno

Ogni Settimana

Ogni Mese

Interesse specifico?

Acconsento al trattamento dati *
Acconsento invio pubblicità*

* = campo richiesto!


MisterDomain.EU

Articoli Recenti

PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





Categorie

medicina naturale
medicina naturale
simboli e archetipi
simboli e archetipi
tradizioni
tradizioni
stile & bon ton
stile & bon ton
Vini e dintorni
Vini e dintorni
autismo
autismo
animali
animali
curiosit
curiosit
beneficenza
beneficenza
tecnologia
tecnologia
itinerari
itinerari
casa
casa
pedagogia
pedagogia
news
news
miti e leggende
miti e leggende


design & developed by impulsiva.net
All Right is Reserved © faredelbene.net - Condizioni Privacy - Obiettivi
 
 

Non mostrare piú / Sono gia iscritto

Ti piace il nostro sito ?

Indirizzo E-mail

Voglio ricevere la mail*

Ogni Giorno

Ogni Settimana

Ogni Mese

Interesse specifico?

Acconsento al trattamento dati *
Acconsento invio pubblicità*

* = campo richiesto!