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Significato psicosomatico della Cistite




Il significato psicosomatico della cistite: conflitto tra accettare o non accettare di lasciar fluire la vita

La cistite ruota intorno al tema del lasciar scorrere le acque, del non trattenere i residui del metabolismo, del concedersi la cedevolezza necessaria per far accadere le cose in modo spontaneo. Chi soffre di cistite è una persona che, mentalmente, non è disponibile a cedere. Le pareti della vescica si infiammano, combattute fra l'evidente bisogno di lasciar andare le cose in modo naturale e la volontà di delimitarle, di controllare il flusso degli eventi. Ma quali eventi? Quelli che hanno a che fare con la simbologia delle acque: la sessualità (acqua come libido che scorre), la femminilità (acqua come donna e madre), le origini (acqua come oceano primordiale o amnios), la spiritualità (acqua come materia sottile e trasparente) e la trasformazione (acqua come il fiume che scorre). E' su questi temi che l'inconscio gioca la sua partita: da una parte la tendenza al controllo, dall'altra alla cedevolezza. E i sintomi parlano chiaro: lo stimolo e il bisogno di urinare più volte segnalano il bisogno di cedere e, al contempo, indicano la difficoltà dovuta al tentativo di controllo; il bruciore segnala la lotta fra l'acqua e il fuoco, il femminile e il maschile.

Chi è più a rischio:
- Donne con un profondo rispetto delle norme religiose: c'è quindi uno spiccato senso del peccato, inteso anche come peccato originale, e la concezione del sesso che oscilla tra l'idea dell'amore sublime e quella dell'atto sconcio e inaccettabile.
- Persone che fanno fatica a lasciar cambiare le cose, che vorrebbero mantenere inalterata la situazione presente, che, non lasciando scomparire i residui psichici (i ricordi, il vissuto, il quotidiano...) non riescono mai a rigenerarsi completamente. La cistite è spesso recidivante proprio per questo motivo, cioè l'incapacità a cambiare atteggiamento.

Suggerimenti:

- L'incontro con la cedevolezza è determinante: lasciate che la vita scorra senza volerla condizionare, facendovi trasportare dagli eventi senza irritarvi nè opporvi.
- Un esercizio simbolico che si può effettuare è quello di immergervi nell'acqua di una piscina (in estate al mare) senza nuotare: a occhi chiusi, lasciate che il vostro corpo galleggi e venga trasportato dolcemente dalle onde, ascoltando la sensazione del corpo alla deriva e acquisendo fiducia nella "volontà dell'acqua". Così, per analogia, riprenderete familiarità con la vostra cedevolezza femminile.
- E' indicata inoltre una terapia antinfiammatoria di tipo fitoterapico (ribes nero, macerato glicerico: 150 gocce al giorno in fase acuta, in un'unica somministrazione, per non più di tre giorni; proseguire con 50 gocce 2 volte al giorno per almeno un mese o due) associandola a tecniche corporee antistress.
da: Dizionario di psicosomatica - Istituto Riza di Medicina Psicosomatica
immagine: dipinto di Barbara Arduini

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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