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Nel bene e nel male, l'importanza della figura del padre




La fondamentale importanza della figura paterna per lo sviluppo di una persona .

Il ruolo di base, per la crescita educativa ed emotiva del proprio figlio, è sempre stato quello della madre, ma una ricerca recente ne attesta il contrario. 
 
Secondo la teoria dell'attaccamento   si riconosce la predisposizione innata nell’essere umano a ricercare e mantenere una condizione di accessibilità fisica e psicologica con la figura elettiva di riferimento.
Il comportamento dell'attaccamento si esprime con la ricerca attraverso il pianto o il richiamo verbale del bambino, che richiama l'attenzione per determinati eventi scartenanti e che si placa con l'avvicinamento della figura a cui il bambino è legato, riuscendo così a farlo passare dalla tristezza, paura e ansia  ad emozioni di tranquillità , sicurezza e serenità. Non sempre questa figura risulta essere quella della madre.
 
La figura paterna è un punto di riferimento per ogni adolescente. Quando questo viene meno, se la figura paterna si offusca o se il suo ruolo diventa fragile o manca del tutto, il cammino dei figli si fa incerto provocando in loro inquietudine e smarrimento.
 
Il termine “famiglia” non definisce per molti lo stesso significato, ciononostante, consideriamo in questa dimensione solo chi è realmente unito a noi da vincoli di sangue o le persone che abbiamo scelto liberamente e con cui costruiamo legami positivi e significativi.
 
La parola "famiglia" , però, a volte riapre certe ferite, disillusioni e piccoli rancori ma di fatto, potremmo dire senza errore, che una delle figure più complesse e di cui si parla di più è quella del “padre assente”.
 
Il padre assente non è solo il vuoto fisico di una figura che non abbiamo avuto; a volte è anche qualcuno che, “pur essendoci stato”,  non ha saputo o non ha voluto esercitare il proprio ruolo. Si tratta di un’assenza psicologica capace di originare nel figlio diverse ferite emotive.
 
Sono spesso situazione vissute direttamente o meno un pò da tutti, il più delle volte quando si chiede di raccontare un pò della propria famiglia, i racconti si concentrano su nonni, zii, sulla madre, ma quando arriva il momento di parlare del padre qualcosa interiormente cambia, così come l'espressione del volto.
 
Certo quando si parla di vuoti emotivi, non si può dire che questi siano causati solo dall'assenza del padre, anche la madre può esserne attrice, purtroppo però è il padre a lasciare un segno in questo senso.
 
Ovviamente, il crescere senza padre, senza madre o senza una figura rilevante nella nostra infanzia dà vita ad un evento traumatico che lascerà cicatrici nel nostro percorso di vita, ma il crescere accanto ad una figura paterna assente e quindi incapace di apportare pienezza, affetto o riconoscenza, lascia correnti di vuoto nel cuore di un bambino che sta imparando a costruire il mondo.
 
Nonostante il peso dell’educazione, delle attenzioni e della crescita ricada sulla figura materna, anche il padre è importante e questo nessuno lo può smentire.
 
Cosa accade, però, quando vi è un padre assente che non stabilisce nessun rapporto con i suoi figli?
 
Il bambino in fase di crescita è un divoratore di stimoli e rinforzi positivi per crescere maturo e sicuro, un padre assente crea vuoti e difficoltà di comportamento, aspettative deluse in quanto ad affetto, comunicazione, interazione.
Tutto ciò genera ansia nel bambino e perplessità, vedendo e ponendo sempre in relazione i padri degli altri bambini con il proprio.
 
Le conseguenze di tutto ciò in  età adulta, genera un distacco affettivo, insicurezze nello stabilire certi rapporti, diffidenza, paura nel proiettare un altro valore affettivo nei confronti dell'altro, timore dell'essere traditi rifiutati o peggio ancora ignorati.
 
Crescendo si riconosceranno tutti gli sforzi fatti dalla madre nel voler giustificare e supplire tali carenze. Ed è proprio crescendo che tutto prenderà la giusta forma, il mondo si apre ai nostri occhi nella sua più integra realtà, ma nonostante questa consapevolezza e comprensione, nel nostro profondo, qualcosa in noi ci renderà sempre vulnerabili nei confronti del passato.
 
Superare questo trauma causato da un padre assente si può. 
La vita andrà comunque avanti con i suoi alti e i suoi bassi, allora perchè farsi trovare vulnerabili e impreparati? Bisogna essere reattivi e pronti in ogni momento, anche perchè indietro non si può tornare per rattoppare il passato, e allora perchè trascinarsi queste debolezze nel futuro? Abbiamo diritto a vivere una vita giusta e piena d'amore, ognuno ne ha il diritto, perciò tanto vale prendere atto il prima possibile del fatto che un padre assente è, con molta probabilità, un uomo che non è mai stato in grado di fare il padre perchè non ha mai capito e compreso il proprio ruolo, o forse per mancanza di autostima o forse era egli stesso carente con un equilibrio emotivo già provato di suo. Comunque, il punto è che c'è bisogno di comprensione, non di giustificazione, ma di comprensione, certo non è semplice, ma prendere atto comprendendo i vari motivi personali in ogni storia, ci aiuterà ad avere un visione della realtà diversa, evitando di accumulare ulteriori emozioni negative.
Crescere, maturare con vuoti affettivi o meno, ci porterà comunque ad un punto in cui bisognerà chiudere con le sofferenze del passato per affrontare e sanare quelle del presente.
L'assenza di un padre avrà dato vita, comunque, a rapporti con altre figure verso le quali abbiamo sviluppato un rapporto sano e significativo, che siano i nonni, la madre o persino gli amici o il partner, che sono diventati punti fondamentali nella vostra vita dando vita alla vostra famiglia autentica.
 
Un padre non è solo un procreatore maschio, è anche colui che è presente sempre, tanto quanto la madre, che protegge e costruisce in ognuno di noi il pilastro della sicurezza, riempendo il nostro diario emotivo di istanti unici e senza precedenti, ai quali attingere forza emotiva quando la vita ci mette alla prova.
 
 
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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

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Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

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Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

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E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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