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Andare a dormire con la mente libera. Ecco come fare.




Difficoltà ad addormentarvi? La vostra mente è ancora al lavoro quando vi coricate? Non riuscite a smettere di pensare a mille cose quando vi infilate nel letto? Provate con questi consigli!

Si sa, il riposo è fondamentale per il nostro corpo e la nostra mente. Eppure, nonostante la stanchezza, dormire bene non è sempre facile. Se nella vostra testa continuano a formarsi pensieri stressanti o se la vostra mente rimane concentrata sui vostri impegni quotidiani, è difficile ottenere un sonno rigenerante.
 
Per dormire bene e riposare, dovete liberare la vostra mente da tutti i pensieri che la affollano. In questo articolo vi spieghiamo come riuscirci!
 
Visualizzate la liberazione dei vostri pensieri
 
Se le preoccupazioni vi invadono non appena vi coricate, cercate di visualizzarle mentre abbandonano la vostra testa. Immaginate che ci sia un grande cesto accanto al vostro letto, in cui riporrete ad uno ad uno tutti i pensieri che affollano la vostra mente. Queste idee non se ne andranno, semplicemente resteranno lì ad aspettarvi per lasciarvi riposare fino al giorno dopo.
 
Meditate
La meditazione realizzata in modo regolare ha molti benefici, inclusa una migliore qualità del sonno e una mente più tranquilla. Meditare ogni giorno vi aiuterà a ridurre i pensieri che vi invadono di notte.
 
Meditate concentrandovi sul vostro respiro per rilassare mente e corpo. In questo modo sarete pronti per addormentarvi.
 
Promettetevi che ci penserete in un altro momento
 

I pensieri che ci invadono di notte sono come bambini piccoli che vogliono attirare la nostra attenzione. 

Proprio come loro, le preoccupazioni sono persistenti, come se avessero paura di essere dimenticate o ignorate. Ma per quanto continuiate a pensarci, ci sono cose che non possono essere risolte subito, come problemi, preoccupazioni, dubbi, ecc.
 
Se avete una preoccupazione ricorrente, promettetevi di pensarci il giorno dopo. Ripetetevi che non ve ne dimenticherete e che le presterete la dovuta attenzione. Il prossimo punto vi sarà di ulteriore aiuto per assicurarvi che manterrete la vostra promessa.
 
 
 Annotatevi i vostri pensieri
 
Quando non lasciamo i nostri pensieri per farli uscire, per svilupparli, questi restano intrappolati nella mente. Dovete lasciarli fluire se volete che escano dalla vostra testa. Un modo di riuscirci è scrivere tutto ciò che vi passa per la testa.
 
A volte sono cose semplicissime, come qualcosa che dovete fare il giorno dopo e che temete di dimenticare. Altre volte può essere un pensiero relazionato con il lavoro, un’idea per un progetto che volete iniziare o un cambiamento che vi piacerebbe realizzare. Ma può anche trattarsi di un’emozione che avete bisogno di esprimere, un dolore che provate per qualcosa che è accaduto.
 
A prescindere dalla natura di questi pensieri, non lasciate che vi rubino il sonno. Scriveteli per lasciarli liberi e sentirvi tranquilli. Forse scrivere non risolverà i vostri problemi, ma il fatto di aver dedicato un po’ di tempo al bisogno della vostra mente di riflettere vi aiuterà a tranquillizzarla e liberare lo stress.
 
Buone e cattive abitudini prima di andare a dormire
 
Esistono alcune buone abitudini che ci aiutano ad addormentarci, per esempio leggere. La lettura ci aiuta a depurare i pensieri, a dimenticare ciò che ci gira nella testa. Se realizzato con la giusta frequenza, l’atto di leggere nel letto invierà al cervello il segnale del fatto che il momento di addormentarsi si avvicina, e questo vi aiuterà a conciliare il sonno.
 

Al contrario, l’utilizzo di cellulari e schermi retroilluminati, sia per leggere che per altre azioni, rende più difficile conciliare il sonno. Per questo è bene evitare di usare troppo il cellulare di sera.

Mantra
 
“Mantra” è una parola di origine sanscrita che significa “mente” e “liberazione”. Un mantra può essere una sillaba, una parola, una frase o un testo che, quando viene recitato e ripetuto, porta la persona in uno stato di profonda concentrazione.
 
Quando vengono pronunciati in modo cosciente e con la giusta attenzione, i mantra sono molto efficaci. Ma non basta ripeterli, è necessario concentrarsi sul loro significato.
 
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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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