Faredelbene.net



psicologia -> PROCRASTINARE


PROCRASTINARE




 “Tra la colpa di non farlo e lo stress di farlo trovo un accordo tra le parti rasserenante nello stabilire che lo farò domani”.
 
Si parla di procrastinazione quando si sostituiscono attività prioritarie e importanti con attività piacevoli o compiti meno rilevanti o urgenti. Si rimandano le cose importanti con l’intento di occuparsene in un altro momento e così si rischia di chiudersi nella gabbia del domani.
 
Il meccanismo della procrastinazione è tutt’altro che semplice e certamente molto stressante. Innanzitutto, un compito prioritario importante attiva la percezione di fatica e stress (discomfort) ma anche la paura di fallire (fear of failure), il livello di tensione sale. D’altronde scegliere di non occuparsi di una priorità non toglie l’individuo dalla paura di fallire e la carica, anzi, di un senso di colpa per non aver compiuto il proprio dovere. In questo turbamento emotivo entra la procrastinazione, che è un po’ un amico viscido e mellifluo. Il pensiero “me ne posso occupare anche domani” aleggia nella mente come una porta socchiusa verso la via di fuga da questo assedio cognitivo.
 
Nella procrastinazione governa il pensiero permissivo che assume una forma duplice di controllo e di evitamento cognitivo. Il controllo è “tra la colpa di non farlo e lo stress di farlo trovo un accordo tra le parti rasserenante nello stabilire che lo farò domani”.A questo punto le parti che litigano nel parlamento della mia mente possono mettersi a tacere e accettare una parziale soddisfazione, con conseguente riduzione del carico cognitivo (da rimuginio). 
 
L’evitamento sta nel fatto che il pensiero permissivo mi guida verso un’attività che occupa le mie risorse cognitive (una forte distrazione). Le parti del parlamento mentale, dopo essere state sedate vengono portate a cena fuori, tutto offerto gratuitamente. Il parlamento della nostra mente si occupa di tutt’altro e vive felice e contento, almeno fino a quando il domani viene a chiedere il conto.
 
A quel punto l’urgenza è la priorità sono presumibilmente aumentate. Lo stress e la paura di fallire pure. Il parlamento è più agitato e può aumentare il rischio di chiedere nuovamente lumi alla procrastinazione. Il processo procrastinatorio lentamente incastra, anche perché la trappola del domani è potenzialmente senza fine. Tanto che a un certo punto il parlamento della nostra mente neanche apre più la discussione (il rimuginio o la riflessione).  La procrastinazione da strategia di controllo diventa strategia di prevenzione del problema. E allora il parlamento si chiude nel paese dei balocchi.
 
A quel punto se qualche sottosegretario giunge innanzi a uno dei parlamentari dicendo “ma ascolti, guardi che il tempo è scaduto, l’opportunità perduta” si può scatenare (1) la furia e la rivolta rabbiosa, (2) una forma di giustificazione a posteriori (es: non ce la facevo, troppo difficile, tanto sarebbe andato male ecc…) Certo perché diventa poi difficile accettare il dolore delle proprie responsabilità.
 
 Così nella trappola del domani continuo a non vedere, e per continuare a non vedere mi riempio la mente di altre attività. Poi me la canto e me la suono, cioè me la racconto ogni qualvolta balza in mente il pensiero che potrei mancare ai miei doveri o allontanarmi dai miei scopi.
 
Posso andare avanti anni così, ma prima o poi la realtà arriva con il suo passo da elefante e mi porta i suoi dati. Posso vedere che in questi anni ho perso tutto al gioco. Posso vedere che la mia carriera è bruciata. Posso vedere che in cinque anni di università il mio libretto è ancora bianco. E come si dice: la frittata è fatta. Quello diventa un passaggio molto doloroso e molto delicato, talvolta fattore precipitante di molti agiti estremi.
 
Essere consapevoli vuol anche dire imparare a procrastinare con moderazione.
 
Referral ID: 1248



Ti piace il nostro sito ?

Ricevi gratuitamente gli articoli più belli via mail. Ci impegneremo ogni giorno per farvi conoscere notizie interessanti!

Indirizzo E-mail

Voglio ricevere la mail*

Ogni Giorno

Ogni Settimana

Ogni Mese

Interesse specifico?

Acconsento al trattamento dati *
Acconsento invio pubblicità*

* = campo richiesto!


MisterDomain.EU

Articoli Recenti

PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





Categorie

beneficenza
beneficenza
significato dei colori
significato dei colori
filosofia
filosofia
Vini e dintorni
Vini e dintorni
io non ci sto
io non ci sto
vegan & co.
vegan & co.
astronomia
astronomia
psicosomatica
psicosomatica
attualit
attualit
casa
casa
spiritualit ed esoterismo
spiritualit ed esoterismo
scuola
scuola
libri e recensioni
libri e recensioni
ecologia e pianeta terra
ecologia e pianeta terra
psicologia
psicologia


Leggi Anche..

La paura di guarire che genera ansia
Data: 2014-06-24

PROCRASTINARE
Data: 2015-08-10

Nessuna paura del dentista. Ora c Brooke
Data: 2014-09-09

Paura di invecchiare
Data: 2015-01-23

Scopriamo dove nasce la paura nel cervello
Data: 2014-07-24

Vincere la paura di sbagliare tutto
Data: 2014-07-25

Onirofobia, ovvero la paura di sognare
Data: 2014-10-10

Cosa significa sognare di aver paura
Data: 2014-10-10

Perch facciamo gli incubi
Data: 2014-10-10

L'importanza del contatto fisico
Data: 2015-05-19





design & developed by impulsiva.net
All Right is Reserved © faredelbene.net - Condizioni Privacy - Obiettivi
 
 

Non mostrare piú / Sono gia iscritto

Ti piace il nostro sito ?

Indirizzo E-mail

Voglio ricevere la mail*

Ogni Giorno

Ogni Settimana

Ogni Mese

Interesse specifico?

Acconsento al trattamento dati *
Acconsento invio pubblicità*

* = campo richiesto!