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Il narcisista: fughe e ritorni




E’ facile innamorarsi di un narcisista. Gli uomini che appartengono a questa categoria psicologia sono spesso brillanti, simpatici, capaci di “vendersi bene”.

E poi, come se non bastasse,  sono maestri nell’arte del corteggiamento e sanno  far sentire una donna unica e speciale.
Gli inizi della storia con  il narcisista patologico  sono quasi sempre romantici e passionali: i narcisi sono pieni di sorprese, iniziative e attenzioni.
Ma non appena il rapporto si consolida ( e state cominciando a credere di aver trovato l’uomo perfetto), all’improvviso e senza una motivazione, lui si raffredda.
Dirada gli incontri, diventa scontroso e di cattivo umore, inizia a criticarvi e ad avanzare dei dubbi sui suoi sentimenti, mentre all’inizio si dichiarava innamorato e convinto che voi foste quella giusta.
Il narciso si giustificherà dicendo che ha capito di non volere una storia ( quando nei primi tempi diceva l’ esatto contrario), di non essere pronto ad impegnarsi, di voler stare da solo.
Molte donne, a questo punto, si sentono già troppo coinvolte per tirarsi indietro e accettano una relazione  discontinua in cui lui alterna momenti di tenerezza e passione a momenti di freddezza, malumori, fughe e silenzi.
 

Se lui ritorna, non e’ per amore

 
A volte capita che l’innamoramento degli inizi non si trasformi in amore.
I narcisisti, però  anche se disinnamorati, non lasciano quasi mai la loro partner ma preferiscono trascinare (anche   per molti anni) una “relazione” disimpegnata caratterizzata da continue  fughe e  ritorni.
L’errore che molte donne fanno e’ quella di riaccogliere  il narciso, sperando ogni volta che sia diverso e convincendosi che se lui torna e’ perché in fondo ” ci tiene”.
Triste a dirsi,queste speranze vengono puntualmente disattese.
Anche nel caso migliore in cui lui avesse avvertito la mancanza della partner e volesse seriamente riprovarci, si tratta di un uomo con una struttura di personalità che lo rende incapace di stare in una relazione.
Non appena svanisce l’entusiasmo del ritrovarsi, iniziano i dubbi, la noia, il senso del soffocamento che lo portano ad un ulteriore allontanamento.
Spesso, però i motivi del suo ritorno sono molto più prosaici e sono dettati dalla solitudine, dalla mancanza di altre alternative e dal bisogno di conferme dopo che altre esperienze sentimentali non sono andate nel modo auspicato.
Nelle relazioni di lunga data, la partner viene spesso percepita come una ” base sicura” e vissuta come un sostituto simbolico della figura materna  che dà stabilità, che accoglie e che consola.
Per tale ragione è indispensabile ma allo stesso tempo poco eccitante e poco desiderata sessualmente, sempre disponibile e per questo sentita come noiosa, scontata e soffocante.
Nei casi di grave narcisismo, il ritorno del partner è motivato da ragioni utilitaristiche ed egoistiche.
Il narcisista tende ad usare le persone e a considerarle come degli oggetti che soddisfano i suoi bisogni.
Questo tipo di narciso starà in una relazione fin tanto che può ricavarne qualche vantaggio: sesso, ritorni di immagine ..e non di rado benefici economici e materiali.
Un uomo con queste caratteristiche di personalità, non butta mai via il numero di telefono di una donna…potrebbe sempre servire!
 
Gli anni passano e l’amore non cresce
 
Le donne intrappolate in una relazione con un narciso si consolano pensando che se lui continua a tornare significa che è legato e  che prova un sentimento importante anche se non vuole ammetterlo.
Purtroppo gli anni passati insieme contano poco (o nulla) per il narciso che avendo un immagine interna degli altri come negativi e rifiutanti, evita accuratamente ogni attaccamento.
Per questa ragione, il suo sentimento verso la sua compagna non cresce con il tempo ma rimane superficiale.
Tuttavia, malgrado la  mancanza di coinvolgimento, lui continuerà a tornare fin tanto che lei non cambierà le regole del gioco, mettendogli dei limiti e pretendendo un impegno.
Nella mia esperienza clinica ho potuto vedere come questa incapacità di interiorizzare le esperienze positive si rifletta anche sulla memoria del narciso.
Una mia paziente narcisa era stata sette anni con un uomo che la amava molto ma non riusciva a ricordare un solo giorno passato con lui e soprattutto  non riusciva a rievocare le emozioni provate stando in sua compagnia.
Quando lui se ne era andato, stanco della sua freddezza, aveva  riguardato i suoi regali, i libri con la dedica, le foto scattate insieme..e si era chiesta stupita quando fosse successo tutto questo perché non riusciva a rammentarselo.
 
Le strategie del narciso per indurre dipendenza nella partner
 
Nella relazione il narciso usa il bastone e la carota: alterna le fughe ai momenti di dolcezza, le critiche più pungenti alle dichiarazioni d’amore e ai complimenti.
Questi suoi comportamenti ambivalenti disorientano la partner che riceve  un doppio messaggio: sei importante per me/ non conti nulla per me, ti desidero ardentemente/ non ti voglio più.
Il doppio messaggio insito nella relazione paralizza la compagna che non sa più che cosa credere e la rende dipendente.Il narcisista utilizza alcune strategie per mantenere il controllo della relazione e indurre nella partner uno stato di dipendenza e impotenza( per approfondire l’argomento consiglio l’ottimo blog del dottor Enrico Maria Secci )
 
1) Il silenzio e la fuga
Il narciso fugge per prendere aria da quella che considera una relazione troppo soffocante ma anche per punire la partner. Rispondere ai messaggi con ore di ritardo o non rispondere affatto è una strategia ben calcolata per avere potere sulla compagna e per farle capire chi detta le regole nella relazione.
 
2) Le critiche
Le critiche sono  l’espressione di un autentico disappunto ( il narciso è arrabbiato la sua donna perché ha deluso le sue aspettative irrealistiche) ma sono anche un modo per renderla insicura e per  non darle alcun potere.
Lei non deve sapere quanto lui la consideri attraente e desiderabile altrimenti se ne approfitterebbe.
Per questa ragione, sono frequenti le critiche feroci sulla sessualità ( quanti narcisi accusano la loro donna di non saper fare bene l’amore salvo poi saltarle addosso alla prima occasione!) o sull’aspetto fisico della partner.
Queste critiche in realtà significano l’esatto contrario: lui sente che si sente privo di difese di fronte alle attrattive della sua donna e desidera convincere lei e se stesso di non provare nulla.
 
3) Promesse  e dichiarazioni d’amore
Se la partner si allontana, il narciso la riprende giocando la carta del sentimento.
Si dice innamorato, parla esplicitamente del desiderio di avere una famiglia e dei figli oppure lascia intendere che potrebbe innamorarsi in un giorno non troppo lontano.
A volte può essere sincero ( anche  se bisogna ricordarlo:  il narcisista è capace di provare emozioni ma non sentimenti. Il suo ” ti amo” significa ” ti amo in questo momento” ed è più motivato dall’emozione della situazione che  da un’ autentica convinzione) altre volte gioca consapevolmente con i sentimenti della partner.
Sa che dicendole quello che lei ha bisogno di sentirsi dire, sarà perdonato: basta pronunciare le parole giuste e lei abbandonerà ogni riserva e lo accoglierà a braccia aperte.
 
4) Dimostrazione di debolezza
Se le promesse e le paroline dolci non funzionano , il narciso giocherà la sua ultima  carta: la carta della debolezza. Cercherà di impietosire la partner mostrandosi debole e smarrito, le parlerà dei suoi problemi, si mostrerà fragile e bisognoso di una guida.  Si comporterà come un bambino piccolo con la mamma, facendole capire che ha bisogno di lei.
 
Per concludere
 
Purtroppo se lei commette l’errore di riprovarci, deve sapere che non cambierà niente.
Anzi, la sua posizione nella coppia peggiorerà ulteriormente : lui sa che alla fine lei lo perdona sempre. Questa consapevolezza lo porta a svalutare ulteriormente  la sua compagna e stimolerà ulteriori mancanze di rispetto.
Se si è cadute più volte in questa dinamica patologica e non si riesce ad uscirne con le proprie forze, bisogna farsi aiutare.
 
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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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