Faredelbene.net



psicologia -> Empatia: chiave d'accesso agli stati d'animo o egoismo?


Empatia: chiave d'accesso agli stati d'animo o egoismo?




Provare empatia per qualcuno significa provare le emozioni che l’altro sta vivendo e viverle a propria volta, provando le sue ragioni. Ma è sempre così?!
 
 
L’empatia rappresenta uno degli strumenti basilari di una comunicazione interpersonale davvero efficace. Nelle relazioni interpersonali diviene una “chiave d’accesso” ai sentimenti e agli stati d’animo dell’altro. Si tratta di un fenomeno complesso, che comprende diversi ambiti della nostra vita e non facile da definire (Albiero, Matricardi, 2006)
 
In psicologia esistono due diversi modi di concettualizzare l’empatia: uno la considera un’esperienza di partecipazione emotiva, e quindi in questo caso empatizzare con qualcuno significa condividere l’emozione che l’altro vive, provando la medesima sensazione; l’altro modo concepisce l’empatia come capacità di comprendere il punto di vista dell’altro, quindi comprendere le sue intenzioni e i suoi pensieri, riuscendo a vedere la situazione che l’altro sta vivendo dalla sua prospettiva.
 
Nel 1994, Davis ha proposto un approccio integrato che vede congiunto il ruolo di cognizione ed affetti. Secondo tale approccio le componenti che caratterizzano le risposte empatiche sono quattro: l’abilità di adottare il punto di vista dell’altro (Perspective Taking), la tendenza a immaginasi situazioni fittizie (Fantasia), la condivisione dell’esperienza emotiva altrui (Considerazione Empatica), la consapevolezza dei propri stati di ansia in situazioni relazionali (Disagio Personale). Le prime due componenti riguardano le abilità cognitive, mentre le altre due si riferiscono alla reazione emotiva del soggetto.
 
 È interessante notare le due differenti modalità con cui può verificarsi la componente emotiva dell’empatia: la prima reazione è originata dal disagio personale ed è caratterizzata da una motivazione egoistica: in questo caso l’osservazione della sofferenza altrui determina nell’osservatore uno stato di tensione e di conseguenza il comportamento indirizzato a favore dell’osservato ha come finalità la liberazione di quel disagio che l’osservatore in prima persona prova.
 
La seconda modalità è al contrario caratterizzata da una motivazione altruistica: in tal caso l’osservatore condivide gli stati emotivi dell’altro e mette in atto dei comportamenti prosociali affinché possano migliorare le condizioni dell’osservato.
 

L’empatia possiede quindi un lato negativo, mediante cui l’osservatore empatico agirebbe al solo fine di mettersi in salvo dal malessere provocato dall’altro.

 
Da uno studio condotto nel 2011 (Di Michele e all.) in quattro scuole medie inferiori di Chieti e provincia è stato possibile ritenere che l’empatia messa in atto solo al fine di placare il proprio disagio diminuisce con l’andare avanti dell’età; sembrerebbe invece aumentare (seppure in modo poco significativo) la Considerazione Empatica. È ipotizzabile che con l’evolversi del tempo diminuiscono le motivazioni egoistiche le quali fanno in modo che il comportamento prosociale indirizzato verso la sofferenza altrui abbia come finalità solo la liberazione di uno stato di tensione personale, in favore delle condotte finalizzate nei confronti dell’altro al semplice fine altruistico e disinteressato, accompagnato da sentimenti di tenerezza e simpatia.
 
Dal medesimo studio, mettendo in relazione l’empatia e l’autostima, è inoltre emersa una significativa correlazione negativa tra le condotte empatiche dovute ad un fine egoistico e l’autostima, sia interpersonale che emotiva.
 
Ciò potrebbe essere riconducibile al fatto che quei soggetti caratterizzati da una bassa stima di sé abbiano scarso entusiasmo, reagiscano poco di fronte agli insuccessi e siano spesso disinteressati. Potrebbe inoltre essere probabile che, non sentendosi in grado di intervenire, abbiano una scarso senso di autoefficacia, e che ciò possa contribuire a metterli in ansia. Per cui, in quelle situazioni in cui proverebbero stress, aiuterebbero l’altro solo al fine di smorzare il proprio disagio, in tutti quei casi dove è per loro impossibile la fuga.
 
Al contrario, è probabile che quei soggetti caratterizzati da un’alta stima di sé siano fiduciosi delle proprie capacità e riescano a valutarsi secondo un’ottica più positiva; essi reputano di conseguenza meno importanti i propri sentimenti di ansia e tensione, per cui l’assunzione di prospettiva altrui sarebbe dovuta a un coinvolgimento disinteressato verso l’altro, piuttosto che a un desiderio egoistico di sfuggire a dei sentimenti avversi come senso di colpa, vergogna, tristezza o disapprovazione sociale.
 
Tutte queste considerazioni sono utilissime al fine di analizzare al meglio le relazioni interpersonali. La maggior parte degli studiosi si trovano concordi sul fatto che l’empatia sia una molla importante per mettere in atto dei comportamenti prosociali e altruistici. Ma a quanto pare il saper capire e condividere le emozioni altrui non sempre ha un fine disinteressato.
 

L’empatia potrebbe infatti scaturire da una motivazione egoistica, che induce il soggetto ad aiutare l’altro solo per sfuggire a dei propri sentimenti spiacevoli.

 
 
 
 
Referral ID: 1248



Ti piace il nostro sito ?

Ricevi gratuitamente gli articoli più belli via mail. Ci impegneremo ogni giorno per farvi conoscere notizie interessanti!

Indirizzo E-mail

Voglio ricevere la mail*

Ogni Giorno

Ogni Settimana

Ogni Mese

Interesse specifico?

Acconsento al trattamento dati *
Acconsento invio pubblicità*

* = campo richiesto!


MisterDomain.EU

Articoli Recenti

PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





Categorie

significato sogni
significato sogni
sesso
sesso
curiosit
curiosit
itinerari
itinerari
io non ci sto
io non ci sto
alimentazione e benessere
alimentazione e benessere
astronomia
astronomia
psicosomatica
psicosomatica
coppia
coppia
popoli e culture
popoli e culture
significato dei colori
significato dei colori
pedagogia
pedagogia
letteratura
letteratura
ecologia e pianeta terra
ecologia e pianeta terra
tradizioni
tradizioni


design & developed by impulsiva.net
All Right is Reserved © faredelbene.net - Condizioni Privacy - Obiettivi
 
 

Non mostrare piú / Sono gia iscritto

Ti piace il nostro sito ?

Indirizzo E-mail

Voglio ricevere la mail*

Ogni Giorno

Ogni Settimana

Ogni Mese

Interesse specifico?

Acconsento al trattamento dati *
Acconsento invio pubblicità*

* = campo richiesto!