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Come riprogrammare la propria mente




Se si desidera davvero un risultato diverso, bisogna comportarsi in modo diverso.

Mantenere la medesima condotta di sempre, non cambierà mai la vostra esistenza. Quando qualcosa non vi piace, cambiatela!
Lamentarsi di tutto è una prerogativa di chi non ha il coraggio di dare una svolta radicale alla propria vita. Non dimenticate questo mantra: “se si desidera davvero un risultato diverso, bisogna comportarsi in modo diverso”.
 
Certo a parole sembra tutto molto più semplice, ma purtroppo l'atto pratico non sempre lo è. Gli esseri umani sono abitudinari, ci piace ripetere le cose, per comodità, per paura dell’ignoto, per non dover pensare ad un’alternativa, sostanzialmente poco coraggiosi, tuttavia, siamo sempre pronti a lamentarci o a criticare. Non sarebbe più facile mettersi all’opera e forgiare il proprio destino? Potreste dire che questo è già stato scritto, ma è anche vero che il futuro “deve essere un po’ aiutato”.
 
Il cervello necessità di una moltitudine di eventi e di tempo affinchè si possa “programmare”. La personalità muta da esperienza in esperienza, il convivere con altre persone e il nostro modo di relazionarci, la nostra educazione, le vittorie e le sconfitte che la vita ci preserva, l'ambiente di lavoro ed in fine anche la nostra natura.
C'è di buono che la nostra mente si può riprogrammare, proprio come si fa con un computer. Parola d'ordine dunque è “reset”, serve per poter affrontare il presente e, soprattutto, il futuro in modo migliore eliminando tutto quello che non fa bene e che non permette di andare avanti.
 
Se volete cambiare, la prima cosa da fare è chiedervi perché desiderate farlo. Non è necessario che altre persone conoscano la risposta. Fate questo esercizio quando siete soli a casa nella vostra stanza, quando siete in piscina o persino quando siete in viaggio.
 
La seconda domanda da porsi è “Perché lo voglio fare?”. Forse non siete felici perché siete alla ricerca di quell’amore che non arriva, perché provate a laurearvi o perché desiderate una promozione. Forse non c’è un motivo che vada oltre il voler essere una “persona migliore”.
 
Pensate a come poter cambiare la vostra condotta e in quanto tempo potrete farlo. Siate obiettivi ed equilibrati: la data non deve essere né molto vicina, né molto lontana nel tempo. 
 
La programmazione della nostra mente inizia dalla nascita, fin dal primo momento di vita. Viene condizionata dall’educazione dei nostri genitori e dall’insegnamento dei nostri maestri. Anche se la personalità influisce molto, i rapporti sono più che importanti. Se desiderate riprogrammarvi come fareste con un PC, dovete disegnare un nuovo software che si addica ai vostri bisogni e alle vostre richieste.
 
È dimostrato da studi di neuroscienza che le persone conversano con se stesse circa 14 ore al giorno. In questa comunicazione il 90% delle parole sono negative. “Non capisco niente”, “non posso farlo”, “è molto difficile”, “sono troppo goffo”, “arrivo sempre tardi”, “questo non fa per me” sono solo alcune delle frasi più frequenti che ci passano per la testa. Per continuare con l’esempio del computer, queste frasi sono come i virus che distruggono il sistema. Tutto quello che dovete fare è applicare un buon antivirus ed eliminare il malware che si è insediato in una delle parti più importanti del vostro organismo, la mente.
 
 
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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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