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Come eliminare il rancore




Portare rancore non risolve il problema...

Il rancore è un’emozione negativa che proviamo quando qualcuno si è comportato male nei nostri confronti e ci ha feriti. Tuttavia, portare rancore non risolve i problemi, anzi ci rende infelici e ci fa soffrire. Il sentimento di rancore si presenta come una sorta di protezione per noi, per farci scappare dal dolore che un determinato gesto o comportamento ci ha provocato. Inconsciamente, quando veniamo feriti e rimaniamo delusi, trasformiamo la tristezza in rancore, per sentirci più forti.
 
Per eliminare il rancore, non è necessario perdonare, perché esistono situazioni gravi in cui non è possibile né raccomandabile farlo. Tuttavia, dovremmo comunque cercare di dire addio a questo sentimento negativo per stare in pace con noi stessi.
 
Molto spesso il rancore può essere tanto forte da spingere le persone a vendicarsi. Ciò che è certo è che questo sentimento peggiora lo stato di malessere interiore, poiché se si prova rancore, significa che erano stati messi in gioco i sentimenti. Vendicarsi potrebbe concedere una sensazione di benessere momentaneo, ma finisce sempre col produrre più dolore, perché ci si contraddice. Se infatti una persona ci ha fatto del male e noi ci vendichiamo, finiremo noi stessi per fare del male a qualcuno e di conseguenza ci sentiremo pieni di sensi di colpa e ci pentiremo del nostro comportamento.
 
Cosa ci guadagniamo a provare rancore?
Non c’è niente di positivo nel provare rancore, soprattutto perché spesso la persona che vi ha ferito è felice e non si sente in colpa per il dolore che vi ha provocato. Al contrario, chi ha ricevuto il torto continua a soffrire e a farsi del male. Per questo non ci si guadagna niente a provare rancore, questo sentimento aumenta solo la sofferenza di chi lo prova.
 
Alcune frasi positive per eliminare il rancore
Il modo di pensare è determinante per riconquistare la pace interiore, poiché fin quando non smetterete di pensare e ripensare a quanto successo, se continuerete a porvi domande che non possono avere una risposta, se continuerete a chiedervi perché è successo proprio a voi, che è un’ingiustizia, quali errori avete potuto commettere, non smetterete mai di provare rancore. 
 
Vi raccomandiamo invece di pensare in maniera da poter lasciar andare il passato, di tagliare quella corda che vi tiene bloccati a ciò che è già successo e di continuare ad andare avanti, mettendovi l’anima in pace. Vi proponiamo di seguito alcune frasi che vi potranno aiutare ad abbandonare ed eliminare il rancore.
 
“La vita è così e non si può fare niente. Ho imparato da tutto ciò che mi è successo e adesso l’importante è la mia vita presente e quella che sarà la mia vita futura”.
 
“Mi libero dalle colpe e dai rancori, ormai non si può fare più nulla. Decido di concentrarmi sul mio presente perché guardare indietro non può che farmi male”.
 
“Amo me stesso e accetto tutto quello che è successo. Ho ricevuto una lezione dalla vita e ho deciso di andare avanti, mettendomi l’anima in pace”.
 
Come curare il rancore
 
La mente confusa è la mente che, rimuginando sulle cose, si congela in un punto. Serbare rancore vuol dire appesantire enormemente la propria vita. Ci si trova a sopportare tutto il peso del proprio astio. 
 
Si dice che il rancore mascheri il desiderio di nuocere. Normalmente chi prova rancore sa che passare dalle intenzioni ai fatti nuocerebbe innanzi tutto a se stesso sul piano psico-fisico e spirituale. Quindi, chi prova rancore si carica di pensieri opprimenti, senza poterli scaricare sul diretto interessato. 
 
Qual è la via d’uscita?
 
L’abbandono di tutto ciò per cui si prova rancore: la tecnica del “lasciar andare” è il modo più semplice per uscire da una condizione miserevole. Per farlo non è sufficiente perdonare, ma è necessario esaminare il problema alla sua origine, cercando di riconoscere la propria parte di responsabilità nel problema. Una volta raggiunta tale consapevolezza, solo in condizione di rilassamento profondo, potremo domandarci se siamo in grado di eliminare completamente il nostro coinvolgimento sul tema o se c’è qualche azione ancora da fare: scrivere una lettera, parlare con la persona.Se intendiamo eliminare il nostro coinvolgimento, dovremo muoverci sia sul piano della visualizzazione dell’azione, sia sul piano concreto, per liberarci da pesi inutili. 
 
Visualizzare può aiutare tanto quanto effettuare direttamente un’azione: immaginare di perdonare chi ci ha fatto un torto aiuta a normalizzare i battiti cardiaci oppure visualizzare di sedere insieme alla persona che è stata oggetto del rancore, sotterrare (insieme) l’ascia di guerra e fumare insieme il calumet della pace può portare benessere. Con una buona tecnica di rilassamento e con una buona respirazione si riuscirà a fare defluire i pensieri negativi, ricercando dentro se stessi nuovi sentimenti che prenderanno il posto di vecchie accuse e vecchi rimproveri. 
 
Sarà possibile allora liberare l’anima dal peso trascinato così a lungo, con tecniche di rilassamento e la semplice forza del respiro: alleggerire permanentemente la propria vita, integrando nella propria esistenza temi nuovi e preziosi. Si tratta di uno sforzo che salverà noi stessi e chi ci vive accanto che sentirà il cambiamento che sta avvenendo dentro di noi. 
 
Conclusioni
 
Crediamo a volte di non nuocere a nessuno provando sentimenti negativi, ma non è così. Chi ci vive accanto osserva e risente delle nostre manifestazioni di astio e di rancore anche se solo velati. Riuscire a riconciliarsi con se stessi è il primo passo per non temere nulla dal mondo esterno. Ricordiamo sempre che il primo nemico risiede dentro di noi. 
 
 
Fonte:  lamenteemeravigliosa.it - salusmaster.com
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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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