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Le credenze che limitano la nostra vita




Abbandonare le convinzioni che ci limitano per ottenere la realtà che vogliamo.

Le nostre credenze modellano la nostra realtà.

 
Ciò che crediamo, riceviamo dalla vita. Pertanto, per padroneggiare la Legge di Attrazione, occorre identificare le nostre convinzioni limitanti e renderci conto che alcune di queste sono la causa di una realtà che non desideriamo.
 
Ma quali sono le 5 convinzioni limitanti più comuni?!
 
CREDERE CHE I SUCCESSI DEGLI ALTRI INTACCHERANNO IL NOSTRO
Se invidiamo i successi degli altri, inviamo un messaggio all’universo che non crediamo nelle nostra capacità e nel diritto di avere noi stessi successo. Se si proietta questa convinzione nel mondo, si riceverà indietro una vita dove il successo è fuori da ogni portata.
Per eliminare questa convinzione limitante, si può scegliere di visualizzare il successo di un altro come l’indicazione che la Legge di Attrazione sta portando il successo sempre più vicino a noi. Ad esempio, se un collega ottiene una promozione, si può percepire quel successo come un’indicazione che l’Universo ci sta spingendo verso un maggiore successo, visto che soldi e miglioramenti sono entrati nella nostra cerchia. Questa prospettiva ci renderà entusiasti della promozione del nostro amico, perché significa che il suo successo è anche il nostro. Provare gioia per i risultati degli altri, attirerà il successo anche verso di noi.
 
CREDERE CHE SI DEBBA SEMPRE LOTTARE E LAVORARE SODO PER AVERE SUCCESSO
Naturalmente, per realizzare i propri sogni occorre agire, ma quando si lavora con la Legge di Attrazione, il lavoro è sempre divertente e si fa senza sforzo. Se si arranca con il lavoro, si sta dicendo all’Universo che ci aspettiamo un lavoro duro, noioso e faticoso. Come risultato, è proprio quello ciò che si attirerà. Per cambiare prospettiva, si possono cercare le prove nel fatto che, quando ci divertiamo al lavoro, il tempo vola e si ottengono risultati migliori.
 
CREDERE CHE TUTTO GIRI INTORNO AL DENARO
Se pensiamo che tutto si basi sul denaro, probabilmente proviamo invidia per coloro che ne hanno un sacco. E ci sentiamo anche un po’ in colpa quando ne guadagniamo di più. L’invidia e il senso di colpa sono emozioni negative, che raccontano all’Universo che non crediamo di poter essere o di poter diventare ricchi.
 
Per eliminare la credenza limitante sul denaro, è possibile osservare che c’è molta più ricchezza nel mondo oggi, rispetto a solo qualche decennio fa. Il comfort e il tenore di vita sono migliorati nettamente, per le persone di tutte le classi sociali. Perché la vera ricchezza del mondo non si basa sul denaro. Quest’ultimo è un modo astratto per quantificare la nostra reale ricchezza, quella che si basa sulle idee, sui servizi e le innovazioni che portiamo nel mondo. Pertanto, il mondo è più ricco semplicemente perché noi ne facciamo parte. I soldi sono solo il riflesso di quanto valore diamo a noi stessi.
 
CREDERE CHE I RICCHI SIANO AVIDI
Questa convinzione non mancherà di tenere i soldi lontani dalle nostre mani, per due motivi. La prima è che questa convinzione crea letteralmente una realtà dove i ricchi si approfitteranno di noi e ci inganneranno attraverso il denaro.
L’altra ragione è che si può temere di diventare ricchi, perché si diventerà persone avide. Per lasciare andare questa convinzione, basterà pensare a quante persone ricche ma gentili e disponibili ci siano su questa Terra. Inoltre, si dovrà prendere un po’ di tempo per visualizzare se stessi non solo mentre si diventa ricchi, ma mentre si usa la ricchezza per aiutare gli altri.
 
CREDERE CHE CON L’ETA’ SIA INEVITABILE AMMALARSI
Molti di noi si aspettando che, invecchiando, si svilupperanno per forza problemi di salute cronici. Purtroppo, questa credenza crea un mondo in cui molti anziani soffrono. Per invertire questa convinzione, basta pensare ad esempi di persone che, seppur anziane, godono di una salute fiorente. Inoltre è preferibile evitare programmi televisivi, articoli e pubblicità che si concentrano sui farmaci e su storie di salute che coinvolgono persone anziane.
Padroneggiare la Legge di Attrazione impone di individuare quali siano le nostre convinzioni che ci aiutano e quali ci limitano. Se riusciamo a liberarci di queste ultime, la vita diventerà più felice, più sana e certamente più prospera.
 
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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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