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Gli effetti della felicit nel nostro cervello




La biologia della gioia. 

E mentre la maggior parte degli studi viene effettuata sullo stress, sulla depressione e il loro collegamento alla malattia, in pochi si concentrano sulla biologia della gioia.
Ebbene si, si dovrebbe prestare più attenzione al motivo per cui, quando siamo ottimisti, gioiosi e felici, non andiamo così spesso dal medico. Il nostro cervello sperimenta la felicità in diversi modi e questo previene quella cascata di processi cellulari che portano alla malattia.
 
Felicità Artificiale
Purtroppo molte persone diventano dipendenti dalle sostanze chimiche – alcol, cocaina, eroina e nicotina – per sentirsi meglio. Ma non si tratta di una felicità reale, perché il cervello ha una varietà di meccanismi chimici che regolano le sue attività elettriche, come la veglia e il sonno e le sostanze stupefacenti stimolano artificialmente questi sistemi, senza che il sentimento correlato che si prova sia effettivamente quello di gioia.
 
La dopamina si diffonde nel cervello, rilasciata da alcune cellule nervose specializzate, quando una persona raggiunge una sorta di ricompensa, come ad esempio quando soddisfa la fame e la sete, vince una partita o supera un esame. Le sua azione chimica viene riprodotta anche dalle sostanze stupefacenti, che generano ottimismo, energia e senso di potere.
Ci sono poi delle altre sostanze, le endorfine, che agiscono nel cervello come antidolorifici. La loro azione viene imitata da eroina e morfina, oltre che dall’alcol.
Oppure si può parlare della serotonina, importante per trovare il rilassamento mentale, come condizione essenziale per addormentarsi la sera. Il sollievo da ansia e agitazione mediato dalla serotonina porta anche alla guarigione dalla depressione. Ecco perché il Prozac è ormai così popolare. Questo non si comporta come la serotonina, ma prolunga l’azione di quel poco di serotonina che il cervello produce.
Tutte queste sostanze portano ad una condizione di gioia artificiale, che nulla ha a che vedere con la sensazione di reale felicità che nasce da dentro.
 
La felicità è direttamente legata alla nostra salute
La scienza della felicità suggerisce con sempre crescente insistenza che vi sia un legame tra felicità e salute. Le persone felici, ad esempio, sono maggiormente protette contro le malattie cardiache e l’ictus. Che lo stress abbia effetti negativi sulla biologia e che conduca a pessimi cambiamenti di salute è risaputo. Ciò a cui non pensiamo mai è che la felicità abbia un effetto opposto, cioè preventivo.
 
Cosa succede nelle nostre cellule quando siamo felici?
Lo studio della psicologia positiva ha identificato quali atteggiamenti e tratti della personalità possano contribuire ad avere un umore positivo e ad aumentare di conseguenza la qualità della vita. Le persone felici, rispetto alle altre, tendono ad avere una maggiore funzionalità del sistema immunitario, una riduzione del rischio di malattie cardiovascolari, sono più soddisfatte del loro lavoro e della vita di coppia. Per questo risulta importante sviluppare una migliore comprensione delle influenze della felicità, indagando sulla sua base biologica. Sono numerosi gli studi che hanno iniziato ad esplorare tra i suoi potenziali marcatori biologici.
Ad esempio, le ricerche che hanno cercato di approfondire l’associazione tra i potenziali marcatori biologici indicano che gli individui depressi presentano una concentrazione molto bassa di prolattina. Di solito si tende a correlare la prolattina alla capacità di una donna di allattare, ma questa è in grado di influenzare molti altri fattori. La prolattina svolge un ruolo fondamentale nel metabolismo, nella regolazione del sistema immunitario e nello sviluppo del pancreas. Negli esseri umani, la prolattina viene prodotta dalla ghiandola pituitaria, nell’utero, nel seno, nei linfociti, nei leucociti e nella prostata. Con l’aumento della risposta della prolattina, aumentano anche gli effetti positivi legati alla felicità, cosa che ha influenze anche sulla connessione neurale e sulla cognizione, che agiscono sulla nostra capacità di percepire, ricordare e rafforzare l’attività dei neuroni.
Per proteggere il cervello dallo stress, viene rilasciata una proteina nota come BDFN, una neurotrofina che ha effetto protettivo e riparatore dei neuroni della memoria e agisce come un interruttore di ripristino. Ecco come mai dopo un momento di forte stress capita all’improvviso di vedere le cose in modo chiaro e di sentirsi a proprio agio.
Contemporaneamente, il cervello rilascia le endorfine, sostanze chimiche che combattono lo stress. Il loro scopo principale è quello di minimizzare il disagio e di bloccare la sensazione di dolore, stimolando i centri del piacere, molti dei quali possono portare anche all’euforia.
BDFN ed endorfine sono la causa della nostra sensazione positiva quando facciamo sport. Le endorfine sono sostanze chimiche in grado di attraversare gli spazi tra i neuroni, trasportando i messaggi, e vengono rilasciate con diversi tipi di attività.
Esse si comportano sia come antidolorifici che come premio per il sistema di ricompensa del nostro organismo. Vengono rilasciate in grande quantità sia quando ci facciamo male che quando mangiamo del peperoncino piccante; ma possono essere prodotte anche quando parliamo con un estraneo, mangiamo un pasto gustoso o ci esponiamo alla luce ultravioletta.
In generale, i benefici di cui godono le cellule quando avvengono i cambiamenti illustrati in precedenza, porta a:
stimolare la crescita delle connessioni nervose
migliorare la cognizione aumentando la produttività mentale
migliorare l’abilità di analisi e riflessione
aumentare la capacità di analizzare ciò che ci circonda
aumentare l’attenzione
avere pensieri più felici
 
Il potere del pensiero positivo
Ogni pensiero stimola il rilascio di una sostanza chimica nel nostro cervello. Concentrarsi sui pensieri negativi indebolisce sia il cervello che la sua funzionalità: lo rallenta, fino ad arrivare ad offuscarlo e a sviluppare la depressione. Dall’altra parte, il pensiero positivo, la speranza, la felicità, l’ottimismo e i pensieri di gioia abbassano i livelli di cortisolo e stimolano la produzione di serotonina, generando una sensazione di benessere. Questo aiuta il cervello a lavorare alla sua massima potenzialità.
I pensieri positivi e felici in genere supportano la crescita del cervello, oltre che la formazione e il rafforzamento di nuove sinapsi, specialmente nella corteccia prefrontale, che funge da centro di integrazione di tutte le funzioni cerebrali.
In altre parole, la corteccia prefrontale non solo regola i segnali che i neuroni trasmettono ad altre aree del cervello e al corpo, ma permette anche di pensare e riflettere su ciò che stiamo facendo fisicamente. In particolare, essa consente di controllare le nostre reazioni emotive attraverso le connessioni con il nostro cervello limbico profondo; la corteccia prefrontale è l’unica area del cervello in grado di controllare le nostre emozioni e i comportamenti, aiutandoci a comprenderli. Ci aiuta a crescere come esseri umani, cambiando ciò che desideriamo cambiare e portandoci a vivere la vita che vogliamo.
Ciò che facciamo e pensiamo può letteralmente espandere o contrarre diverse regioni del cervello. Meglio quindi iniziare ad allenarci al pensiero felice, a guardare il lato positivo delle cose, riorientando il cervello non appena subentra un pensiero brutto. La mente ha la capacità di determinare come il nostro cervello si comporta e persino ciò che succede nella nostra vita. Vale allora la pena usare questa peculiarità a nostro vantaggio, per creare noi stessi la nostra realtà.
 
 
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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

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Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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