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La depressione si pu ereditare




Un bambino con almeno un genitore depresso ha 3 volte in più la possibilità di sviluppare una depressione

La depressione genitoriale è quel tipo di psicopatologia che più di ogni altra è causa di rischio di disturbo psicologico nel tempo per i figli. Familiarità ed ereditarietà dei disturbi depressivi è stata dimostrata da numerosi studi e ricerche.


Quadri depressivi, ansiosi, comportamenti dirompenti nei figli di genitori bipolari, manifestatisi precocemente nei figli, sono indice di disturbo bipolare nel tempo. Non è però facile distinguere condizioni depressive unipolari da condizioni depressive bipolari.

La presenza di depressione e disturbo di personalità costituiscono un pattern disadattivo di organizzazione e funzionamento della personalità con caratteristiche stabili nel tempo, che influenzano stile genitoriale e traiettorie evolutive del bambino. Bambini con madri depresse e caratteristiche antisociali ricevono minore calore materno e più alti livelli di ostilità materna, con rischio alto di trascuratezza e maltrattamento fisico. Ciò può essere favorito dalla presenza di partner maschili con caratteristiche antisociali, padri poco coinvolti nella crescita dei figli.

Quadri disfunzionali nella personalità dei genitori associati a condizioni depressive si associano a fattori psicosociali disfunzionali, determinando la presenza di comportamenti genitoriali disfunzionali, che direttamente incidono sulla qualità della relazione genitore-bambino.

Le pratiche genitoriali svolgono un ruolo essenziale su regolazione degli affetti e sviluppo sociale nei bambini. Le pratiche di accudimento genitoriale sono spesso oggetto di programmi di prevenzione e di intervento terapeutico. I sintomi depressivi genitoriali correlano fortemente con inconsistenza nella disciplina, criticismo, ostilità, rifiuto verso i bambini.

Il legame fra depressione genitoriale e specificità nel deficit genitoriale è più evidente in presenza di comportamenti genitoriali negativi, piuttosto che per inconsistenza o mancanza di comportamenti genitoriali positivi.

Sono più evidenti comportamenti di rifiuto ed ostilità, anche se con atteggiamenti di cura e di monitoraggio. L’anedonia del genitore si accompagna ad irritabilità, ostilità, espressione di un senso di incapacità e di perdita di speranza.

Il genitore depresso tende a scoraggiare l’interazione del figlio al punto che il bambino non si ingaggia più in una relazione importante per la formazione della propria personalità.

Il comportamento evitante del bambino conferma al genitore la propria indesiderabilità, che rafforza la condizione depressiva colorandola di aggressività e rifiuto.

Tre dimensioni del comportamento genitoriale permettono di predire difficoltà evolutive nei bambini e negli adolescenti:

Mancanza di accudimento e coinvolgimento positivo con il bambino;

Ostilità tra genitore e bambino con rifiuto da parte del genitore;

Scarso monitoraggio e supervisione (da parte del genitore) delle attività del bambino.

Effetti duraturi si hanno anche nel periodo adolescenziale.

Studi attuali approfondiscono anche gli effetti della depressione paterna sui figli. Gli uomini che diventano padri sono suscettibili a situazioni depressive post-partum e negli anni successivi di accudimento del bambino. Diverse ricerche hanno confermato come il rischio evolutivo associato ai sintomi depressivi materni sia comparabile ai sintomi depressivi paterni.

Le interazioni fra madre depressa e bambino incidono su autostima e benessere emotivo del bambino, mentre quelle fra padre depresso e bambino incidono su competenze sociali del bambino. La depressione paterna postnatale è associata a problemi comportamentali seguenti nei bambini, soprattutto nei maschi.

Da studi e ricerche (Avon Longitudinal Study of Parents and Children) le condizioni depressive postnatali paterne a 8 settimane di vita del bambino, sono risultate predittive di disturbi psichiatrici all’età di 7 anni, con disturbi oppositivi, disturbi di condotta, difficoltà negli aspetti pro-sociali e nel rapporto dentro il gruppo dei pari.

La specificità del ruolo paterno nei processi di socializzazione dei figli è confermata da studi, i quali confermano inoltre il fatto che la depressione paterna condiziona i comportamenti genitoriali in termini disadattivi. Effetti tradizionalmente attribuiti unicamente a depressione materna sono in realtà parzialmente da riferirsi anche ad una concomitante depressione paterna e ad effetti additivi di queste due condizioni.

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

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Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

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Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

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