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Alexander Lowen




Lo psicanalista americano Alexander Lowen, allievo di Wilhelm Reich, è il padre della terapia bioenergetica (conosciuta anche come analisi bioenergetica), metodo psicoterapeutico incentrato sull'integrazione di mente e corpo

Alexander Lowen (New York 23 dicembre 1910 - 28 ottobre 2008)

"È errata l’idea che la mente controlli tutto, anche i sentimenti e le emozioni. Con la mente, gli uomini pensano ‘posso fare questo e quello’, ma non ne hanno un vero feeling, non lo sentono. La gente non è sana. E anche quando fa qualcosa per sé, per esempio attività fisica, non lo fa per stare bene, ma solo o prevalentemente per essere più forti e belli. Per l’immagine. Insomma, non sente. Il sentire non ha a che fare con l’intelligenza, né con la forza".

Così Alexander Lowen, fondatore della terapia bioenergetica, sintetizza il suo approccio terapeutico in un'intervista del 2002.

Aiutare i pazienti a sentire veramente, acquisendo piena consapevolezza di sé e del proprio corpo fu sempre l'obiettivo primario dell'opera di questo psicoanalista e psichiatra statunitense, allievo di Wilhelm Reich, morto nel 2008 alla soglia dei 98 anni. Alexander Lowen fondò l’Istituto di Analisi Bioenergetica (International Institute for Bioenergetic Analysis, IIBA) a New York, la sua città, nel 1956. Due anni più tardi uscì il suo primo libro, The Language of the Body (pubblicato in Italia nel 1978 con il titolo Il linguaggio del corpo, dove individua nella comunicazione non verbale un prezioso strumento di lettura e interpretazione del disagio psicologico del paziente. Seguiranno altri tredici saggi, tutti disponibili anche in italiano.

Fu Alexander Lowen a inventare il movimento energetico di base della terapia bioenergetica, il cosiddetto grounding, e a mettere a punto il cavalletto bioenergetico, usato nelle sedute per facilitare la distensione dei muscoli dorsali contratti e favorire la respirazione.

Bibliografia di Alexander Lowen

Il linguaggio del corpo, Feltrinelli, Milano 1978-1997
Amore e orgasmo, Feltrinelli, Milano 1968-97
Il tradimento del corpo, Edizioni Mediterranee, Roma 1982
Il piacere. Un approccio creativo alla vita, Astrolabio, Roma 1978
La depressione e il corpo. La base biologica della fede e della realtà, Astrolabio, Roma 1980
Bioenergetica, Feltrinelli, Milano 1983-1994
Paura di vivere, Astrolabio, Roma 1982
Il narcisismo. L’identità rinnegata. Feltrinelli, Milano 1985-97
Amore sesso e cuore, Astrolabio, Roma 1989
La spiritualità del corpo. L’armonia del corpo e della mente con la bioenergetica, Astrolabio, Roma 1991
Arrendersi al corpo. Il processo dell’analisi bioenergetica, Astrolabio, Roma 1994
Bioenergetica, Manuale di esercizi pratici, Astrolabio, Roma 1979
Stress e malattia, Istituto di Psicologia Somatica, Milano-Roma 2001
Volontà di vivere e voglia di morire, Milano 2004

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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