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Comorbilit e comorbidit




Definizione di comorbilità e comorbidità

l termini “Comorbilità” e “Comorbidità” sono due sinonimi che appartengono al linguaggio medico e psichiatrico. Essi sono, infatti, utilizzati principalmente dagli specialisti deputati alla diagnosi di una malattia medica o di un disturbo psicopatologico, oppure dai ricercatori che lavorano negli stessi ambiti.
Per “Comorbilità” e “Comorbidità” gli esperti intendono quel fenomeno per cui in una persona sono presenti due o più disturbi di origine diversa.
Nell’ambito medico, ad esempio, si ha comorbilità o comorbidità se una persona soffre di diabete e anche di una malattia cardiovascolare congenita. Nell’ambito psichiatrico, si ha comorbilità o comorbidità se, ad esempio, ad un bambino viene diagnosticata una forma di ritardo mentale e anche un disturbo oppositivo-provocatorio.
Per uno specialista individuare una comorbidità non è un processo semplice. Per formulare una diagnosi, infatti, deve valutare se i sintomi  o i comportamenti che osserva sono caratteristici di una determinata patologia oppure se, invece, sono spiegati da un’altro tipo di disturbo. La difficoltà sta nel fatto che, spesso, un sintomo o un comportamento è comune a più di una patologia.
Ad esempio,  il comportamento aggressivo che si riscontra in alcuni bambini può essere spiegato da innumerevoli motivazioni: il bambino può comportarsi con aggressività perché ha sviluppato un disturbo oppositivo-provocatorio o un disturbo della condotta, oppure perché ha sviluppato un disturbo psicotico, oppure perché ha un ritardo mentale o semplicemente perché sta vivendo un periodo di particolare stress che non sa esprimere con modalità più adeguate.
Se un bambino con ritardo mentale ha anche comportamenti di aggressività, lo specialista deve capire se quest’ultimi sono dovuti al ritardo oppure sono dovuti ad una o più delle ipotesi precedenti. Se l’intensità e la frequenza dei comportamenti aggressivi non sono spiegabili esclusivamente con la diagnosi di ritardo mentale e, grazie ad un’analisi attenta, fanno piuttosto pensare alla presenza anche del disturbo oppositivo-provocatorio, lo specialista formulerà 2 diagnosi, rientrando quindi nel caso di comorbidità o comorbilità.
Riuscire a definire con precisione se si è in presenza di un unico disturbo oppure più di uno, è fondamentale per individuare il tipo di intervento da mettere in atto.

Dott.ssa Serena Costa

Fonte serenacosta.it

Autore: 1406 1406



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