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Parasonnie




Con il termine parasonnie viene raccolto un gruppo eterogeneo di disturbi che hanno in comune la caratteristica di non dipendere direttamente da una disfunzione delle strutture che regolano il sonno e la veglia, ma piuttosto dall'attivazione, in connessione con il Sonno, di strutture ad esse correlate con conseguente coinvolgimento del sistema neuromuscolare e/o di quello neurovegetativo

 

Parasonnie
Alcune parasonnie sono caratterizzate da attività che, come il camminare e il mingere, sebbene normali durante la veglia, creano problemi quando vengono espletate durante il Sonno. nottambuloAlcune parasonnie compaiono esclusivamente o quasi durante certi stadi del Sonno: ad esempio, il sonnambulismo avviene generalmente durante il Sonno lento profondo, e le erezioni notturne dolorose insorgono con grande prevalenza durante il Sonno REM. Altre, come il bruxismo, possono comparire durante vari stadi del Sonno, mentre altre ancora, come la paralisi familiare del Sonno, si realizzano di preferenza nel periodo di transizione tra Sonno e veglia (Lungaresi E., 2005; G. Coccagna., 2000). Le parasonnie che insorgono durante il Sonno lento profondo vengono da molti autori considerate come espressione dello stato confusionale determinato dal risveglio parziale. Infatti, è noto che il risveglio improvviso dal Sonno lento profondo o Sonno delta può determinare un breve stato di confusione durante il quale è possibile compiere attività automatiche, come andare in bagno, chiudere una finestra ecc. In individui predisposti, il risveglio dal Sonno lento profondo può portare ad uno stato confusionale più prolungato e più marcato che di norma, con conseguente comparsa di sonnambulismo, pavor nocturnus o enuresi. Queste parasonnie compaiono più frequentemente nei bambini perché hanno un Sonno più ricco di stadi delta; si verificano in prevalenza nel periodo iniziale del Sonno, che è più ricco di stadi delta (Ferri R. et Al., 1999; Jouvet M,. 2000; Sudhansu Chokroverty., 2000). Gli episodi anomali ad esse connessi non vengono abitualmente ricordati dai pazienti perché generalmente non si svegliano in modo completo. Seguendo la classificazione della ASDC americana (Classification Committee., 1979) alle parasonnie appartengono:
il sonnambulismo
il pavor nocturnus e l'incubo
l'enuresi notturna
gli attacchi di ansia legati al sogno
le crisi epilettiche morfeiche
il bruxismo
la jactatio capitis
la paralisi familiare del sonno
le erezioni notturne dolorose
la cefalea a grappolo e l'emicrania ad esordio durante il sonno
la sindrome da anomala deglutizione durante il sonno
l'asma notturna
i disturbi cardiaci e respiratori precipitati dal sonno
il reflusso gastroesofageo notturno
l'emoglobinuria notturna paratossica.

 

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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