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Disturbi del sonno




Si tende spesso a far coincidere i disturbi del sonno con l'insonnia, ciò non corrisponde affatto alla realtà clinica

Infatti, sebbene gli studi epidemiologici degli ultimi anni abbiano chiaramente indicato che l'insonnia è il disturbo più frequente, essi hanno anche mostrato che l'ipersonnia, cioè il disturbo opposto all'insonnia, è presente più frequentemente di quanto si potesse immaginare. Gli studi condotti nei laboratori del sonno hanno inoltre dimostrato che, dietro a disturbi talora apparentemente banali del sonno, esistono importanti modificazioni di fondamentali funzioni biologiche (Lungaresi E., 2005; G. Coccagna., 2000). disturbi del sonnoCosì, ad esempio, la sindrome delle apnee morfeiche (OSAS) può determinare una importante ipersonnia, ma può anche essere associata solo ad un disturbo del Sonno, assai frequente e notevolmente fastidioso per chi sta vicino, ma generalmente considerato clinicamente non rilevante, quale è il russare. La sindrome delle apnee morfeiche (OSAS) non va comunque sottovalutata in quanto rappresenta un notevole pericolo per la salute a causa delle modificazioni della funzione respiratoria e cardiocircolatoria che essa comporta (Aiolfi M. et Al., 2001). C'è dunque chi dorme poco e male, e chi dorme troppo, ma c'è anche chi dorme quando dovrebbe stare sveglio ed è ineluttabilmente sveglio quando dovrebbe dormire. Inoltre, i meccanismi che controllano il Sonno possono essere parzialmente sregolati con conseguente comparsa di fenomeni anomali, tra i quali il sonnambulismo appare il più suggestivo, oppure possono influenzare negativamente altre funzioni del sistema nervoso o altri apparati con conseguente comparsa, ad esempio, di una crisi epilettica o di una crisi asmatica in persone che già soffrono di epilessia o asma (Sudhansu Chokroverty., 2000; G. Coccagna., 2000).

Abbiamo così delineato le quattro categorie dei disturbi del Sonno che vengono prese in considerazione dalla classificazione proposta dalla Association of Sleep Disorders Centers (ASDC) americana (Classification Committee., 1979):

A.  disturbi dell'inizio e del mantenimento del Sonno o insonnia;
B.  disturbi da eccessiva sonnolenza o ipersonnie;
disturbi del ritmo Sonno-veglia;
D disturbi associati al Sonno, a stadi del Sonno o a risvegli parziali, complessivamente chiamati  parasonnie.

La classificazione dell'ASDC è quella comunemente usata da coloro che si occupano dei disturbi del Sonno (Coccagna G., Smirne S., 1993). Sebbene essa sia criticabile per taluni aspetti e abbia perciò suscitato non poche discussioni circa l'opportunità di rivedere alcuni punti, come d'altra parte succede a quasi tutte le classificazioni, presenta una generale chiarezza e semplicità di suddivisione dei disturbi. Essa sembra perciò particolarmente utile per i non addetti ai lavori, pur continuando ad essere un punto di riferimento indispensabile anche per coloro che attivamente si occupano di queste patologie.

 


 

 

 

 

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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