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Addio a Ettore Scola, uno dei maestri del nostro cinema




Si è spento all'età di 84 anni Ettore Scola, uno dei maestri del cinema italiano.

Nato a Trevico il 10 maggio del 1931, si trasferisce molto presto a Roma insieme alla famiglia e, già durante l'adolescenza, inizia a disegnare vignette umoristiche. Giovanissimo, entrerà nella redazione del Marc'Aurelio, giornale satirico a cui collaborò anche Federico Fellini.
 
Per il cinema inizia a lavorare poco più che ventenne come sceneggiatore, ed è proprio da questa brillante esperienza che nasce il suo sguardo da regista. 
In veste di sceneggiatore partecipa ad alcune delle più significative pellicole del periodo – da «Un americano a Roma» di Steno a «Il sorpasso» e «I mostri» di Dino Risi, passando per i più importanti film di Antonio Pietrangeli («Adua e le compagne» e «Io la conoscevo bene», in primis) – per poi esordire dietro la macchina da presa, quasi per caso, nel 1964 con la pellicola «Se permettete, parliamo di donne», scritta insieme al fidato Ruggero Maccari.
 
Negli anni Sessanta, tra gli altri, firma «L'arcidiavolo» (1966), «Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l'amico misteriosamente scomparso in Africa?» (1968) e «Il commissario Pepe» (1969). Sarà però il decennio successivo a consacrarlo come uno dei massimi autori italiani del periodo, capace di superare i limiti della “commedia all'italiana” per mostrare le nostre paure e debolezze.
 
Del 1974 è il suo capolavoro, «C'eravamo tanto amati», una riflessione dolceamara sul dopoguerra, sui cambiamenti che l'Italia ha dovuto attraversare e sul bilancio di un'amicizia.
 
 
 
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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare



La Casa dei Bambini di Maria Montessori

Secondo Maria Montessori i bambini  hanno il diritto di essere educati e tutelati nella loro crescita, ed essere studiati, è giunto il momento di comprendere quali sono i meccanismi di apprendimento e socializzazione che li caratterizzano





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