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WhatsApp free. Mai pi canone, la chat non ha prezzo.




WhatsApp sarà davvero gratis: addio agli 89 centesimi all'anno

Per molti fu una specie di trauma, quasi un brutto scherzo da spacciatore: prima si crea dipendenza gratuitamente, poi, una volta che la gente è assuefatta, si chiedono i soldi. Furono queste le reazioni degli utenti quando, qualche tempo fa, WhatsApp annunciò di aver introdotto un canone per usufruire del servizio: 99 centesimi di dollaro (da noi sono 89 centesimi di euro). Non al giorno, non al mese, ma all'anno. Esatto, meno di un euro l'anno. Ma per chi è abituato a servizi interamente free fu comunque una scocciatura. Ebbene, ora costoro sono risarciti: il popolare sistema di messaggistica on line torna gratis. Lo ha comunicato la stessa azienda (che fa parte del gruppo Facebook) su un suo blog. "Siamo cresciuti e abbiamo scoperto che questo approccio non ha funzionato bene", hanno detto. 
 
Non si tratta, ovviamente, di un atto di buon cuore nei confronti dei clienti. Si pensa, soprattutto, ai mercati emergenti dei paesi in via di sviluppo, dove il servizio può dilagare con la stessa facilità con cui si è diffuso da noi. Lì, però, sono molto meno diffuse carte di credito e accesso ai sistemi bancari. Molti, quindi, potrebbero trovare macchinoso anche il semplice pagamento di un insignificante canone annuale. Ovviamente il timore di tutti è che, in cambio della gratuità del servizio, adesso vengano messe delle inserzioni pubblicitarie, che se possibile sarebbero persino peggio degli 89 centesimi l'anno. L'azienda, tuttavia, smentisce. Niente pubblicità e niente contenuti spam, assicurano, anche se sarebbero allo studio sistemi per comunicare con aziende e organizzazioni di proprio interesse. WhatsApp viaggia verso il miliardo di utenti nel mondo. È stata fondata nel 2009 da Koum, nato e cresciuto in Ucraina, e Brian Acton, del Michigan, entrambi ex Yahoo!. L'applicazione è stata acquistata da Facebook per 19 miliardi di dollari due anni fa.
 
 
 
Fonte: intelligonews.it
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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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