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Blue Monday, il giorno pi triste dell'anno.




Eccolo quì, arriva preciso come ogni anno il Blue Monday. Il giorno più triste dell'anno.

Ci risiamo. Arriva il terzo lunedì dell'anno e la mattina alzarsi dal letto diventa impossibile. La giornata ancora deve cominciare e siete già certi che sarà disastrosa, che ci sarà poco da ridere. Così vi avviate al lavoro, a scuola, all'università come se una sentenza di morte pendesse sulle vostre teste. Ai vostri colleghi che vi chiederanno il perché di quella faccia (e che molto probabilmente vi restituiranno lo stesso sguardo affranto), resta solo da rispondere che oggi è il Blue Monday, il giorno più triste dell'anno.
 
Nei primi anni 2000 uno psicologo dell'Università di Cardiff, Cliff Arnall, tramite una complicata equazione (che prende in considerazione meteo, debiti accumulati per i regali di Natale, calo di motivazione e crescente necessità di darsi da fare) stabilì che il terzo lunedì di gennaio è il giorno in cui ci sentiamo più tristi.
 
In molti dubitano dell'effettiva valenza scientifica dell'equazione, che sarebbe stata in realtà creata ad hoc da una campagna di marketing della compagnia di viaggi Sky Travel.
 
Fatto sta che da quando lo "studio" è divenuto famoso per un giorno all'anno abbiamo un alibi se il nostro morale è a terra senza un effettivo perché. Ma se non avete voglia di crogiolarvi nella vostra tristezza questi sono 10 modi per cercare di sconfiggerla, consigliati da El Mundo:
 
1 - fare una buona colazione 
Incominciare la giornata con l'energie giuste può essere un valido aiuto per cercare di reagire all'apatia del Blue Monday. Non saltare quindi il pasto più importante e magari concediti anche un po' di cioccolata, valido alleato contro la tristezza.
 
2 - Riempi la casa di post-it
I post-it possono essere utili non solo a ricordarci i nostri numerosi impegni. Appuntate su pezzi di carta quelle frasi in grado di tirarvi su il morale. Aforismi e citazioni che possano darvi la forza e la motivazione per reagire.
 
3 - Dedicati alla tua bellezza
Estetista e parrucchiere oggi saranno i vostri migliori amici. Difficile essere tristi quando lo specchio ci restituisce un'immagine di noi serena, splendida e rilassata.
 
4 - Ascolta musica che ti dà la carica
Mettete da parte il cd delle 10 canzoni più tristi della storia. Una musica che incentivi il vostro stato d'animo malinconico potrebbe essere la botta finale per non rialzarsi più. Preferisci invece cantanti allegri e in grado di darti la carica giusta.
 
5 - Non rimandare quello che puoi fare oggi
Rimandare non serve a niente. Anche se oggi proprio non avete voglia di prendere alcuna decisione, procrastinare potrebbe essere il metodo peggiore per sopravvivere. Il senso di colpa, la sensazione di aver lasciato qualcosa in sospeso e il pensiero di un problema che prima o poi dovremmo affrontare ci tormenterà per tutto il giorno. Quindi, forza, prendete una decisione!
 
6 - Togliti qualche sfizio
In vetrina qualche giorno fa avevi visto una maglia della quale ti eri immediatamente innamorato? Vai, comprala. Mai come oggi lo shopping è terapeutico.
 
7 - Prenditi cura di mente e corpo
Yoga, Qi Gong e arti che impegnino anima e corpo possono aiutarti a ritrovare il tuo equilibrio psicofisico. Ritagliati anche solo qualche minuto per praticarle.
 
8 - Mostrati grato
La gratitudine ha il doppio vantaggio di far del bene a chi la riceve e a chi la pratica. Se vuoi migliorare la tua giornata e aiutare qualcun altro a superare il suo personale Blue Monday prova a dire "grazie" a chi lo merita.
 
9 - Fai attività fisica
L'attività fisica libera endorfina nel nostro corpo. Non è necessaria la palestra per trarne i benefici. Esci all'aria aperta, meglio se in compagnia, e fai jogging.
 
10 - Concediti un bicchiere di vino
La colazione è importante, il cioccolato anche, ma niente riscalda il cuore come un buon bicchiere di vino rosso. A fine giornata sorseggialo in un calice di vetro (anche questa volta meglio se insieme ad amici o al proprio partner) e festeggia. Perché questo lunedì starà finalmente terminando.
  
 
Fonte: huffingtonpost.it
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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare



Lamore di San Francesco per gli animali, un esempio dimenticato

“Laudato sie, mì Signore cum tucte le Tue creature, specialmente messor lo frate Sole…”. Difficile non riconoscere in queste parole il Cantico delle Creature, intonato da Francesco, ormai cieco, piagato e sull’orlo del transito verso l’altra vita, per celebrare la natura, nella sua pienezza, espressione del suo amore per Gesù Cristo.

Francesco non è un vero e proprio “ecologista ante litteram”, come qualcuno vorrebbe esagerando e forzando la storia del santo.
In lui l’amore per la natura, che è comunque una costante dopo la sua conversione, è sempre mediato dalla presenza del Ministero. “Questa bella d’erbe famiglia e d’animali” non è un assoluto superiore all’uomo o un orizzonte fine a se stesso, ma il riflesso di quell’armonia e quel rispetto che furono gli archetipi della sua vita, fino a quella notte fra il 3 e il 4 ottobre del 1226, quando la sua anima salì a Lui, all’età di quarantaquattro anni.

Il rapporto della chiesa cattolica (e musulmana) con la natura è sempre, fatte debite eccezioni, un rapporto di puro dominio e sfruttamento. Ogni religione dovrebbe ingentilire l’animo umano insegnando che la zoofilia è un aspetto dell’amore mentre il contrario è un crimine contro il creato.
La Chiesa ha scelto la strada opposta e lo dimostra la sua storia, dalle Sacre Scritture agli insegnamenti di Tommaso d’Aquino, nella sua visione antropocentrica, sprezzante nei confronti dell’amore dimostrato da Francesco per gli animali. L’acre odore dei barili di gatti vivi, arsi in piazza nel giorno dei Santi, è un orrore mai mondato. Ancora oggi si celebrano feste paesane devote a Madonne o Santi, dove animali vengono martirizzati con le crudeltà più spietate.

In Europa, ancora alla fine del XIX secolo, soltanto alcune nazioni nordiche di religione protestante, avevano emanato leggi per la protezione degli animali. Scrive Renè Ansay nel 1971 sul periodico francese Revue Défense de l’Homme “la Chiesa cattolica non ama gli animali e non lo nasconde. Non ha mai voluto spendere una parola contro la vivisezione … continua a mantenere nelle plazas de toros le cappelle dove i torturatori vanno a confessarsi e a invocare la protezione della Vergine prima di iniziare i loro infami esercizi…”
Negli ultimi decenni la Chiesa ha ripensato il ruolo degli animali nel creato.

“Gli animali sono la parte più piccola della Creazione divina, ma noi un giorno li rivedremo nel mistero di Cristo” (Papa Paolo VI). “Uomo, vegetali, animali siamo tutti nella stessa barca; non si tocca l’uno senza che a lungo andare non si danneggi l’altro” (Papa Luciani). “E’ urgente seguire l’esempio del povero di Assisi e abbandonare sconsiderate forme di dominio, cattura e custodia verso tutte le creature” (Papa Giovanni II).
Proprio oggi si festeggia, in tutta Italia, quel povero di Assisi che si spogliò di tutto, vita compresa, non disprezzando la morte (Laudato sì, mi Signore, per sora morte…) nel pieno rispetto e amore di uccelli, lupi e di tutti gli altri suoi fratelli “minori”.





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