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Lutto ad Hogwarts. E' morto Alan Richman, il Severus Piton di Harry Potter.




Aveva 69 anni. Una lunga carriera tra teatro, cinema e tv. Deve la sua popolarità all'insegnante di pozioni di Harry Potter

Addio all'attore e regista inglese Alan Rickman, il Severus Piton di Harry Potter, interprete di una settantina di film. Era malato di cancro. L'annuncio arriva dai suoi cari che in un comunicato hanno dichiarato che è morto "circondato da famigliari e amici". Avrebbe compiuto 70 anni il prossimo 21 febbraio. Nella sua lunga carriera, iniziata negli anni Settanta a teatro, aveva conquistato un Emmy e un Golden Globe per la serie tv Rasputin.

Nato a Londra da una famiglia operaia, Rickman bambino è un appassionato pittore e crescendo si avvia alla carriera di grafico ma la passione per la recitazione irrompe nella sua vita all'inizio degli anni Settanta. Dopo essersi diplomato alla Royal Academy of Dramatic Art (RADA), Rickman comincia a lavorare in varie compagnie teatrali fino al debutto nel cinema negli anni Ottanta lavorando a Hollywood in film di cassetta Trappola di cristallo e Die Hard - Duri a morire. Comincia la serie dei "villain" con il ruolo dello spietato Sceriffo di Nottingham nel film con Kevin Costner Robin Hood per il quale conquista un Bafta, l'Oscar inglese.
 
Negli anni Novanta, dopo una serie di ruoli romantici ne Il fantasma innamorato in Ragione e sentimento di Ang Lee, debutta come regista cinematografico ne L'ospite d'inverno con Emma Thompson, una delle attrici con cui più ha lavorato. Basta ricordare la struggente coppia della commedia sentimentale Love Actually. Il successo popolare a livello mondiale lo deve però al personaggio del professore Severus Piton della saga multimilionaria di Harry Potter, il ruolo dell'insegnante di pozioni risulta all'inizio della storia l'ennesimo cattivo ma nel gran finale si rivela la figura più carismatica, pronta all'estrema sacrificio per le ragioni del bene.
 
Nella vita ha avuto solo una lunghissima relazione con l'attivista politica Rima Horton, conosciuta nel 1956, sposata solo nel 2012 dopo 35 anni di convivenza. La sua ultima interpretazione è stato il doppiaggio del personaggio del millepiedi blu nel nuovo film di Alice, Alice Attraverso lo Specchio in uscita a maggio.
 
Fonte: repubblica.it
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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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