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Aiutarsi con i prestiti tra privati escludendo le banche




La crisi economica degli ultimi anni ha accentuato i problemi delle famiglie, che incontrano difficoltà maggiori nel fare degli investimenti, seppur di piccola entità. Richiedere un prestito rimane la soluzione più gettonata, ma in che modo e soprattutto a chi?

La crisi economica degli ultimi anni ha accentuato i problemi delle famiglie, che incontrano difficoltà maggiori nel fare degli investimenti, seppur di piccola entità. Richiedere un prestito rimane la soluzione più gettonata, ma in che modo e soprattutto a chi?

 

Gli istituti di credito pretendono tante garanzie, che nella maggior parte dei casi non sono alla portata dei richiedenti, i quali si trovano costretti a rinunciare già dopo il primo colloquio presso la sede bancaria. Inoltre vengono applicati dei tassi di interesse piuttosto elevati che non vengono di certo incontro alle esigenze di chi ha bisogno di un po' di liquidità. Insomma le condizioni per rivolgersi ad una banca non sono delle migliori sebbene la rete offra uno spiraglio di luce.

Già perché grazie all'aiuto dei portali dedicati ai prestiti come questo è possibile mettere a confronto diversi preventivi di prestiti personali senza la necessità di fornire una busta paga. Un'opportunità importante per è alla ricerca di un finanziamento ma viene puntualmente respinto dalla sede della banca sotto casa.

 

Ma non solo, perché in alternativa esistono altri modi per ottenere un piccolo prestito senza doversi impegnare con una banca e non poter obiettare sulle condizioni. Stiamo parlando del cosiddetto 'social lending' ovvero una nuova forma di credito al consumo che permette di ricevere del denaro in prestito a tassi di'interesse molto convenienti senza l'intermediazione di un istituto di credito. Una formula nuova, nata solamente sette anni fa dalle parti della regina Elisabetta e diffusasi molto rapidamente, tanto che oggigiorno si possono contare almeno un centinaio di siti specializzati nel social lending.

 

Una formula che non fa felici le banche, ma che viene molto apprezzata dai chi ne fa uso. Il sistema si basa su un punteggio (rating) che viene attribuito all'utente in fase di iscrizione e che può variare col passare del tempo. Ad un alto tasso di affidabilità corrisponderanno interessi più bassi e viceversa, anche se rimane comunque il rischio di insolvenza dal momento che non sono richieste delle garanzie. Resta il fatto che questa forma di prestito riporta il tutto a misura d'uomo e concede una possibilità a chi generalmente non riesce a fornire sufficienti garanzie. Un modo nuovo di aiutarsi l'uno con l'altro per far fronte ai periodi più grigi.

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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