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Il cane dorme nel letto con voi? sbagliato - Lo dice un'associazione USA




Per molti cinofili potrà essere una notizia difficile da mandare giù, ma tant'è: il cane non deve dormire nel letto insieme al padrone

Il divieto è scattato dopo che l'associazione americana di prodotti per cani ha lanciato un allarme: quasi la metà di coloro che hanno un animale domestico usa dormirci insieme nello stesso letto.

Per chi arriva ad amare gli animali più degli uomini, e a considerarli meritevoli di condividere persino il proprio letto, è del tutto normale trascorrerci insieme anche le ore notturne. Anzi, un simile altolà potrebbe addirittura risultare incomprensibile per costoro. Eppure, le ragioni che spiegano questo impedimento sono tutte valide e provate: dalla trasmissione di allergie a un riposo disturbato, fino all'ostilità nei confronti del/della partner che dorme insieme al padrone, sono diverse le cause che rendono questa abitudine nociva e inappropriata.

Il riposo notturno del cane non è come quello umano: è pur vero che ci sono padroni dal sonno pesante, che non vengono minimamente disturbati dal ronfare canino o dai tanti versi che il proprio animale emette durante la notte: non sono solo gli umani, infatti, a 'parlare nel sonno'. C'è poi il problema - non da poco - delle allergie: il cane, infatti, è un grande portatore di fattori allergenici, dalla polvere ai pollini, i quali, mentre è fuori per una passeggiata, si insinuano nel suo pelo. Se poi ha l'abitudine di schiacciare anche solo un pisolino con il padrone, sarà molto facile trasmetterglieli tra le lenzuola.

Che dire, allora, del ringhio che il cucciolo di casa potrebbe riservare al vostro (o alla vostra) partner quando vede avvicinarsi qualcuno al letto, magari per condividerne l'altra metà? Ciò accade perché lo percepisce come un territorio da difendere dagli estranei.

Ci sono cani, poi, che hanno bisogno di tenersi occupati anche durante la notte e, al minimo rumore, potrebbero avvertire la necessità di svegliare il padrone per dare l'allarme. Ma questo significa dire addio a un riposo sereno e ininterrotto. E, soprattutto: se vi doveste pentire di aver fatto dormire il cane con voi, e voleste cambiare abitudine, potrebbe essere una dura impresa farlo tornare in una cesta, una cuccia o al nudo pavimento. Come biasimare, del resto, quel cane che ha provato la morbidezza di un soffice materasso o la freschezza di lenzuola pulite e profumate?

Di fronte a ragioni così solide, chi ha l'abitudine di dormire con il proprio cane potrebbe obiettare che l'ha fatto per anni, senza accusare problemi di salute (per sé) o disagi comportamentali (per il proprio animale). Ma, siccome è meglio evitare, e il suggerimento non è di parte, sarebbe bene che questi padroni ci riflettessero un po' su. Intanto, buona notte a tutti, uomini e cani.

di Antonio Bonanata

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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