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Cose che succedono nel 2015




Il 2015 è un anno da non perdere per molti motivi e appuntamenti. Ne abbiamo raccolti quattro (per ora) tra i più importanti per chi pensa al futuro della Terra

1 - È l’Anno internazionale della luce. Il 2015 è stato scelto dalle Nazioni Unite per celebrare la luce in tutte le sue declinazioni. La luce per la scienza, la luce per le persone. La luce ha rivoluzionato la medicina, creato nuovi mezzi di comunicazione (come il web) e continua a essere l’elemento centrale della società globale, tra cultura, economia e politica. Nel 2014, gli scienziati che hanno inventato i Led hanno ricevuto il premio Nobel per la Fisica per aver dato vita a un’innovazione nel settore dell’illuminazione dalle prestazioni altissime a fronte di consumi ridotti. Un’invenzione in grado di rispettare l’ambiente e contrastare i cambiamenti climatici.

2 - Scadono gli Obiettivi di sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite. Con l’arrivo del nuovo millennio, i Paesi in via di sviluppo e i Paesi industrializzati hanno pensato di fare il punto sui principali problemi e sulle sfide che le popolazioni, i governi e le organizzazioni di tutto il mondo avevano di fronte. Dalla discussione è nato un patto di otto promesse: gli Obiettivi di sviluppo del Millennio (Millenium Development Goals) da raggiungere nel giro di 15 anni. Entro il 2015, appunto. Tra questi c’era la volontà di assicurare la sostenibilità ambientale, raggiungere l’istruzione elementare universale e l’eliminazione della povertà estrema e della fame.

3 - La prima esposizione universale dedicata al cibo e alla nutrizione a Milano. Dopo mesi di campagne, cronache, polemiche, il primo maggio Expo Milano 2015 aprirà i battenti. Fino al 31 ottobre sarà possibile visitare oltre 140 paesi, gustare le loro tradizioni, discutere di sostenibilità e diritto al cibo. Si potranno scoprire tutte le innovazioni nel mondo dell’alimentazione semplicemente camminando per la Fiera Milano, a Rho. Un sito espositivo di un milione di metri quadrati realizzato da un gruppo di progettisti supportato da architettati di fama internazionale come Stefano Boeri, Ricky Burdett e Jacques Herzog. Grazie all’esposizione, Milano è una delle città da visitare nel 2015 secondo molte guide e testate giornalistiche interazionali, dalla Lonely Planet alla Cnn.

4 - La conferenza sul clima di Parigi. Finalmente l’appuntamento (Cop 21) più importante nella lunga battaglia contro il riscaldamento globale e i cambiamenti climatici è alle porte. Dal 30 novembre all’11 dicembre presso lo spazio espositivo di Parigi-Le Bourget delegati, società civile e giornalisti verranno da tutto il mondo per prendere parte a quella che dovrebbe diventare la tappa principale del percorso negoziale cominciato nel 1992 a Rio de Janeiro, in Brasile. Lì è stata aperta alle firme la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici per limitare le emissioni di CO2 in atmosfera. A Parigi si spera di aprire alle firme l’accordo definitivo per salvare il clima.

di Tommaso Perrone

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Il fascino della notte di San Lorenzo tra tradizioni, astronomia, storia e leggende

La notte di San Lorenzo ravviva la magia del cosmo. Le stelle cadenti hanno da sempre suscitato emozioni ed ispirato leggende: si dice che se si esprime un desiderio vedendo la stella che traccia una scia nel cielo scuro della notte, questo si avvererà. L’appuntamento magico che ci offre il cielo, è la pioggia meteorica delle Perseidi, più nota come “le lacrime di San Lorenzo”. Si tratta dello sciame di meteore meglio osservato in tutto il mondo, consistente in residui della disintegrazione progressiva della cometa Swift-Tuttle. Le piccole particelle, scontrandosi a gran velocità con l’atmosfera terrestre, danno luogo a scie luminose di altissimo effetto.

Il nome di “Perseidi”, invece, è determinato dalla posizione del radiante, il punto sulla volta celeste dal quale sembrano provenire le meteore, situato appena al di sopra della costellazione del Perseo. E se l’apparizione di una stella cadente è oggi associata ad un sentimento di stupore e sono davvero pochi coloro che si sottraggono alla tentazione di esprimere un desiderio, nell’antichità, invece, l’apparizione di meteore, comete e altri fenomeni passeggeri che sembravano alterare l’immutabilità del cielo, erano considerate segni infausti. Il cielo sembrava piangere lacrime di fuoco, ad esempio, in occasione di crisi di governo, battaglie o assedi, coincidenti con sciami meteorici ricorrenti e questa superstizione si è tramandata, in varie forme, nei secoli. Ad esempio, tra ottobre e novembre del 902 d.C., stando a quanto ci riferiscono le antiche cronache, l’invasione di Sicilia e Calabria da parte dei Saraceni e le stragi successive furono seguite da un abbondante pianto divino. Oggi è certo che si trattò di una fittissima pioggia di stelle cadenti dello sciame delle Leonidi, visibile ogni anno a novembre.

La notte di San Lorenzo, in base all’eccezione che ha preso la nostra visione della realtà, quella della prospettiva, dell’auspicio o dell’irrealizzabile, può essere definita come festival delle illusioni o sagra della speranza. E se Shakespeare, nel Macbeth, ricorda che «Nulla si è ottenuto, tutto è sprecato, quando il nostro desiderio è appagato senza gioia. Meglio essere ciò che distruggiamo, che inseguire con la distruzione una dubbiosa gioia», calcando la mano sul tema della tensione irrisolta, che è l’autentica miccia per far detonare illusioni; ancor più duro è Schopenhauer, che auspica la scomparsa di ogni desiderio come ottimo viatico per guarire dall’infelicità, per lui elemento cronico nell’esistenza. La tradizione cristiana, come noto, ha legato il concetto di pioggia di stelle cadenti al martirio del santo Lorenzo, dal III secolo sepolto nell’omonima basilica a Roma. Sarebbero proprio le lacrime versate dal santo durante il suo supplizio; a vagare eternamente nei cieli, discendendo sulla terra solo il giorno in cui Lorenzo morì, creando un’atmosfera magica e carica di speranza. Secondo la tradizione popolare, le stelle del 10 agosto vengono dette anche fuochi di San Lorenzo, ricordando le scintille provenienti dalla graticola infuocata su cui venne ucciso il martire, poi volate in cielo. In realtà la storia sostiene che il santo non venne sottoposto al martirio della graticola, bensì venne decapitato. Nell’immaginario popolare l’idea dei lapilli volati in cielo ha comunque preso piede, tanto che ancora oggi ,in Veneto, un proverbio recita “San Lorenzo dei martiri innocenti, casca dal ciel carboni ardenti”.

Ma chi era San Lorenzo e qual è il legame tra questo Santo e la pioggia di stelle cadenti? Lorenzo nacque a Osca (Huesca), città della Spagna, nella prima metà del III secolo. Venuto a Roma, centro della cristianità, si distinse per la sua pietà, carità verso i poveri e l’integrità di costumi. Grazie alle sue doti, Papa Sisto II lo nominò Diacono della Chiesa, dovendo egli sovrintendere all’amministrazione dei beni, accettare le offerte e custodirle, provvedere ai bisognosi, agli orfani e alle vedove. Per queste mansioni, Lorenzo fu uno dei personaggi più noti della prima cristianità di Roma ed uno dei martiri più venerati, tanto che la sua memoria fu ricordata da molte chiese e cappelle costruite in suo onore nel corso dei secoli. Lorenzo fu catturato dai soldati dell’Imperatore Valeriano il 6 agosto del 258 nelle catacombe di San Callisto ,assieme al Papa Sisto II ed altri diaconi. Mentre il Pontefice e gli altri diaconi subirono subito il martirio, Lorenzo fu risparmiato per farsi consegnare i tesori della chiesa. Si narra che all’Imperatore Valeriano, che gli imponeva la consegna dei tesori della Chiesa, Lorenzo abbia portato davanti dei poveri ed ammalati, esclamando: “Ecco i tesori della chiesa”. In seguito Lorenzo fu dato in custodia al centurione Ippolito, che lo rinchiuse in un sotterraneo del suo palazzo, dove si trovava imprigionato anche un certo Lucillo, cieco.

Lorenzo confortò il compagno di prigionia, lo catechizzò alla dottrina di Cristo e, servendosi di una polla d’acqua che sgorgava dal suolo, lo battezzò. Dopo il Battesimo, Lucillo riebbe la vista. Il centurione Ippolito visitava spesso i suoi carcerati e, avendo constatato il fatto prodigioso, colpito dalla serenità, dalla mansuetudine dei prigionieri e illuminato dalla grazia di Dio, si fece cristiano, ricevendo il battesimo da Lorenzo. In seguito Ippolito, riconosciuto cristiano, fu legato alla coda di cavalli e fatto trascinare per sassi e rovi fino alla morte. Lorenzo venne arso vivo sulla graticola, in un luogo poco lontano dalla prigione ed il suo corpo portato al Campo Verano, nelle catacombe di Santa Ciriaca. Il Martirio di San Lorenzo è datato dal martirologio romano il 10 agosto del 258 d.C. A ricordare questi avvenimenti furono erette, ad esempio a Roma, tre chiese: San Lorenzo in Fonte (luogo della prigionia), San Lorenzo in Panisperna (luogo del martirio) e San Lorenzo al Verano (luogo della sua sepoltura).

Dal punto di vista storico poi, il 10 agosto è una data da non dimenticare: nel 1792 in Francia avvenne la presa del Palazzo delle Tuileres, dove il Re di Francia si era rifugiato dall’inizio della Rivoluzione e tale fatto segnò l’avvento della fase contrassegnata dal Regime del terrore. Nel 1893, nell’Italia giolittiana, venne promulgata la legge bancaria che segnò la nascita della Banca d’Italia; legge di fondamentale importanza perché «ridefinì il sistema della circolazione cartacea, che venne basato sulla copertura metallica dei biglietti e su un limite di emissione assoluto; gettando le basi per il risanamento degli istituti di emissione; avviando il processo di transizione verso una banca di emissione unica ed introducendo norme che ponevano la tutela dell’interesse pubblico al di sopra delle esigenze di profitto degli azionisti. Il 10 agosto 1944, a Milano, si consumò la Strage di piazzale Loreto, in cui 15 partigiani vennero fucilati dalla Legione autonoma Ettore Muti (commando appartenente alla Repubblica Sociale) su ordine dei nazisti, ed esposti al pubblico ludibrio. Ma tale data ispirò anche Giovanni Pascoli che volle dedicare la sua celebre poesia “X Agosto”, alla morte del padre, avvenuta proprio in quel giorno. Nell’opera, il poeta identifica il firmamento del 10 agosto come un grande pianto di stelle, sottolineandone la natura malinconica, e rivolgendosi direttamente al Santo: «San Lorenzo, io lo so perché tanto di stelle per l’aria tranquilla arde e cade, perché sì gran pianto nel concavo cielo sfavilla».

“La notte di San Lorenzo” è anche il titolo di un famoso film, realizzato dai fratelli Taviani; costruito sul ricordo di un tragico episodio storico: l’esplosione avvenuta, nel Duomo di San Miniato, in provincia di Pisa, il 22 luglio 1944, che provocò 55 morti e centinaia di feriti, fra i civili ammassati in preghiera all’interno del sacro edificio. La causa della deflagrazione fu, fin dall’inizio, attribuita ad una mina tedesca, e la responsabilità morale della strage fu fatta ricadere sul Vescovo di San Miniato, monsignor Ugo Giubbi, un sant’uomo che per tutta la vita sopportò il peso di questa calunnia. Dopo decenni e studi storici approfonditi, la tragedia venne con certezza attribuita ad un proiettile di artiglieria americano, da 105 millimetri, penetrato all’interno della Cattedrale attraverso la finestra esposta a sud-ovest del braccio meridionale del transetto.
Tra tradizioni, astronomia e storia, tutti con gli occhi rivolti al cielo, per cogliere le piogge di meteore che sfrecciano nella volta stellare. In fin dei conti, la notte delle stelle cadenti non è una notte come tante…è una notte speciale, alla quale bambini, giovani e meno giovani affidano da tempi immemorabili i loro sogni, desideri, speranze, confidando nella magia che tutto può e tutto fa avverare. Il cielo, casa di galassie e di mondi a noi sconosciuti, soprattutto nelle sere più buie e disabitate dalle luci artificiali che provengono dalla città, ci permette di pensare, riflettere, tornare al passato, innamorarsi, ,“rivedere” qualcuno che non c’è più. E pensate a quanto è bello addormentarsi su un fresco lenzuolo d’erba, lasciandosi avvolgere da un cielo trapunto di stelle! E’ sempre piacevole, infondo, ritornar bambini, quando ci piaceva sdraiarci su un prato per ammirare la volta celeste, simbolica coperta, custode dei nostri sogni.

Fonte meteoweb





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