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Come avviare un allevamento di api




Chi decide di avviare un allevamento di api ha compreso che le punture sono solo una conseguenza per difesa e quindi, hanno colto il lato positivo, visto che il miele prodotto dalle api non solo è naturale ma è anche buonissimo

L'apicultura è un vero e proprio lavoro, tanto che per procedere con quest'attività occorrono specifiche qualifiche, la prima su tutte ovviamente è disporre un terreno adatto (che può essere un giardino o un campo), in ogni caso, certamente non si può avviare un allevamento di api in un appartamento!

- Assicurati di avere a portata di mano:
- Arnie
- Api operaie
- Api regine
- Punti di abbeverata
- Utensili per la pulitura del terreno (tosaerba etc.)
- Analisi dell'area

1. Prima di tutto bisogna pulire adeguatamente l'area dove andrà posizionato l'allevamento di api. Quindi bisogna eliminare qualsiasi foglia secca, residuo di terra e ogni elemento anti-igienico che potrebbe essere di disturbo per un ottimale posizionamento delle arnie e la conseguente produzione del miele. Una volta utilizzato il tosaerba, il rastrello e quant'altro per la pulizia ottimale del terreno, bisogna far passare 24 ore per consentire all'area il riciclo dell'aria pulita, in quanto l'ambiente deve respirare altrimenti le arnie potrebbero risentire di eccessiva claustrofobia. Questo può aiutare anche per i controlli igienico-sanitari successivi.

2. Una volta preparato il luogo, bisogna recarsi in un vivaio specializzato e chiedere delle arnie, ossia le cassette apposite delle api. Devono avere un colore diverso l'una dall'altra e devono essere in quantità proporzionata al miele che si vuole produrre, in merito a questo basta chiedere al titolare del vivaio che saprà indicare il numero giusto. In seguito bisogna disporle una accanto all'altra e la loro disposizione è fondamentale, occorre evitare luoghi ventosi e umidi e necessitano di un'adeguata distanza tra loro nel corso del tempo (le api bottinano fino a 3 km di distanza).

3. Al vivaio verranno vendute sia le api operaie che le api regina, con un pasto per poterle spostare senza problemi.  Ad ogni modo bisogna fare molta attenzione a posizionare per ogni arnia un'ape regina, questa è la fase più delicata ed è molto importante. Inoltre è essenziale mettere più punti di abbeverata sia per l'idratazione che per la termoregolazione.

4. Un apicoltore alle prime armi sarebbe opportuno che si facesse comunque consigliare da un esperto, poiché ci sono molte insidie che apparentemente sembrano banali ma nel corso del tempo potrebbero portare alla non riuscita di un alveare. Per esempio i girasoli, con i loro nicotinoidi, sono in grado di sterminare un allevamento di api, proprio per questo non tutti i terreni sono adatti e l'analisi di un competente, prima che si inizi l'attività, potrebbe essere una mossa ideale!

5. Ultimo promemoria ma non per importanza: per avviare un allevamento di api occorre un budget piuttosto consistente, almeno di 40 mila euro. Oltre alle due o tre famiglie di api iniziali, occorrono anche tutti gli strumenti appositi, quali tuta, guanti specifici e così via. L'investimento iniziale, sarà comunque possibile recuperarlo in seguito con la vendita del miele, propoli, la cera, la pappa reale. Nel video presente nell'articolo, ci sono informazioni aggiuntive dettagliate e specifiche, basta annotarsi i consigli e il favoloso mondo delle api è pronto per essere una realtà!

di Erika Mennella

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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