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La stella alpina




Una volta, ai tempi antichi, una giovane e bella ragazza di nome Marichka udì il suono della trembita (strumento popolare ucraino)

Il suono, proveniente da una valle posta tra le montagne, era prodotto da un giovane pastore di nome Olexa. La ragazza nascondendosi nei boschi, per lungo tempo, ascoltò la magica musica.  E quando la trembita si fermò, lei balzò fuori dal nascondiglio. Quando il giovane, vide quella bellezza, iniziò di nuovo a suonare, così forte che
anche le montagne, fin sulla cima, iniziarono a cantare e ballare con lui.

Da quel momento, i loro cuori si fusero, divennero tutt’uno e il loro amore travolgente ed unico. Il villaggio di Olexas si trovava nella valle e non poteva raggiungerla, poiché doveva pascolare pecore. E così, attraverso la musica,  i due amati comunicavano tra loro. Già prima del sorgere del sole, Olexa prendeva la trembita, e chiamava Marichka.
La giovane ragazza ascoltava il suono della trembita, si lasciava trascinare dal suono magico, ed innamorata, sognava il futuro della loro vita insieme.Ma, una mattina non udì più quel suono tanto meraviglioso.
Il suo amato non tornava a pascolare le pecore nella valle tra quelle montagne.  Lei non sapeva, che quella notte il giovane era stato ucciso dai suoi feroci nemici.
Il soffio del vento, diffondeva oltre i Carpazi la voce della fanciulla Olexa:
“Mio amore! Dove sei? Lei era in cerca del suo amato. Tuttavia, non ricevette alcuna risposta ..."
Marichka, con sguardo attento, attraversò ed esplorò tutta la boscaglia , guardò nei dirupi del ruscello, sulla cima delle alte montagne.
E pianse lacrime amare.  Erano lacrime limpide, pure come il suo amore.  E dove cadeva una lacrima, nasceva un candido fiore, simbolo del vero amore ...
Solo gli onesti e coraggiosi possono trovare la stella alpina che cresce in cima alle alte montagne. Chi trova questo fiore e, né fa dono alla sua amata, il suo amore sarà per sempre! Ma è diventata una rarità (ed è anche proibito raccoglierle). 

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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