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Il crisantemo




Un secolo fa, viveva un potente imperatore della Cina, che non aveva paura di niente, tranne l'età, era ossessionato dal desiderio di governare e vivere il più a lungo possibile

 Così chiamò il suo medico e gli ordinò di trovare un farmaco che lo avrebbe tenuto sempre giovane.
Il povero medico dopo una lunga riflessione, temendo per la sua vita, si fermò davanti al re e disse:
- Oh, signore possente, potrei fare un elisir da un tipo di fiore, ma quel fiore  nasce molto lontano all’ est.
- Ordinerò subito di portarmi quei fiori, disse il re gioioso.
- Ma non è così facile, sospirò il dottore. - Tutto il segreto consiste nel fatto che l'elisir è efficace solo con un uomo di cuore puro.

Il medico sapeva che né l'imperatore né i suoi servi soddisfavano questo requisito, ma si sbagliava pensando che questo avrebbe scoraggato l'imperatore.
L' imperatore non si arrese, trovò ben 300 ragazzi e ragazze, sapendo che i fanciulli sono puri di cuore, e gli caricò insieme al medico sulla nave imperiale mandandoli a raccogliere i fiori per fare l'elisir.
Navigarono a lungo, finché su una delle isole giapponesi trovarono il bellissimo fiore del crisantemo, allora il medico disse:
- Non so se questo fiore è adatto per l'elisir, ma guardandolo ti fa sentire il cuore e l'animo giovane!

Il saggio medico che conosceva la crudeltà dell'imperatore, e sapeva che avrebbe ucciso sia lui che i bambini, credendo che loro, avendo provato elisir, sarebbero vissuti più di lui, decise di non tornare in Cina con i suoi giovani compagni. Così formarono un nuovo Stato, dove continuarono a vivere, e il simbolo della loro vita fu crisantemo.

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare



Sentirsi soli

Molta sofferenza è intorno, molte prove, molto sacrificio: il rimedio è riversare amore secondo l’anima che si riempie di donazione di sé a ciò che è sacro e assoluto, secondo l’impegno della perennità.


Spesso ho sentito dire da amici che venivano a chiedermi consiglio, che soffrivano perché “si sentivano soli”.
Non avevo mai ben capito cosa significasse “sentirsi soli”, perché sempre, realizzando la solitudine interiore, anzi cercandola, mi ritrovavo con il mondo, con la vita interiore degli altri, per cui sentivo nella solitudine non un isolamento, ma una via ascetica alla comunione con la realtà effettiva degli esseri.
Sentirmi solo è stata sempre per me una via alla beatitudine.
Ho molto analizzato ora il significato vero del “sentirsi soli”: è il principio di una necessità di riconoscersi incapaci di amare.
È incapacità di poesia: poesia non come attività estetica, ma come spirito alitante e libero.
Tutto il clima interiore del colloquio con l’altro deve essere poesia: uno sprofondarsi in un’armonia risanatrice. Ognuno è chiamato alla restaurazione dell’antica armonia, l’originario Eden dell’umana coppia, lo sposalizio cristico.
Viviamo ore in cui il mondo ci è di fronte con tutto il suo corrusco tessuto di forze e di brame: lotte etniche, guerre, fanatismi classisti, livellamento ugualitario ecc. Questo può essere messo in rapporto a un vacillamento di fede e di onore del combattente dello spirito: un impegno spirituale mancato conferisce alle forze ostacolatrici poteri legittimi sul mondo.
Oltre tutti i compromessi, superando i timori e le oscure limitazioni umane, occorre portare tutto l’apparire al suo termine, costringendolo a ciò di cui soprattutto ordinariamente si teme: portarlo a misurarsi con l’essere.
L’epoca è difficile, ma eroica e santa. Occorre aprire il varco all’amore umano-sacro.

Massimo Scaligero

Fonte liberopensare.com





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