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Giglio bianco




Secondo la leggenda– Il giglio bianco naque da una goccia di latte caduta a terra durante l'allattamento di Hera ad Ercole

 In effetti, poiché Ercole era figlio del dio Zeus e della mortale Alkmene, Zeus pretese che Ercole fosse allattato dal petto di sua moglie, la dea Hera, per diventare immortale. Mentre lei dormiva, misero il bambino sul suo petto e, quando lo allattò, alcune gocce di latte finirono, nell' universo creando la Via Lattea, e le gocce che caddero in terra vennero chiamate giglio bianco.

Secondo la Bibbia, il giglio di Pasqua cresceva nel giardino del Getsemani, dove Giuda aveva tradito Gesù. Secondo la leggenda il giglio bianco, spuntò nel punto dove caddero le lacrime e il sudore di Gesù negli ultimi istanti della sua vita. Il giglio bianco è il simbolo di purezza della Beata Vergine Maria.
Secondo la leggenda, quando la tomba di Maria fu visitata tre giorni dopo il suo funerale, apparve un intero mazzo di magnifici gigli bianchi.
In un diverso contesto femminile, il giglio ha avuto un posto importante nel Paradiso di Adamo ed Eva. Secondo la leggenda, quando Eva lasciò il Giardino dell'Eden, versò lacrime di pentimento e da quelle lacrime di pentimento spuntarono i gigli.
I gigli erano i segni di protezione dei Cavalieri Templari.

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare



Chakra, come si muove la nostra energia interiore

Ogni chakra è legato ad un elemento, vibra con un determinato colore e suono. Presiede alcune funzioni fisiche. Vengono visualizzati come fiori di loto con i petali rivolti in basso. Li tratteremo cercando di approfondire il significato di ognuno
I principali sono sette e nel nostro percorso li incontreremo spesso. Ciascun chakra è composto da un differente numero di petali, questo numero corrisponde agli organi del nostro corpo a cui si relaziona. Ogni chakra è legato ad un elemento, vibra con un determinato colore e suono. Presiede alcune funzioni fisiche. Vengono visualizzati come fiori di loto con i petali rivolti in basso. Li tratteremo cercando di approfondire il significato di ognuno. Il primo chakra è Muladhara e significa ” il sostegno della base”, è situato nel pavimento pelvico (zona inferiore del bacino – perineo), è il chakra dell’origine; da qui parte sia il cammino dello yoga che quello del nostro viaggio terreno. Il colore che lo rappresenta è il rosso, l’elemento la terra che viene rappresentata da un quadrato agli angoli del quale si trovano quattro petali a simboleggiare i quattro punti cardinali. Fisicamente governa il plesso coccigeo e le parti del corpo sono le ossa, le gambe e i piedi. Gli elementi legati al chakra Muladhara sono raffigurati come serpenti, draghi e il fuoco sacro. Quando il chakra è armonico infonde coraggio e ci fa sentire stabili e ben radicati. Al centro di questo chakra, siede Kundalini, l’energia evolutiva addormentata. Il secondo chakra è Svadhishthana, dolcezza, centro delle emozioni e della creatività. E’ il simbolo della vita essendo legato agli organi addominali e al sistema riproduttivo femminile. Lo troviamo tra la prima e la seconda vertebra sacrale, alla radice degli organi genitali. Il suo colore è l’arancione, l’elemento l’acqua; viene rappresentato con un cerchio, l’immagine della goccia, con sei petali che si schiudono dalla circonferenza a dimostrarci l’unione tra terra e acqua, tra luce e tenebre e tra conscio e inconscio. E’ in stretta relazione con la luna e, come questa agisce sulle maree, cos’ Svadhishthana può muovere oceani di energia. Fisicamente è correlato a tutto ciò che nel nostro organismo ha a che fare con i liquidi ed è considerato il centro della sessualità. Governa le nostre ghiandole surrenali e il gusto. Gli elementi che lo raffigurano sono gli animali e gli elementi acquatici. Quando il chakra è in equilibrio, tutte le nostre paure si risolvono ed aumenta la fiducia in noi stessi e negli altri. Le pratiche dello yoga che lavorano sul secondo chakra inviano energia ai fianchi e alla parte iferiore dell’addome. Il terzo chakra è Manipura ” gemma lucente” , centro del potere, è il nostro luogo dei processi decisionali. E’ posto a livello della quinta, sesta e settima vertebra toracica, al centro del nostro corpo, dietro l’ombelico. Il suo colore è il giallo, l’elemento il fuoco; viene raffigurato come un loto a dieci petali, all’interno troviamo un triangolo con la punta rivolta in basso, indica l’energia del sole. Questo punto possiede la forza di tramutare l’energia universale in energia individuale. Rappresenta l’azione, la volontà e la nostra vitalità. Connesso al plesso epigastrico e alla ghiandola pancreatica, è il regolatore del nostro processo metabolico trasformando la materia (il cibo) in energia (calore e azione). Nello yoga, tutto quello che spinge l’energia a muoversi rapidamente, va bene per Manipura.   Namasté

Fonte omniamagazine.it





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