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Meditazione al cioccolato




Ecco una delle tecniche di meditazione più semplici e adatte ai principianti. È tratta dal libro Mindfulness: An Eight-Week Plan for Finding Peace in a Frantic World, di Mark Williams, Danny Penman e Jon Kabat-Zin.

Scegli della cioccolata, meglio se di un tipo che non hai mai assaggiato prima o non mangi da molto tempo. Può essere amara, dolce o alle nocciole, non importa. La cosa fondamentale è che non sia un sapore a cui si è già abituati. Cominciamo con lo scartare il pacchetto usando i nostri sensi: la dita sul cartone, poi sulla carta stagnola più morbida o la plastica.

Proviamo a percepire l’odore del contenuto, non appena aperta la confezione. Quale messaggio arriva alle narici? Sprofondiamo nella sensazione dell’aroma e osserviamo il colore, la forma, le sfumature del cioccolato tra le nostre mani. Ascoltiamo il suono della tavoletta mentre ne fratturiamo un pezzetto e lo mettiamo in bocca. Quanta forza abbiamo calibrato tra le dita? Tratteniamo il cioccolato per qualche istante sulla lingua senza masticarlo, percepiamone il gusto, la consistenza e il nostro respiro mentre assaporiamo questa spezia pregiata.

Nella cioccolata sono comprese oltre 300 sfumature di sapore, quante ne percepiamo in questo presentissimo atto di lussuria gustativa? Cerchiamo di notare anche se la mente tende ad abbandonare la situazione presente o è totalmente assorta dal lento sciogliersi della miscela di cacao sulla lingua. Quali pensieri raggiungono la nostra mente? Quali azioni il resto del corpo? Mentre assaporiamo questa delizia, come si sentono e in quale posizione sono i nostri piedi, le mani, il busto e le gambe? Se la mente ci abbandona seguendo altri pensieri, riportiamola gentilmente al presente.

Quando la cioccolata si è sciolta completamente, deglutiamo deliberatamente e ripetiamo l’intero procedimento se serve. Come ci sentiamo alla fine di questo rituale dei sensi? Notiamo una differenza nel modo di assaporare la cioccolata e nelle reazioni fisiche e psicologiche?

Questo frammento di cioccolata ci sembra forse più buono o diverso da tanti altri in passato? Portare attenzione alle azioni presenti, al nostro modo di percepirle e al respiro è di per sé una tecnica di meditazione. Guidare dolcemente la mente alla totale presenza mentale è una delle fondamentali arti di felicità.

Fonte meditazione nel web

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare



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