Faredelbene.net



meditazione e preghiera -> Cos' l'a meditazione AUM?


Cos' l'a meditazione AUM?




La "AUM MEDITATION " è stata creata e introdotta in Europa da Veeresh nel 1976, dopo una sua visita a Poona (India) dal maestro illuminato OSHO.
La AUM (Awareness, Understanding Meditation) è una meditazione sociale che dura due ore e mezza. E' composta di 12 fasi di 15 min. circa ognuna, tutte destinate a creare uno stato di vuoto mentale "no mind" e di apertura del cuore.
Ogni partecipante è stimolato a ricontattare, grazie agli altri presenti, le emozioni rifiutate e nascoste in ognuno.

La AUM MEDITATION è una meditazione veramente potente e dinamizzante, capace di cambiare il nostro comportamento inconsapevole e il nostro modo di svolgere la vita quotidiana. Questa tecnica permette molto di più di un rilassamento mentale o di una piacevole sensazione corporea: se fatta con intensità e consapevolezza ti porta ad un profondo silenzio interiore.

LE FASI DELL'AUM
 1. La prima fase è la più divertente: è l'occasione per tirar fuori un sacco di energia. Si fa a coppie. Lo scopo del gioco è quello di imparare a dire sì a noi stessi facendo scorrere il no al momento giusto. Si sta in piedi, ognuno fermo nel suo centro. Ci si guarda negli occhi e si ripete un mantra che può essere "no no no no", oppure "ti odio ti odio ti odio" e poi si associa liberamente. Non c'è nulla di personale, non è un dialogo. Quando mi sento cambio partner.
2. L'altra parte della medaglia, è la fase in cui dico "ti amo". E' una palestra per far pratica di qualcosa che non sempre mi viene facile. Ci si incontra a due a due, ci si guarda negli occhi e si dice, forte e chiaro, il mantra "ti amo", solo quello. Poi ci si abbraccia, ognuno sta su per conto suo ma siamo insieme.

3. Il terzo stadio è un esercizio di bioenergetica allo stato puro. E' bellissimo, è quello che ci fa sentire tutta la gioia che abbiamo dentro, tutta la carica, l'energia, la voglia di correre, di ridere e di saltare. Di vivere pienamente. La tecnica è una corsa sul posto con le braccia alzate verso il cielo. E' l'occasione di vedermi tutto quel film della mente che mi dice non ce la faccio, svengo, muoio. Non è vero, perché se continuo, noto che l'energia scende poi risale, va e viene. Semplicemente vado oltre il mio limite personale.

4. Ancora una fase di movimento, ma opposta alla corsa: Kundalini. Scuoto il corpo, porto rilassamento nel primo chakra e lascio andare la paura di vivere, la paura di essere un essere sessuale.

5. La follia è la massima espressione dei nostri lati bui, di quello che ci fa paura, ed è anche legata al concetto di accettazione sociale. Il fatto di poterla esprimere e sperimentare mi aiuta a definire e a conoscere la mia border line.

6. La danza. Torno all'esperienza di sentire il corpo che si muove liberamente, lo accetto così, lo amo. Mi muovo nel piacere del mio corpo.

7. Il pianto, cioè il dolore. Mi alleno ad accogliere questa emozione nella mia vita. Invito il dolore. Piango da solo ma insieme agli altri, non c'è nulla di cui vergognarsi.

8. Immediatamente, la fase dopo, la risata. Posso scegliere. Mi alzo e mi aiuto con la bioenergetica muovendo la pancia. Rido di qualsiasi cosa. Vedo la vita senza dramma, con umorismo.

9. Di nuovo si balla, questa volta a coppie, stando in contatto con il proprio essere sensuali e sessuali. Immediatamente si scatena un immaginario da capogiro, rispetto a come sono, piaccio, non piaccio, cosa penseranno gli altri se adesso faccio questa cosa, giudizi a tutto spiano. Osservo. Ho rispetto di me stesso? Cambio partner e noto che il confine varia sempre. Questa fase serve apposta per allenarmi ad andare verso quello che mi piace, invece che stare con quello che non mi piace.

10. Siamo arrivati allo scopo del gioco. Abbiamo mosso un sacco di energia. Adesso, se stiamo fermi in silenzio, possono accadere momenti di qualità dell'essere, attimi di meditazione. La prima tecnica è in piedi, tutti in cerchio tenendosi per mano si fissa una candela al centro. L'immobilità aiuta a rallentare i pensieri. Ripetiamo il mantra OM.

11. Mi metto a sedere sul posto e di nuovo sto fermo. Mi rilasso e porto energia sul fatto di non muovermi. E' il momento più bello, dove non c'è proprio nulla da fare. In questa fase la meditazione può accadere.

12. Namastè significa: "Riconosco il Buddha che è in te". Ci riconosciamo l'un l'altro come divini. Le mani giunte, ci incontriamo a due a due, ci guardiamo negli occhi, pronunciamo Namastè e ci inchiniamo in maniera paritaria. Nessuno è superiore. Siamo tutti Buddha. Ci riconosciamo e in questo modo ci ringraziamo.

Fonte aummeditazione.it

Autore: 1 1



Ti piace il nostro sito ?

Ricevi gratuitamente gli articoli più belli via mail. Ci impegneremo ogni giorno per farvi conoscere notizie interessanti!

Indirizzo E-mail

Voglio ricevere la mail*

Ogni Giorno

Ogni Settimana

Ogni Mese

Interesse specifico?

Acconsento al trattamento dati *
Acconsento invio pubblicità*

* = campo richiesto!


MisterDomain.EU

Categorie

riflessioni
riflessioni
animali
animali
salute
salute
stile & bon ton
stile & bon ton
arte
arte
artisti
artisti
attualit
attualit
donna
donna
casa
casa
io non ci sto
io non ci sto
miti e leggende
miti e leggende
scomode verit
scomode verit
pedagogia
pedagogia
bambini
bambini
medicina naturale
medicina naturale


design & developed by impulsiva.net
All Right is Reserved © faredelbene.net - Condizioni Privacy - Obiettivi
 
 

Non mostrare piú / Sono gia iscritto

Ti piace il nostro sito ?

Indirizzo E-mail

Voglio ricevere la mail*

Ogni Giorno

Ogni Settimana

Ogni Mese

Interesse specifico?

Acconsento al trattamento dati *
Acconsento invio pubblicità*

* = campo richiesto!