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Epatite C. Ora si guarisce in 12 settimane




Arriva un nuovo farmaco che elimina il virus in 12 settimane in tutti i malati, inclusi i cirrotici, dializzati, con Hiv.

Ci siamo, ecco il punto di svolta nella lotta per debellare definitivamente l’epatite C.
 
Il 95% dei pazienti, inclusi i soggetti considerati più “difficili”, cioè affetti anche da altre patologie quali cirrosi, grave insufficienza renale, con HIV o che in precedenza avevano fallito altre terapie, ha visto il virus completamente eliminato.
 
Questi i risultati emersi da uno dei più vasti programmi di studi clinici sul virus (HCV) dell’epatite C mirati a valutare l’efficacia della combinazione di due innovative molecole antivirali e presentati al 50° International Liver Congress dell’European Association for the Study of the Liver (EASL), tenutosi quest’anno a Vienna e che ha visto la partecipazione di oltre diecimila tra medici, ricercatori, biologi ed esperti del settore.
 
Il trattamento con Interferone e ribavirina, i farmaci tradizionali impiegati contro l’HCV a partire dagli anni ’90, è ormai alle spalle: la nuova soluzione farmacologica è in grado di sopperire alle lacune delle terapie attualmente disponibili, non del tutto efficaci in alcune categorie di pazienti e che prevedono l’assunzione di numerose pillole al giorno (anche fino a otto) per periodi di tempo che possono raggiungere i diciotto mesi.
 
La farmaceutica Msd ha sviluppato infatti un farmaco per trattare tutte le tipologie di soggetti affetti da HCV che associa in un’unica pillola da prendere per via orale una sola volta al giorno due agenti antivirali diretti, Grazoprevir ed Elbasvir. Il primo è un inibitore della proteasi, che blocca cioè la scissione degli enzimi che replicano il virus, mentre il secondo è diretto contro la proteina NS5A, anch’essa coinvolta nei processi vitali dell’HCV.
 
Un’accoppiata vincente
 
“La combinazione grazoprevir/elbasvir è stata sperimentata in fase III su campioni statistici numerosi e in categorie mai studiate precedentemente, come le persone in dialisi” spiega Savino Bruno, Professore straordinario alla Humanitas University Medicine di Rozzano (Mi). “Con risultati davvero positivi: i due farmaci si sono dimostrati efficacissimi ed estremamente sicuri: nella terapia breve di 12 settimane, nove soggetti su dieci sono guariti completamente. Addirittura in 8 settimane nei pazienti meno gravi. E nella maggior parte dei casi non è stato necessario aggiungere sostanze di rinforzo come la ribavirina, con enormi vantaggi in termini di aderenza, tollerabilità e diminuzione di effetti collaterali” prosegue il professore.
 
“Questa coppia di farmaci ha inoltre ridottissime interazioni con altri medicinali e ha funzionato anche nei pazienti con cirrosi che avevano fallito altre strategie terapeutiche, comprese quelle con gli inibitori della proteasi di prima generazione”.
 
Dunque una terapia breve, semplice e con evidenti benefici: per questo la Fda (l’ente americano per il controllo dei farmaci) ha conferito al trattamento grazoprevir/elbasvir lo stato di Breakthrough Therapy, cioè terapia che segna appunto una svolta cruciale nella cura dell’epatite C.
 
Fonte: panorama.it
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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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