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Tosse cause e rimedi




L'irritante fastidio di stagione: la tosse.

Fastidiosa, irritante, indiscreta e a volte anche preoccupante ed instistente, ma la tosse è una reazione utile a proteggere i polmoni nei confronti dell'inalazione di un corpo estraneo e contribuisce a rimuovere le secrezioni bronchiali eccessive. Può dipendere da diversi fattori e accompagnarsi ad altre patologia come febbre, nausea e inappetenza. Ma conosciamola meglio!

 
Sintomi della tosse
La tosse è spesso una reazione ad un agente irritante. La tosse secca tende a presentarsi in associazione a sintomi caratteristici come febbre, malessere generale, mal di gola, nausea, voce rauca e dolori articolari.
 
A volte si accompagna da altri sintomi, quali alitosi (alito cattivo), gengive sanguinanti, diarrea, inappetenza ed eruzione cutanea. Nella maggior parte delle persone, la tosse secca peggiora durante le ore notturne, per attenuarsi gradualmente nelle prime ore del mattino.
 
Polmonite, reazioni allergiche, pleurite, tubercolosi, pertosse, laringite virale possono essere alcune delle patologie da cui la tosse deriva.
 
Cause
Molteplici sono i fattori scatenanti, che si dividono in:
- cause esogene, come fumo di tabacco, smog;
- cause meccaniche, come secrezioni, sforzi vocali, corpi estranei,      ipertrofie delle tonsille.
La tosse caratterizza poi l'asma, le rinite allergiche, la bronchite cronica e l'enfisema polmonare. Lo stimolo della tosse è generato anche da tutte le infezioni laringee e tracheali, dalle malattie a carico della circolazione sanguigna e anche in seguito all'assunzione di farmaci (specie i beta-bloccanti e gli Ace-inibitori).
 
Diagnosi
In genere la sintomatologia viene studiata dallo specialista Otorino per tosse cronica, spesso dopo una valutazione pneumologica ed esame delle vie aeree.
 
L'auscultazione del petto va a chiarire domande diagnostiche di base quali: la tosse è acuta o cronica? C’è una possibile infezione respiratoria, c’è febbre? E’ stagionale, per esempio a primavera? Si associa ad ambascia respiratoria? C’è espettorato e se sì è striato di sangue?
 
L'esperto indaga anche le abitudini del paziente, l'ambiente in cui abita, uso di farmaci, eventuale dispnea o scompensi cardiaci. 
 
LE CURE PER LA TOSSE
 
Alimentazione in caso di tosse
 
La tosse è un meccanismo di difesa dell’organismo che gli consente di ripulire le vie respiratorie superiori da gas irritanti, secrezioni o corpi estranei ed è conseguente anche a fenomeni infiammatori. Può essere secca o produttiva con l’eliminazione di secrezioni di vario tipo. 
 
Nel caso in cui la tosse sia dovuta a fenomeni infiammatori, è utile seguire un’alimentazione naturale che preveda la riduzione di latte e latticini (che contribuiscono alla produzione di muco e catarro), cibi confezionati, carni rosse e salumi e infine gli zuccheri (zucchero raffinato e dolci).
 
In caso di tosse dovuta a faringiti e tonsilliti si possono alternare dei gargarismi di acqua e aceto con gargarismi di acqua e limone. I primi avranno un’azione decongestionante e astringente grazie al sale mentre i secondi avranno un’azione antisettica e battericida naturale. 
 
In base al tipo di tosse abbiamo efficaci associazioni nutrizionali.
 
Tosse secca e stizzosa:
 
Decotto di camomilla e limone: si sbuccia un limone biologico lavato con cura per utilizzarne la scorza che si fa bollire in 250ml di acqua per cinque minuti insieme al contenuto di una bustina di camomilla. Si filtra e si aggiunge un cucchiaio di miele. Il decotto ha proprietà lenitive per la camomilla e il miele, ed antispastiche per gli oli essenziali della buccia di limone.
 
Tosse produttiva con fenomeni catarrali:
 
Decotto di fichi secchi: si fanno bollire 5 fichi secchi in 250ml d’acqua per cinque minuti. Si filtra e si beve a piccoli sorsi in caso di tosse e prima di andare a dormire. L’impiego di questo decotto è per fluidificare il muco e calmare la tosse sia secca che catarrale.
 
Cipolla con miele: si taglia una cipolla a fette orizzontali per formare vari strati, si cosparge ogni strato di miele e si lascia riposare per 24 ore. Successivamente si raccoglie il miele che è colato lungo i lati della cipolla e si prende a cucchiaini. Utile nell’espettorazione.
 
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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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