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Yoga per gli occhi




Riabilitarsi ad una buona vista con le asana per gli occhi 

Definire il metodo Bates una ginnastica non è del tutto esatto, certo però per tentare di definire cosa sia è necessario stabilire alcuni punti fondamentali dettati da William H. Bates, grande oftalmologo americano della fine dell’800, che riabilitò un numero elevato di persone alla “buona vista”, senza il bisogno dell’uso degli occhiali.
Si tratta di un metodo da lui ideato e rivolto a  tutti coloro che soffrono di miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia.
Le tecniche descritte di seguito, se praticate tutti i giorni, possono ridurre di molto e in tempi relativamente brevi, questi difetti della vista.
 
L’occhio, conosciamolo meglio...
Il bulbo oculare si muove in tutte le direzioni grazie a 6 muscoli: 4 retti e 2 obliqui. Lo si può dividere in un segmento posteriore e in uno anteriore con compiti funzionali diversi. Quello anteriore contiene l’apparato che forma l’immagine: il sistema rifrangente del cristallino. La parte posteriore, invece, contiene le strutture che percepiscono la luce e le immagini: la retina. I movimenti del bulbo possono essere verticali diretti medialmente (adduzione) e lateralmente (abduzione); verso l’alto (innalzamento) e verso il basso (abbassamento), possono compiere un’intrarotazione e una extrarotazione. Ad ogni movimento oculare partecipano tutti i muscoli mediante una contrazione oppure un rilasciamento.
 
La pratica
Inizia con un breve rilassamento a terra: stiracchiati, allungati, fai alcune rotazioni con il capo e circonduzioni con le spalle. Sbadiglia profondamente tenendo la bocca aperta. Quanto più intenso è lo sbadiglio, tanto più sarai in grado di eliminare una gran quantità di tossine, tensioni, etc.
 
Shifting
Questo esercizio consiste nello sviluppare la rapidità dello sguardo e la capacità di memorizzare con precisione più immagini possibili. Siediti sui talloni (o su una sedia con la schiena ben diritta ), appoggia le mani sulle cosce e, mantenendo la testa ferma, muovi gli occhi molto rapidamente cercando di catturare tutti i dettagli dell’ambiente in cui ti trovi (meglio ancora se si tratta di un luogo a te estraneo): colore delle pareti, oggetti, soprammobili, numero delle finestre,  forma della porta, luce, particolari dei soffitti, etc. Nel più breve tempo possibile il tuo sguardo dovrebbe essere in grado di ricevere molte informazioni, il tuo compito sarà allora quello di ricordare ciò che i tuoi occhi hanno catturato. La rapidità di elaborazione dei dati contribuirà a rendere più elastica la mente e più forti i muscoli coinvolti nell’azione visiva.
 
Blinking
Siediti sui talloni e con la testa immobile muovi velocemente le palpebre e contemporaneamente sposta lo sguardo in tutte le direzioni: in alto, in basso, a destra e a sinistra. Noterai, come in breve tempo, le palpebre cominceranno a farsi più pesanti. Dopo alcune ripetizioni, appoggia le mani a coppa sugli occhi (palming) ed evitando di comprimerli, lascia che il calore delle mani svolga un’azione rilassante e rigenerante sul tuo apparato visivo. Ripeti tutto l’esercizio per altre due volte. Respira e cerca di entrare in contatto con le tue sensazioni: solo in questo modo conoscerai la cosiddetta “confidenza con se stessi” che il tuo corpo richiede.
 
Sunning: occhi al sole
È noto che guardare direttamente il sole può essere pericoloso. Bates, contrariamente a questi luoghi comuni, nel suo metodo afferma che, con le dovute precauzioni, non solo non è pericoloso ma è addirittura terapeutico. Con il viso rivolto al sole appoggia le mani a coppa sugli occhi e lasciando filtrare la luce attraverso sottilissime fenditure tra le dita abbandonati alla luce-calore del sole. In breve tempo vedrai delle macchie di colore, dal verde al viola al rosso cupo. L’esposizione può durare non più di 20 secondi e deve subito essere seguita dalla tecnica palming. In quest’ultima fase potrebbe formarsi l’immagine di un cerchio che lentamente subirà delle variazioni di colore: dal verde al blu pavone, al nero, fino a un’esplosione di giallo. Osserva, lasciati andare, ripeti l’esercizio di sunning e poi ancora quello di palming. Tutto è estremamente piacevole, rigenerante, vitale.
 
Sguardo fisso al centro
Siediti comodamente e con la schiena ben diritta, aiutandoti anche con dei supporti (cuscini). Avvicina il pollice destro al viso e ferma lo sguardo sulla punta del naso, senza distrarti. Mantendendo gli occhi fissi noterai, piano piano, che il pollice tenderà a sdoppiarsi, lo stesso accadrà al pugno e all’avambraccio. Ora stendi il braccio davanti al volto tenendo il pollice sollevato e lo sguardo sulla punta del naso (vedi foto a sinistra). Stai nella posizione per qualche minuto: si verificherà nuovamente il gioco dello sdoppiamento del pollice, del pugno e dell’avambraccio.
 
Come per ogni tipo di ginnastica, anche quella oculare deve essere eseguita correttamente e con regolarità, se si vogliono ottenere benefici apprezzabili.
Il consiglio è quindi di svolgere le prime sedute presso lo studio di un professionista per poi, una volta appresa con sicurezza la tecnica, continuare da soli. Il tempo da dedicare alla ginnastica dei nostri occhi non ci ruberà che quindici/venti minuti al giorno. Tempo e luogo sono in questo caso due costanti facili da trovare, anche per la persona molto impegnata: al mattino appena alzati, durante una pausa in ufficio o in qualsiasi altro momento della giornata. Il bello della ginnastica oculare è che la si può ripartire in più fasi nell'arco delle 24 ore, dato che per completare una serie di esercizi viene richiesta appena una manciata di minuti. Naturalmente il risultato degli esercizi è proporzionale alla costanza con cui sono stati eseguiti.
 
Ma perché "allenare" gli occhi? Per prevenire l'insorgenza di problemi visivi, potenziare la funzionalità visiva, mantenere la migliore condizione visiva raggiunta e soprattutto compensare o rimediare tutte quelle insufficienze visive che si sono già sviluppate. La ginnastica oculare insomma è un vero toccasana per tonificare e rinforzare i nostri occhi. A tutte le età ed anche in assenza di problematiche oggettive. 
 
 
Fonte: yogajournal,it
 
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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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