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Gola e omeopatia




Quando la gola brucia non sempre si tratta di un'infiammazione....

La faringite (detta comunemente "mal di gola") è una patologia infiammatoria a decorso acuto o cronico che colpisce il tratto faringeo spesso in conseguenza ad una infiammazione acuta in corso come la tonsillite, pollinosi o candidosi del cavo orale e accompagnato da tosse e secrezioni catarralli.
 

I sintomi più caratteristici della faringite acuta sono dolore  localizzato, infiammazione a livello dei linfonodi cervicali, aumento della temperatura corporea, difficoltà e dolore nella deglutizione, arrossamento, congestione della mucosa faringea e talvolta tonsille ingrossate. 

 
Nella faringite cronica oltre al dolore locale si riscontrano abbassamento della voce, febbre lieve, ma persistente, frequente necessità sia di deglutire che di raschiare la gola con colpi di tosse frequenti. In molti casi, inizialmente la forma cronica può essere priva di sintomi. Solo in seguito compaiono tosse e costante desiderio di raschiare la gola soprattutto nelle ore del mattino, al risveglio, a causa del muco che si è depositato durante la notte.
 

Gola: interpretazione del sintomo

 

Secondo un'interpretazione psicosomatica la faringite è espressione di un conflitto causato da parole "di fuoco" che si volevano dire, esprimere, ma sono state trattenute.

 
Rappresenta rabbia inespressa, creatività bloccata, caparbia ostinazione, difficoltà di comunicazione, difficoltà di comunicare per sostenere sé stessi, difficoltà o rifiuto di recepire. L’individuo vorrebbe parlare ma le parole sono trattenute in gola e non riesce ad esprimersi liberamente e completamente. Teme di essere giudicato e non compreso e si innesca una reazione di paura, timore di affrontare con coraggio e responsabilità il giudizio degli altri. Altre volte invece  può vivere la sensazione di avere parlato troppo e a sproposito.
 
 

Rimedi omeopatici per i disturbi della gola

 
Aconitum napellus  30CH: dolore alla gola improvviso dopo esposizione ad aria o vento freddo e secco; caratterizzato da gola dolorante ed arrossata, calda, con sensazione di arsura. Somministrare entro le prime 24 ore dalla comparsa dei sintomi. Ansioso ed irrequieto. Tonsille secche e gonfie. Sensazione di soffocamento durante la deglutizione.
 
Apis mellifica 30CH: gonfiore localizzato sul lato destro. Dolore pungente con forte bruciore. Tonsille gonfie ed arrossate. Il dolore peggiora deglutendo cibi solidi, acidi o caldi. Il dolore migliora invece con il fresco e bevande fredde. Scarso desiderio di bere.
 
Belladonna 30CH: mal di gola ad esordio improvviso, gola arrossata e gonfia con forte sensazione di bruciore. Solitamente il dolore di tipo pulsante è localizzato sul lato destro. La deglutizione risulta estremamente dolorosa: desidera deglutire ma ha la sensazione di soffocare. Desiderio di bevande fredde e ghiacciate soprattutto acidule (limone e agrumi).
 
Hepar sulphuricum 30CH: gola sensibile e dolente accompagnata dalla sensazione di avere una spina o lisca di pesce in gola. Le ghiandole cervicali e le tonsille possono essere gonfie e doloranti. Il dolore di tipo pungente si irradia all’orecchio durante la deglutizione.
 
Lachesis muta 30CH: dolore alla gola localizzato sul lato sinistro che tende a diventare sempre più intenso o che si sposta sul lato destro. Il dolore diventa insopportabile durante la deglutizione della saliva. Il dolore è di tipo costrittivo. Il soggetto lamenta costrizione alla gola e sensibilità alla minima pressione (sciarpa, colletto della camicia, ecc). Durante il mal di gola ha desiderio di alcolici.
 
Lycopodium 30CH: la sensazione di dolore alla gola è solitamente localizzato sul lato destro e si irradia al lato sinistro. Avverte sensazione di costrizione alla gola che lo porta a deglutire frequentemente. 
 
Phytolocca 30CH: questo rimedio viene spesso confuso con Belladonna per la similarità della manifestazione sintomatica. Nel mal di gola tipico di Phytolacca la gola appare gonfia e arrossata con un dolore che si estende all’orecchio durante la deglutizione (come Belladonna). In Phytolacca il soggetto lamenta sensazione di nodo o di pallina calda in gola che si muove lungo la trachea durante la deglutizione ed ostacolando il passaggio dell’aria e del cibo.
 
 
 
Quanto riportato nelle seguenti schede non deve essere utilizzato in sostituzione di alcuna terapia medica, ma solo come suo supporto. Nel caso in cui il disturbo persista consultare un omeopata professionista. L’auto-medicazione è consigliabile solo in casi acuti di lieve entità.
I dosaggi e le posologie consigliate non vanno abusate. Interrompere l’assunzione del medicinale omeopatico al primo segno di miglioramento del disturbo
Posologia consigliata: 30 CH in granuli, 1 granulo sublinguale ogni 10 minuti per un ciclo di un’ora. All’occorrenza 1 granulo per 3 volte al di nei 2-3 giorni successivi alla prima assunzione.
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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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