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Omeopatia e influenza




L’omeopatia è di grande aiuto per contrastare l'influenza, soprattutto perché stimola il potenziale di autoguarigione del corpo.

L’influenza è una malattia respiratoria di origine virale tipica della stagione fredda. I virus si trasmettono più facilmente quando si abbassa lievemente la temperatura e aumenta il tasso d’umidità. Il contagio è molto elevato ed avviene per via aerea attraverso le goccioline di saliva disperse nell’aria. Il virus viene espulso con le secrezioni nasali e orofaringee. L’incubazione va da uno a tre giorni.
L’influenza si manifesta bruscamente con febbre e un preciso corollario sintomatologico ma può anche avere un esordio più graduale con sintomi meno definiti.
La fase acuta dura 3-4 giorni ed è caratterizzata da febbre più o meno elevata, brividi, tosse e starnuti, cefalea, dolori ai muscoli e alle articolazioni, forte sudorazione, spossatezza, malessere generale, disturbi della gola. Sono frequenti anche sintomi a carico dell’apparato gastrointestinale come diarrea, nausea, vomito e dolori addominali.
Un sintomo tipico è il mal di gola che si presenta in varie modalità e spesso, se non evolve in complicanze batteriche, si risolve con il regredire della forma influenzale.

L’influenza viene curata principalmente con il riposo a letto. La medicina allopatica interviene con analgesici, antipiretici generici e antinfiammatori.
L’omeopatia è di grande aiuto nella terapia antinfluenzale, soprattutto perché stimola il potenziale di autoguarigione del corpo. I rimedi si scelgono non in base ai sintomi ma in base alle modalità di manifestazione per ogni tipologia di paziente. Per l’omeopatia non esiste l’influenza. Esiste il paziente che manifesta quella tipica sindrome influenzale.
Come per gli altri disturbi, acuti o cronici, per la terapia omeopatica vengono presi in considerazione determinati aspetti che servono a creare un filtro per la scelta dei rimedi. Ad esempio viene analizzato l’esordio della malattia che può essere brusco o graduale.

Aconitum napellus è il rimedio dei disturbi acuti che spesso compaiono dopo esposizione a vento freddo e secco. Cura le influenze che arrivano improvvisamente con brusco innalzamento della temperatura, solitamente nelle ore serali. Il viso è congesto e arrossato, la cute è secca, le pupille sono contratte. Il paziente ha una grande sete d’acqua fredda che è l’unica cosa che riesce a bere: qualsiasi alimento o liquido ingerito gli sembra amaro. L’influenza si presenta con dolori nevralgici acuti, bocca calda e secca,estremità fredde. È presente un forte stato ansioso legato alla repentinità dei sintomi. Il soggetto è fortemente agitato, ha paura della morte, cerca continuamente la compagnia.

Quando la febbre è elevata ed è presente un’abbondante sudorazione il rimedio indicato è Belladonna. Anche in questo caso la febbre è improvvisa, molto elevata. Il paziente ha una forte cefalea pulsante e martellante, fotofobia, pelle calda e arrossata. Non sopporta luce e rumori, peggiora con il movimento. Belladonna delira per la febbre, digrigna i denti, è fortemente agitato. Il rimedio è indicato soprattutto quando la forma influenzale è accompagnata da forte mal di gola senza presenza di pus, tonsille gonfie e arrossate, dolore alla deglutizione, senso di soffocamento legato alla secchezza della gola.

Eupatorium perfoliatum è uno dei più importanti rimedi utilizzati per l’influenza. Anche in questo caso l’esordio febbrile è brusco con febbre alta, specialmente tra le 7 e le 9 del mattino. Il paziente ha forti brividi, dolori acuti agli arti e alla schiena. La forma influenzale si manifesta con forte raffreddore con starnuti violenti, cefalea con dolore ai globi oculari, lacrimazione. È presente anche tosse secca e stizzosa, dolori e fastidi alla laringe, malessere generale, vomito di bile. Il soggetto è triste, abbattuto, molto debilitato.

Un altro ottimo rimedio quando è presente febbre elevata è Nux vomica. Si utilizza quando il paziente è immobilizzato dal freddo, ha forti convulsioni febbrili, cefalea e fotofobia. Caratteristica peculiare è un raffreddore violento con starnuti e scolo nasale. La forma influenzale si manifesta anche con disturbi gastrointestinali con stipsi ostinata. Il paziente è iperattivo anche durante la malattia, irritabile, preoccupato per scadenze e impegni imminenti. Spesso ricorre a farmaci e stimolanti per ristabilirsi nel più breve tempo possibile.

C’è un altro importante rimedio che presenta sintomi gastrointestinali legati alla forma influenzale: Arsenicum album. Come nux vomica ha un forte raffreddore con scolo nasale ma l’esordio della febbre è più graduale. Tutti i sintomi peggiorano con il freddo e una chiave per la similitudine del rimedio è il bruciore. Il paziente arsenicum ha bruciori diffusi alla gola, alle congiuntive, allo stomaco. Ha nausea, vomito, dolori gastrici, diarrea acquosa. Il soggetto è debilitato, agitato, angosciato soprattutto di notte. La sindrome influenzale causa una forte prostrazione, infatti il rimedio aiuta a stimolare la ripresa.

Bryonia si utilizza quando i sintomi influenzali si presentano soprattutto dopo esposizione al vento freddo e umido. I dolori articolari sono talmente forti da costringere il paziente all’immobilità; le labbra sono rosse e gonfie, la deglutizione è difficoltosa, la tosse secca è violenta e provoca dolori forti al petto. È presente spesso la stipsi. Tutti i sintomi peggiorano con il movimento; una chiave del rimedio è la secchezza di tutto l’organismo (gola e mucose in particolare). Di solito l’esordio influenzale è graduale ma sintomi e malessere persistono per diversi giorni. Il paziente è irritabile, vuole stare solo e in silenzio, si rifiuta di parlare.

Apis si usa quando la febbre elevata è accompagnata da forte arrossamento della gola, con dolori di tipo pungente e senso di bruciore intenso. Il paziente non ha sete, c’è una diminuzione della diuresi e una forte prostrazione nervosa. La febbre è alta, nel corpo si alternano zone calde e zone fredde. Tutti i sintomi peggiorano con il calore e negli ambienti chiusi.

Esistono due rimedi molto utili quando i sintomi influenzali sono vaghi e indefiniti ma si prolungano per giorni debilitando molto il paziente:
Ferrum phosphoricum presenta sintomi generali come febbre più o meno elevata ad esordio lento, astenia marcata, sudorazione profusa, dolori muscolari. Questo rimedio è utile quando il soggetto accusa sintomi a carico della gola e della trachea, otiti e tonsilliti. La gola è gonfia e rossa. Ferrum ha le difese molto basse, lamenta estrema debolezza, soffre di epistassi e secrezioni nasali striate di sangue.
Gelsemium presenta dei sintomi simil-influenzali meno definiti. Il paziente è estremamente spossato, ha sonnolenza, febbre bassa e continua, vertigini, lentezza dei movimenti. Caratteristica tipica del rimedio è un’intensa cefalea occipitale e frontale che migliora urinando. Ha brividi di freddo, assenza di sete, tonsille infiammate, raffreddore con scolo acquoso. Gli arti inferiori sono pesanti, è presente dolore muscolare diffuso a tutto il corpo. La debolezza estrema (che può persistere per giorni) determina un rallentamento delle normali attività. Il paziente ha una ripresa lenta ed è soggetto a numerose ricadute, soprattutto se è turbato a livello emotivo da preoccupazioni, ansie, cattive notizie.
I rimedi vanno assunti alle basse diluizioni (esempio: 5 CH, 9 CH ecc.) ad intervalli regolari. Non c’è una specifica posologia, l’assunzione può avvenire anche in tempi ravvicinati in base all’andamento dei sintomi. Le diluizioni alla 30 CH sono comunque utili per i disturbi acuti nei casi in cui il rimedio più simile alla costituzione e ai sintomi manifestati (e quindi il più indicato) viene facilmente inquadrato.

Riferimenti bibliografici:
- Mandice A., Pronto soccorso omeopatico, Urra - Apogeo, Milano, 2009;
- Hodgson S.S., Il medico in famiglia, Grandmelò, Roma , 1996;
- Ugolini P., Graziosi S., Terapia omeopatica degli stati acuti, Edi- Lombardo, Roma, 2007.

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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