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Omeopatia per i disturbi d'ansia




In omeopatia esistono più di cento rimedi in grado di agire sull’ansia e gli attacchi di panico ma in questa sede ne verranno indicati solo alcuni

L’ansia, nella sua condizione fisiologica, è un fenomeno naturale che rappresenta uno stato d’allarme che si attiva quando una situazione viene percepita come un segnale di pericolo. Le reazioni emotive e psicologiche che ne derivano servono a proteggersi da minacce reali, a mantenere uno stato d’allerta in caso di pericolo o semplicemente ad attivare dei meccanismi utili a migliorare determinate prestazioni (ad esempio durante un esame).
Quando l’ansia non si riferisce ad un pericolo oggettivo, è ingiustificata o sproporzionata rispetto alla situazione, non è più considerata fisiologica.
L’ansia diventa patologica quando la reazione del soggetto è legata a situazioni ed eventi normalissimi non valutabili come ansiogeni che però generano un malessere eccessivo e tale da invadere la vita lavorativa e relazionale di chi ne soffre.
Quando la paura diventa disturbo d’ansia, corpo e mente attivano dei meccanismi complessi talmente gravosi e limitanti da interferire con la capacità di gestire le normali situazioni della vita.
Il sintomo ansioso è la principale manifestazione della maggior parte delle patologie psichiche, ad esempio delle nevrosi. A prescindere dalle varie forme che può assumere, sul piano somatico l’ansia si manifesta con sintomi acuti: palpitazioni, sudorazione, pallore, brividi, nausea, diarrea, disturbi gastrointestinali, tachicardia, dilatazione pupillare. A livello emotivo genera paura, tensione, angoscia, terrore e panico.
L’ansia è qualcosa che nasce dal profondo, da un moto dell’animo. Il sintomo ansioso rappresenta simbolicamente un blocco che deriva da conflitti interiori complessi e radicati. L’energia vitale è compressa, schiacciata da condizionamenti contraddittori e da meccanismi in cui ha avuto una grande influenza la famiglia d’origine e l’atmosfera di precarietà che è alla base del vissuto del soggetto ansioso.
Chi soffre d’ansia è bloccato in meccanismi e pensieri ripetitivi, non riesce ad elaborare, perde la lucidità e vede ogni evento e situazione in forma negativa.
Può sviluppare fobie vaghe o specifiche (claustrofobia, agorafobia etc.) e mettere in atto comportamenti evitanti estremamente limitanti per la sua vita.
Quando l’ansioso teme qualcosa tenta di evitare il pericolo per non stare male: tutto ciò che può creare ansia diventa dunque un nemico. Si evitano luoghi e situazioni a cui si attribuisce il disagio e si mette in atto un meccanismo patologico che fa ruotare la vita attorno al sintomo generando conseguenze che accentuano le paure, i timori e l’isolamento.
Una conseguenza molto comune è la somatizzazione; accade spesso che l’ansia non venga percepita come disagio ma che si manifesti come malessere fisico che viene indagato diventando erroneamente la causa del disturbo (come accade, ad esempio, nell’ipocondria). Molte patologie fisiche sono quindi espressione di profondi stati ansiosi che vengono “spostati” sul corpo.

La medicina classica suddivide i disturbi d’ansia in rigide classificazioni valutando la terapia sulla base dei sintomi.
L’omeopatia individua invece le personalità, il quadro psicologico che identifica il disturbo d’ansia come un messaggio di dolore, una richiesta d’aiuto del paziente. L’ansia, così come gli altri sintomi, non viene quindi bloccata né combattuta.
In omeopatia esistono più di cento rimedi in grado di agire sull’ansia e gli attacchi di panico ma in questa sede ne verranno indicati solo alcuni.
La scelta dei rimedi per le patologie psichiche deve essere profonda e accurata, spesso sono necessarie più visite omeopatiche prima di individuare la cura più adatta, soprattutto quando ansia e depressione si cronicizzano.

Fonte benessere.com

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare



Cogliere l'Energia dagli Alberi

Per riuscire a cogliere ed assorbire l'energia vitale degli alberi bisogna seguire alcuni passaggi.

Cercare il nostro albero
Questa operazione viene fatta in un bosco o in una zona vicino a casa dove ci sono diversi tipi di alberi. Il nostro compito è semplicemente quello di osservare le loro caratteristiche: la forma, il colore, i rami, i frutti, la corteccia. Dobbiamo fotografarli o disegnarli annotando il tipo di pianta, il luogo e la data.

Stringere amicizia con l'albero
Dopo aver esaminato attentamente le foto o gli schizzi che avete fatto ritornate dalla pianta che più di tutte vi ha colpito. Avvicinatevi al suo tronco, chiudete gli occhi e, con le mani, cercate di cogliere l'energia vitale che avvolge l'albero. Appena riuscite a percepirla, avvicinatevi fino a toccarlo con la fronte, poi, appoggiatevi con la schiena e abbandonatevi ad ascoltare i suoni che vi circondano.

Mentre socializzate e assorbite energia dal vostro nuovo amico, non dimenticatevi di fare gli esercizi di respirazione e rilassamento per controllare il vostro respiro.
La durata del contatto è a vostra libera scelta. Quando state per lasciare l'albero, raccogliete una foglia e lasciategli in dono un goccio d'acqua. Quando avete tempo, tornate a fargli visita.

La foglia che avrete colto è la fonte di vita, indispensabile per continuare a raccogliere energia dall'albero durante il sonno.

Come assorbire l'energia vitale dal vostro albero
Esercizi da fare al mattino rivolti ad Oriente.
1. Appoggiatevi al tronco mantenendo la colonna vertebrale eretta. In questo modo sarete avvolti dall'aura della pianta e riceverete l'energia che vi permetterà di percepire le vibrazioni.
2. Appoggiate la mano sinistra aperta sul tronco per assorbire l'aura, la mano destra sull'addome per riceverla e distribuirla sul corpo. Durante l'esperimento praticate la respirazione e immaginate il percorso dell'energia che dalla mano sinistra alla destra si propaga nel corpo.

Entrare in comunicazione e sognare con l'albero
Questo esercizio varia molto da soggetto a soggetto, deve essere ripetuto con costanza per un certo periodo di tempo.
Mettete la foglia raccolta sotto il vostro cuscino, la fotografia o il disegno dell'albero al vostro fianco. Prima di addormentarvi, visualizzate l'albero e il luogo che lo circonda, respirando normalmente e inviando pensieri positivi.In questo modo aprirete un canale di comunicazione che si attiverà durante il sonno.

Facendo questi esercizi vi renderete conto della forte vitalità di cui sono dotati gli alberi e del grande aiuto terapeutico e psicofisico che riceverete.

Fonte scienze-esoteriche.com





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