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AGRIMONY




AGRIMONY ( Agrimonia eupatoria ): è una pianta che a parte le foglie pelose ha molte spine attorno al seme quasi a proteggere la sua parte più intima, distratto non perseverante,con preoccupazione tenuta nascosta a se ed agli altri è sempre in fuga dai conflitti.

Nasconde inquietudini dietro un’apparente tranquillità, distratto , non perseverante. ha unTORMENTO PSICHICO PREOCCUPAZIONE TENUTA NASCOSTA AGLI ALTRI un’ansia profonda perché in realtà sono molto sensibili,non solo nascondono agli altri le problematiche ma spesso le nascondono a loro stessi , non ammettono di avere problemi così come sottovalutano la malattia o l’ignorano anche se comunque sembra vitalissimo  scherzoso  brillante,  catalizza le attenzioni del gruppo,non ci si diverte in compagnia se non c’è un Agrimony c’è azione e continui svaghi per  fuggire all’ansia . Disposto invece a forti compromessi per ‘ essere lasciato in pace' non entrate nella sua sfera intima non ve lo permetterà  .Sono gli attori, o i politici che firmano con superficialità provvedimenti negativi per il sociale ma comodi per il mantenimento della poltrona con sorrisi e strette di mano

 E’ il nosode  bacterius  gaertner  bach, questo ceppo batterico provoca enterite con dimagrimento, cachessia, ipersensibilità ede iperattivita’nonostante l’astenia e l’iponutrizione L’uso trans personale  di questo fiore ci da un azione analgesica e antiprurito .Possiamo consigliarlo a chi digrigna a chi presenta  dolori articolari diffusi  mal di denti , pulpiti acute, quei dolori  profondi che tormentano, e che torturano sia fisicamente che mentalmente, negli ascessi  assieme a Crab apple nel prurito e nelle punture di insetti assieme a Beech. Come ansiolitico assieme a Mimulus  per i  pazienti odontofobici. E possiamo consigliarlo a chi digrigna ai bruxisti perché il bruxista è colui che rimugina un tormento continuamente e lo fa senza accorgersene spesso la notte per non sentire od ascoltare il consumo dei suoi denti.

Autore: 1356 1356



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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