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La tosse si cura con il timo




Il timo, una valida pianta per contrastare la tosse e i sintomi da raffreddamento

Il Timo (Thymus vulgaris), è una delle piante che la natura mette a nostra disposizione per lenire i problemi delle prime vie aeree e nei casi di tosse, pertosse, bronchite acute e cronica, esercitando un'azione antisettica, balsamica ed espettorante.
 
Il Timo è una di quelle piante aromatiche la cui storia si perde nei tempi più antichi. Il suo nome, di origine greca, deriva dal verbo thyo, che significa fare sacrifici. Nel mondo antico, infatti, il timo veniva spesso bruciato nei rituali di offerta agli dei in ragione del suo caratteristico e penetrante profumo. In effetti l'aroma di questa pianta è davvero inconfondibile, e diviene ancora più intenso quando il timo cresce in terreni secchi e colpiti dal sole e le foglie, a causa del calore, diventano piccole e aguzze, simili ad aghi.
 
Il timo nella storia e nel presente
 
Greci e Latini si accorsero ben presto che una delle peculiarità del timo era quella di conservare la carne, in virtù delle sue proprietà antisettiche e disinfettanti. Le proprietà germicide di questa pianta furono sfruttate anche nelle epoche successive, fino ad arrivare al secolo scorso. Verso la metà dell'Ottocento il chimico francese Lallemond riuscì ad estrarre dal timo l'olio essenziale, che chiamò timolo, principale agente delle proprietà officinali della pianta. Da allora in poi il timolo divenne ricercatissimo e impiegato fondamentalmente come antibiotico.
 
Il timo ancora oggi è usato nella preparazione dei farmaci industriali e nella farmacopea familiare. Il timolo infatti è, come si è detto, un potente e sperimentato antisettico, un forte antibiotico nonché un efficace antifungino. Il timolo rientra tra i principali responsabili degli effetti antispasmodici, antinfiammatori e antitussivi di questa pianta.
 
 
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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare



Il sogno e la Luna oltre la percezione comune

Il sogno, questo meraviglioso sconosciuto, creazione umana o divina, entità a sé stante o spirito guida, ha pur sempre affascinato l'uomo fin dagli albori dei tempi.
Un antico detto recitava: "Quando il corpo dorme l'anima veglia"E altrettanto Nietzche :"Siete pronti ad accettare la veridicità di ogni cosa fuorché dei vostri sogni ma non sapete che essi vi appartengono più di ogni altra cosa".
O ancora Pitagora con le sue parole intrise di polvere magica rappresentava "il sonno, il sogno e l'estasi le tre porte verso il mondo sovrumano da cui ci vengono la scienza e l'arte della divinazione".
Ma cosa sarà mai questo famigerato "mondo sovrumano" che sembra emergere negli ultimi anni dinnanzi all'occhio scrutatore di scienziati e affini?
Io lo chiamerei "mondo dell'inconscio", quella parte occulta dell' essere umano tanto spesso bistrattata e relegata ai confini lontani della credibilità.
La New Age, le filosofie orientali, la narrativa di filone esoterico si impongono prepotentemente sul panorama mondiale imponendo uno studio accurato e scevro da pregiudizi da parte della scienza ufficiale matematica e di quella sicuramente più affine umanistica.

Il sogno, tanto reale quanto misterioso, potrebbe porsi come ponte di passaggio da un'elitaria era dedicata al pragmatismo ad una dove le forze razionali e quelle irrazionali interagiscono dandosi reciproco nutrimento.
Il sogno quindi come voce dove ratio e istinto urlino con forza i loro pari diritti.
Si può scegliere di credere o meno a tale fonte di conoscenza ma c'è un dato di fatto, oggi consideriamo gli antichi per la loro saggezza e studiamo tanto la civiltà egizia quanto quella greca permeate da tali contaminazioni.
Nelle sacre Scritture stesse si afferma: "Dio si serve dei sogni affinché l'uomo possa vedere attraverso le tenebre". L'interpretazione e l'osservazione dei sogni era vivamente considerata da romani,persiani e in Babilonia aveva tale importanza che furono creati dei sacerdoti appositi.

Molte sono le classificazioni di tipologie di sogno, da quella greca che differenziava l'oniroscopia - osservazione dei sogni - dall'onirocritia( da oneiros: sogno e manteia:divinazione) - interpretazione dei sogni - a quella del famoso Artemidoro, oniromante di origine greca che dedicò la sua raccolta al sofista neoplatonico Massimo di Tiro(II sec. D.C.), insegnante di retorica e di filosofia nella città di Atene.
Sempre dall'antica Babilonia ci giungono indicazioni basilari per una corretta spiegazione del sogno:
"E' del tutto necessario che esso sia avvenuto all'alba o in quell'ora della notte in cui si son già dissipate le emanazioni digestive, le quali non debbono influire sul cervello;ed il cervello dev'essere sciolto da nubi, cosicché il sogno non sia turbatola emozioni di alcun genere e sia poi ricordato perfettamente e minuziosamente allorché ci si risvegli"
Una regola aggiuntiva raccomanda di scrivere il sogno immediatamente appena svegli senza trascurare alcun dettaglio. Abitudine, questa, a cui era d'altronde ben avvezzo Fellini, notoriamente dedito a fissare su carta bianca i suoi sogni sotto forma di scarabocchi e disegni e da cui è stata addirittura tratta una mostra ( presso la Galleria d'Arte il Nuovo Acquario, dal 20 gennaio al 20 febbraio 2004).

Per arrivare a tempi più rassicuranti e recenti con l'interpretazione dei sogni di Freud e a quella del suo famoso allievo Jung.
Ma una delle identificazioni del sogno meno esplorate e forse più affascinanti è quella che si basa sulla corrispondenza tra il sogno e la Luna.
Basti pensare a quanto è stato scritto dell'influenza di stelle e pianeti sulla psiche umana secondo i loro aspetti, congiunzioni e movimenti.
Nell'antichità la Luna era considerata alla stregua della terra una delle principali divinità. Brillando di luce riflessa dal sole essa ispirò ogni principio generatore legato all'essenza femminile. Dagli antichi egizi era venerata col nome di Iside e considerata la padrona delle tenebre e dell'oscurità. Come tale fu considerata la grande ispiratrice dei sogni di faraoni importanti la cui interpretazione era decisiva per gli affari di Stato. Un egittologo, tramandandoci un'antica formula in uso nei templi egiziani, attesta l'importanza non solo del sogno in quanto tale ma anche del suo ricordo in base al quale operare i cambiamenti da esso suggeriti. Ne riporto qui pochi tratti:

"O Dio Unico, Creatore dell'Universo!
Senza Te nulla esiste.
Fondamento di ogni forma di Vita,
di ogni movimento.
Padre, Madre di tutti gli umani,
vengo a Te per implorare il Tuo aiuto.
Permettimi di unire il mio pensiero
al pensiero degli spiriti superiori
affinché la Luce perpetua
illumini con la sua chiarezza la mia Coscienza.
Osanna! Gloria al Creatore!"

E' risaputo, inoltre, che presso gli antichi egizi i faraoni fossero soliti utilizzare un particolare profumo dal forte potere afrodisiaco e rilassante, al fine di propiziarsi i sogni. Lo storico greco Plutarco ce lo testimonia con le seguenti parole: "favorisce il sonno, aiuta a fare dei bei sogni, rilassa, spazza via le preoccupazioni quotidiane, dà un senso di pace".
Ecco come l'attività onirica assume importanza alla stregua dello stato di veglia, e notte e giorno si intrecciano in un'esistenza vissuta a 360°, 24 ore su 24!
Presso gli antichi greci la Luna era Dea dal triplice volto: quello di Selene, la luna piena; quello di Artemide, il quarto crescente o decrescente; quello di Ecate, la più nefasta legata alla simbologia della morte e delle tenebre.
Il suo influsso beneficiava o malediceva i sogni.
Nel Medioevo affermavano che : "I sogni non potrebbero esistere senza la nervosa sottigliezza della Luna " ed anche: "La Luna è il sogno stesso".
Effettivamente essa con le sue rievocazioni del mare, degli acquitrini e di atmosfere brumose sembra avere una corrispondenza perfetta col mondo dell'inconscio.
Secondo Schopenauer :"Il sogno è l'anello che congiunge la coscienza allo stato sonnambulico con la coscienza allo stato di veglia", altrettanto secondo l'astrologia ufficiale la Luna si porrebbe come integratrice dei nostri diversi umori e di tutti i nostri stati d'animo repressi. A seconda del Segno o della Casa che occupa al momento della nascita essa offre diverse suggestioni su come affrontare le nostre zone d'ombra, gettando, coi suoi pallidi raggi, luce su di esse.
A detta di antichi divinatori la Luna in sogno rappresenterebbe la figura femminile, coi suoi mille risvolti di sensibilità, profondità, ricettività,oscurità e passività. Ma la Luna è anche opposta al Sole e quindi, come ci suggeriva Jung, essa rappresenta una corporeità molle, fredda e umida.
Parliamone di questa stramba corporeità!
Leggendo diversi passi dello stesso Jung si apprende che la Chiesa abbia spesso utilizzato la metafora lunare per paragonare i benefici derivanti dai sacramenti ecclesiastici con gli effetti della rugiada, linfa vitale della Luna. Jung sembrerebbe così suggerire che, come la Luna porta in superficie i suoi "umori" interni attraverso la rugiada, allo stesso modo l'inconscio e il sogno metterebbero in comunicazione le viscere dell'io con la sua "superficie", facendo emergere fobie, paure, sentimenti ed emozioni repressi a lungo per condizionamenti esterni.
In sogno così la Luna indicherebbe le donne legate a chi sogna: la mamma, la fidanzata, la sorella, ecc.
M secondo antichi testi avrebbe a che fare anche col denaro, la ricchezza, affari nascosti, inganni.
Sicuramente, come per gli altri casi, i sogni riguardanti la Luna andrebbero esaminati in base alla nitidezza della visione. Per esempio sognare una Luna bella e luminosa starebbe ad indicare buona salute del sognatore ma potrebbe anche premonire eventi fortunati, beni materiali, situazioni estremamente piacevoli.
Secondo la tradizione popolare sognare di specchiarsi nella Luna significherebbe per l'uomo diventare padre e per la donna diventare madre. Lo stesso sogno sarebbe invece assolutamente nefasto per l'uomo d'affari o per il professionista ambizioso.
La tradizione esoterica ci ricorda che la Luna opera i suoi influssi sul sogno attraverso le lunazioni o fasi lunari.
Queste si dividono in quattro sezioni: novilunio, primo quarto, plenilunio e ultimo quarto. In questo modo esistono 28 designazioni in base alle lunazioni.
Ne riporto la scansione ufficiale esoterica che trae origine dalle credenze medioevali:

Novilunio
1. sogni lieti
2. giorno benefico
3. sogni inutili,da non prendere in considerazione
4. sogni positivi di futura realizzazione
5. giorno fatidico
6. giorno buono se non verranno raccontati i sogni fatti
7. giorno sfavorevole

Primo quarto
8. i sogni si realizzeranno
9. favorevoli i sogni di viaggi
10. pronta realizzazione dei sogni
11. sogni vani
12. sogni veri
13. sogni veri
14. avveramento molto rapido dei sogni

Plenilunio
15. giorno felicissimo
16. sogni veri
17. sogni veri
18. avveramento entro una settimana
19. sogni veri
20. avveramento prossimo
21. sogni veri

Ultimo quarto
22. giorno di gioia
23. giorno malefico
24. giorno inquieto: sogni falsi
25. giorno indifferente: sogni vani
26. giorno malefico: sogni veri
27. giorno ambiguo: sogni dubbi
28. giorno indifferente: sogni vani

Ma le corrispondenze tra il sogno e la Luna sono molteplici e ammalianti all'indagine.
Esplorando l'antico mondo dei tarocchi le corrispondenze saltano all'occhio numerose e manifeste.
La Luna è la XVIII carta dei tarocchi, facente parte del mazzo dei 22 arcani maggiori.
Essi indicano le linee guida dell'esistenza umana, gli archetipi -per dirla con Jung - completati poi dagli arcani minori che ne esemplificano i dettagli.
La carta della Luna è sicuramente quella più intrisa di mistero e di magia e sembra far maggior riferimento alle energie cosmiche e occulte che circondano l'uomo, aspettando di essere sondate e poi utilizzate per fini specifici.
Non per altro la Luna fa riferimento ai così detti "fenomeni paranormali", spontanei e che sfuggono al controllo della ragione, telepatia e chiaroveggenza in primis.
A riguardo c'è una lunga letteratura che parla di fenomeni di telepatia in sogno, dove ci si trova a sognare persone lontane nel tempo e nello spazio ricevendo loro informazioni.
Per utilizzare le parole del Dott. Zangrilli, autore di un famoso articolo di psicanalisi "Sogno e telepatia", potremmo definire tale fenomeno:" trasmissione di informazioni a distanza al di fuori degli usuali canali percettivi sensoriali".
E' sempre il Dott. Zangrilli a ricordarci che Freud affermò: "E' praticamente certo che l'occuparsi di fenomeni occulti porterà ben presto alla conferma che un certo numero di essi si verifica effettivamente; c'è tuttavia da presumere che ci vorrà molto tempo prima che si giunga ad una teoria accettabile riguardo a questi fatti nuovi."
Ecco che il sogno assume valenze diversificate e molteplici. A quanti di noi è capitato almeno una volta di sognare un evento che si è riprodotto nella realtà a distanza di tempo, più o meno breve?
Anche qui le civiltà antiche fanno da maestre.
Nel contesto ebraico Dio comunica coi suoi eletti spesso attraverso il sogno. Esso assume così valenza profetica, di premonizione di un destino da compiere. E Dio guida il suo popolo attraverso visioni oniriche. Nella Bibbia di esempi ne troviamo a iosa.
Altrettanto dicasi per la cultura mesopotamica presso la quale il sogno era fonte di conoscenza alla stregua di altre discipline. Grande rilevanza assumevano così gli interpreti di sogni, di cui abbiamo testimonianza attraverso tavolette cuneiformi in cui i caratteri cuneiformi stessi rappresentano i messaggi degli dei sotto forma visiva-simbolica.

Ecco come anche la Luna parla di istinto, di interiorità e di inconscio, di sensitività, di legame col "passato" inteso in senso lato, accennando al discorso karma, così tanto presente nell'indagine onirica o ipnotica delle vite precedenti.
La Luna in questo caso indicherebbe al consultante ostacoli nel mondo circostante derivanti da blocchi karmici, lì dove per "blocco karmico" s'intende una matassa di situazioni poco piacevoli connesse con vite precedenti, bagaglio che l'anima è costretta a accollarsi nella sua evoluzione spirituale.
Secondo l'Induismo "quando un individuo muore, lo spirito (manas) che è l'aspetto mentale dell'individuo, parte per la Luna, ovvero per il giudizio divino , per l'eventuale nuova nascita" e quante volte si è paragonato il sogno a una "piccola morte" per una rinascita in una dimensione altra!
Lo stesso Pitagora considera la Luna la meta predestinata delle anime dopo la morte corporea, prima di reincarnarsi.
Recandosi in Sud America è possibile visitare la cosiddetta "Via dei Morti", di epoca azteca, alla cui estremità settentrionale si trovano due grandi piramidi:quella del Sole e quella della Luna, dedicate alle omonime divinità. In questo luogo sembra fosse solito recarsi l'imperatore azteco Montezuma nei suoi ultimi anni di vita, convinto che le piramidi costituissero le colline primordiali su cui avvenne la creazione del mondo.
Allo stesso modo spesso nei sogni sembrano ricorrere tracce di vite precedenti, spie di "nodi"che ci attanagliano e che sarebbe necessario sciogliere per liberarci in modo responsabile, secondo la teoria della causa-effetto:ogni evento causa un effetto nel tempo che a sua volta sarà causa di un ulteriore evento.
Si è anche parlato di sdoppiamento in sogno, dell'individuo corporeo da quello astrale e così si verificherebbero manifestazioni di telepatia o di presentimento: lo spirito si libererebbe dall'involucro corporeo e così comunicherebbe col mondo "astrale".

Occultismo e psicologia, storia ed esoterismo sembrano così mescolarsi e correre su binari paralleli nella descrizione di fenomeni tanto inverosimili quanto umani.
Un parallelismo come quello tra il sogno e la Luna sembrerebbe, inoltre, rendere manifesti altri parallelismi tra civiltà e miti antichi.
Sempre ricorrendo alla simbologia della Luna troviamo incredibili somiglianze tra il racconto del diluvio universale nella Bibbia e un'antica leggenda colombiana in cui, sullo sfondo di immagini pseudo-oniriche, una moglie gelosa(la luna) causa un catastrofico maremoto costringendo il marito(il sole) a mettere in salvo l'umanità.
Ancora, la leggenda azteca secondo la quale:un uomo e una donna, avvertiti in sogno da una divinità, riescono a scampare a una mostruosa inondazione salpando su una barca e finendo incastrati sulla cime di un monte.
Sembrerebbe, quindi, che esista una sorta di connessione di tipo ancestrale o di tipo "mentale" che abbia messo in comunicazione civiltà lontane nel tempo e nello spazio.
Ma su questo argomento ci sarebbe da scrivere per ore!
Scendendo nelle viscere dell'inconscio si potrebbe auspicare di trovare la chiave che apra la porta di comunicazione tra mondo dei sensi e mondo terreno, in un orizzonte comune dove avvenga una conoscenza dell'esistenza integrata, dove entrambe le facce della stessa moneta vengano, dopo secoli di "civilizzazione", ricongiunte.
Fare un viaggio nelle zone d'ombra dell'essere umano equivale a fare un viaggio verso la Luna, quel mondo dalla luce opaca e distante, spesso oscurato dall'ufficiale luce del sole, ma altrettanto reale e ricca di storia!

di Paola Mastrorilli

Fonte antikitera.net





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