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Funghi curativi e le loro propriet




I Funghi Curativi riescono a degradare completamente qualunque tipo di composto organico.

Funghi  Curativi: come agiscono

Moltissime persone non conoscono i funghi curativi. O meglio, conoscono la classica “micologia”, cioè la sezione che studia i funghi e le loro caratteristiche alimentari, oltre che l’importante metodo per riconoscere le specie velenose. 

Ora, invece, parliamo di “micoterapia”, ossia quella parte di scienza che, pur avendo radici antichissime, è stata da poco rivalutata. Questo studio, si occupa di approfondire l’utilizzo dei funghi curativi, commestibili e non, in merito alla cura di patologie rilevanti, se non addirittura gravi.
Ricordiamo, a questo proposito, che la medicina tradizionale ha avuto un importante contributo dalla scoperta della penicillina, fatta da Fleming nel 1928 ( in realtà, scoperta già nel 1895 dal medico italiano Vincenzo Tiberio) che, come sappiamo, è un antibiotico originato da un fungo.
 
Molti dei principi utilizzati per curare il colesterolo, i problemi cardiovascolari correlati e addirittura alcuni farmaci per la chemioterapia, sono ricavati da funghi ( o miceti). Pertanto, la micoterapia viene comunemente utilizzata ed è considerata un valido esempio di terapia per la sua efficacia  . I funghi curativi, in realtà, hanno sempre suscitato un grande interesse da parte dell’uomo. Gran parte di queste curiosità, deriva dal fatto che questi prodotti della natura, hanno caratteristiche molto particolari.
 

I Funghi Curativi e le loro proprietà

 
Nonostante appaiano in forma vegetale, non possiedono radici né foglie.  Non hanno neppure fiori e non sintetizzano clorofilla; inoltre, non va dimenticato il valore tossico e le proprietà allucinogene che alcuni di loro posseggono. Nel corso del tempo, sono stati utilizzati in molti modi, a partire dalla funzione emostatica e cauterizzante in medicina per proseguire, poi, con l’impiego come sostanze coloranti per il tessuto o per la pittura rituale del corpo nelle antiche tribù e via dicendo.
I primi graffiti che rappresentavano l’immagine di un fungo, sono stati rinvenuti circa 7000 anni fa, nel deserto del Sahara. Più recentemente, intorno agli anni ’90, è stata ritrovata in Europa una mummia risalente all’età del rame. È stata rinvenuta in Sud Tirolo, sul ghiacciaio del Similaun e ribattezzata “Otzi”.  Negli indumenti della mummia, sono stati rinvenuti frammenti di poliporo di betulla che, questo antenato, utilizzava forse per uso medico dal momento che il poliporus ha proprietà antibiotiche.
E ancora : si hanno notizie relative a questi alimenti, già al tempo degli egizi. I funghi curativi erano chiamati « figli degli dei» e potevano nutrirsene solo i Faraoni. Ma non solo, ne troviamo traccia anche in Grecia, Messico e tutta l’America Latina oltre, come già detto, in Cina.Nel corso dei secoli furono spesso guardati con diffidenza, con avversione. Il motivo era semplice: le specie velenose, erano utilizzate per uccidere, specialmente nel Medioevo. Dall’Europa, specie alla corte di Luigi XIV, si estesero  all’Inghilterra e, da questa, agli Stati Uniti, verso la fine del diciannovesimo secolo.
Dobbiamo ricordare anche , che sono un alimento molto usato anche in Europa dell’Est dove sono riconosciute le loro proprietà nutritive oltre che terapeutiche.  Ma entriamo, adesso, nel vivo delle caratteristiche dei funghi medicinali. Se vogliamo apprenderne l’uso corretto, dobbiamo fare riferimento, obbligatoriamente, alla medicina tradizionale cinese.
Molto utilizzati nella nutrizione e nella fitoterapia da oltre quattro secoli, sono tuttora inseriti nella dieta quotidiana della popolazione, viste le loro caratteristiche di  depurazione del fegato e dei reni in particolare. Prima di proseguire col nostro studio, dobbiamo fare alcune precisazioni importanti. Pur potendo essere paragonati ai vegetali, per la loro forma e struttura, i funghi  curativi sono identificati in una classe a sé stante. Nonostante siano ancorati al substrato come ogni pianta, non hanno la capacità di sintetizzare le sostanze di nutrimento, in modo autonomo. Essi, infatti, si alimentano per assorbimento.
Il mondo vegetale, in genere, utilizza la fotosintesi clorofilliana, per estrarre le sostanze nutritive che occorrono alla crescita. Il regno animale invece, si alimenta per ingestione, assumendo le sostanze che poi vengono frazionate e digerite. Ora, i funghi, hanno caratteristiche che non corrispondono al mondo vegetale, bensì a quello animale. Durante gli studi effettuati in laboratorio, è emersa la presenza, nelle fibre fungine, di “chetina”, una molecola presente negli organismi animali ma totalmente assente nei vegetali.
Se cerchiamo le specifiche della chitina in chimica, vediamo che è un polisaccaride molto resistente, sia all’attacco dei microbi, sia agli agenti esterni come caldo, freddo e addirittura la siccità. In virtù di queste caratteristiche, ai funghi è stato assegnato un regno a parte, del quale fanno parte numerose categorie . Al regno dei funghi, infatti, appartengono circa un milione si specie diverse per dimensioni, conformazione  e struttura metabolica. Ne fanno parte , infatti, muffe, licheni, carboni e funghi dal corpo fruttifero.
Vengono definiti Macromiceti , o funghi superiori, quelli che hanno dimensioni considerevoli e possono essere osservati ad occhio nudo. Ai macromiceti, appartengono tutte le categorie di fungo che vengono raccolte nei boschi e consumate. Sono microscopici, invece,  i funghi inferiori, detti Micromiceti .  A questa categoria, appartengono i funghi utilizzati in laboratorio farmaceutico per produrre antibiotici, oppure quelli che coprono di muffa i cibi e quelli che agevolano la fermentazione.
 
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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

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Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

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No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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