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Curare l'artrite con i funghi medicinali




L’artrite, come tutte le malattie reumatiche e osteoarticolari, è la patologia cronica più diffusa nella popolazione italiana. 

L’artrite può essere definita una patologia. Si tratta di un processo infiammatorio che assume forme croniche e che interessa le articolazioni. Può essere il risultato di una malattia che deriva da altre disfunzioni oppure può essere concentrata in un punto preciso del corpo.
 
La sua origine può riallacciarsi ad altre patologie oppure coinvolgere localmente le articolazioni; e si divide in molti gruppi.  
-malattie del tessuto connettivo (artrite reumatoide, il lupus eritematoso, la polimiosite, l’artrite giovanile, la sclerodermia ed altre forme)
-tutte le forme di artrite collegate alla spondilite, la spondilopatia legata all’Aids, l’artrite psoriasica, l’artrite legata alla Malattia di Crohn
-tutte le malattie degenerative delle articolazioni, osteartrosi
-borsiti da infezione, tenosinovite
-problemi endocrini e metabolici collegati a disfunzioni reumatiche (gotta); può derivare da patologie come lo scorbuto, deficit da enzimi, amiloidosi, malattie del tessuto connettivo, Morbo di Wilson; può avere origine anche da malattie endocrine come il diabete mellito, disfunzioni della tiroide o da problemi di immunodeficienza come per l’Aids
-tumori, leucemie, mieloma multiplo, linfomi
-patologie a carattere neurologico come la distrofia riflessa, la sindrome di Chargot o problemi legati alle neuropatie da compressione
-malattie dell’osso e della cartilagine collegate a osteoporosi, displasie ossee, Morbo di Paget
-reumatismi, lombalgia, tendiniti, disturbi vasomotori, borsiti, fibromialgia
-altre patologie varie collegate di frequente all’artrite sono: pancreatiti, eritema nodoso, epatite cronica, traumi, sinovite e acne.
 

Come si manifesta l’artrite

 
I sintomi interessano le articolazioni sia grandi che piccole e possono evidenziarsi una o più volte, in modo simmetrico oppure da una sola parte a seconda della malattia che sta  alla base del disturbo.
Le avvisaglie più frequenti, sono un versamento nella cavità che ospita l’articolazione, dove si verificano degli ascessi dolorosi. Di solito vi sono dolori temporanei e rigonfiamento dolente con bruciore ed edema. Durante il movimento, la persona percepisce scricchiolii e dolore cosa che può accadere anche nel caso di patologie ossee come pure in quelle dei tessuti molli.
 

Come si evolve l’artrite

 
Molto spesso l’artrite è temporanea e migliora senza bisogno di un accertamento specifico. A volte è sufficiente far riposare l’articolazione, pur non immobilizzandola, allo scopo di non sforzarla, fino alla scomparsa della fase acuta de dolore. Tuttavia, in presenza di condizioni anomale, occorre sempre tenere presente che potrebbe derivare da una malattia sistemica; da qui l’importanza di indagarne i sintomi e la manifestazione. Se lasciata aggravarsi senza intervenire, l’artrite può sfociare in anchilosi, di cui lo stadio finale è la deformità e il blocco delle articolazioni
 

Il corpo ci parla: che cosa vuole dirci l’artrite?

 
Da un punto di vista energetico, questa disfunzione coinvolge tutte le articolazioni e pertanto ha a che fare con il nostro “chakra della radice” in merito a tutto quello che riguarda la percezione della nostra sicurezza personale. Dal momento che l’artrite è un processo infiammatorio, sarà associata anche al terzo chakra, nella forma del controllo, che corrisponde all’elemento fuoco, legato a tutte le manifestazioni dell’infiammazione.
Se vogliamo capire l’origine della nostra artrite dal punto di vista energetico, dobbiamo osservare dove è localizzata e quale chakra interessa, ovvero qual è il chakra nei pressi di quella zona del corpo. Dobbiamo anche considerare qual è l’effetto della patologia, ovvero, quello che  ci impedisce di fare.
Dal momento poi, che vi sono numerose malattie che possono causare l’artrite, sarebbe utile valutare la disfunzione che l’ha originata per capire la natura della tensione.
 

L’origine psicosomatica dell’artrite

 
Eseguiamo adesso, un’interpretazione a livello energetico dei sintomi relativi all’artrite.
L’artrite si manifesta in genere, con la raccolta di liquido, detto ‘essudato’, nell’incavo articolare colpito. Trattandosi di ‘liquidi’, dobbiamo associare, alla visione d’insieme, anche la connessione con il ‘secondo chakra’. Il versamento di questo liquido essudato, arriva a trasformarsi in un ascesso, causando dolore, momentaneo o duraturo.
 
Potremmo dunque affermare che, in genere, la persona che lamenta il problema dell’artrite, sperimenta una vita di insicurezze, a volte camuffata dal tenere tutto sotto controllo, che le procura grande emotività spesso bloccata (rappresentata dall’ascesso).
 

Impariamo ad ‘ascoltare’ la nostra artrite

 
Facciamo adesso un’analisi in merito ad alcuni punti specifici che l’artrite è solita colpire.
-zona caviglie, ginocchia e anche. La disfunzione compare nelle gambe, quindi la mancanza principale è collegata ad un blocco del ‘chakra della radice’. Ne deduciamo, quindi, che la persona che subisce questo disagio, vive la sua quotidianità con incertezza e timore.
A questo associamo la tendenza a controllare in modo compulsivo ogni cosa, legato al ‘terzo chakra’, determinato dall’infiammazione e intravediamo, in questo, il risultato del blocco; la persona, a causa di questa disfunzione, non si muoverà, non si concederà di allontanarsi da qualcosa che la fa stare male oppure non riesce a stare in piedi da sola, è insicura in merito alle proprie forze.
Per avere un quadro completo nell’esame, bisogna considerare anche la parte che viene colpita, se la destra o la sinistra. Dobbiamo ovviamente generalizzare perché ciascun caso è a sé ma, normalmente, un problema artritico per esempio al ginocchio destro, ha buone probabilità di nascondere tensioni e problemi economici in merito al lavoro. Se invece il disturbo è riferito al ginocchio sinistro, legato alla sfera emozionale, potrebbe segnalare difficoltà nel vivere i propri sentimenti per paura, e la conseguente tendenza a manifestare eccessivo controllo per raggiungere la sicurezza. Chiaramente l’analisi sarà differente a seconda del soggetto sia uomo o donna, e della disfunzione che sta alla base dell’artrite, cioè quello che l’ha generata.
 
-zona spalla, gomito e polso. Dal momento che sono le spalle e le braccia a mostrare le conseguenze della patologia, possiamo dire che la persona ha delle problematiche legate al ‘quinto chakra’ associato alla capacità di dare, di comunicare e di ricevere. Verranno comunque coinvolti anche il primo chakra, dal momento che l’artrite preme sulle articolazioni perché la persona ha paura e il terzo chakra perché, sempre per paura, mette in atto un controllo compulsivo.
Allo stesso modo, dobbiamo considerare il lato in cui si presenta il disturbo.
La persona affetta da artrite alla spalla sinistra, se per esempio è destrorsa, eviterà di manifestare i propri sentimenti o non apprezzerà in pieno ciò che la rende felice sempre a causa della paura. L’artrite al gomito può significare che la persona è consapevole di quello che la fa stare bene, di ciò che la rende felice e cerca di dirigersi verso questa realizzazione ma, sempre a causa della paura, mette in atto una sorta di autosabotaggio, per giustificarsi ed abbandonare il perseguire l’obiettivo, esercitando così un controllo in negativo.
Se ad essere colpito è invece il polso sinistro, è la determinazione ad ‘afferrare’ ciò che ci rende felici ad essere impedita. La persona si ‘vieta’ l’autorizzazione a gioire della propria esistenza.
A volte vediamo che l’entità dell’infiammazione è talmente forte che  può provocare una compromissione praticamente totale dell’articolazione. Se questo avviene la persona si scopre talmente intimorita, da sentirsi completamente impedita fino a bloccarsi in modo definitivo.
Appare chiaro, quindi, che la persona colpita dall’artrite si sta relazionando con la propria realtà in modo insicuro, con timore fino ad arrivare all’errata percezione di vedere  messa in pericolo la propria sussistenza.
Per trovare una soluzione a questa patologia, per rallentarne gli effetti e trovare sollievo nel dolore, oltre alle cure che possono prescrivere i protocolli medici, la persona deve agire in modo autonomo, cercando di riconnettersi con la forza del proprio primo chakra, che è l’origine della sua sicurezza individuale.
Per ottenere dei buoni risultati, si praticherà regolarmente la Meditazione con il Colore Rosso e le sue qualità, direttamente connesso col primo chakra, avendo cura di concentrarsi sul punto dove l’artrite si è manifestata.
 
Alcune frasi da utilizzare per questa meditazione possono essere:
1)      “Il mio fisico è uno splendido mezzo per connettermi al mio spirito”
2)       “Ho fiducia nella saggezza del mio corpo”
3)       “Sono  elastico, sono forte, sono stabile”
 

Artrite e alimentazione

 
Come spesso sentiamo ripetere dal medici, la salute comincia a tavola.
 
Secondo studi recenti, si è arrivati a comprendere che gli alimenti che comunemente arrivano sulla nostra tavola, non sono solo delle pietanze gustose ma hanno delle proprietà specifiche di prevenzione e cura.
 

Il cibo come cura, quindi.

 
Vediamo, nello specifico riguardo alla patologia artritica, quali sono gli alimenti che possono aiutarci a combatterla. È stato dimostrato che il tasso elevato di acidità nel sangue mette a rischio il fisico rendendolo soggetto a varie patologie importanti; l’artrite è una di queste.
Come per molte malattie degenerative, dobbiamo ricercarne la causa sia nell’alimentazione scorretta sia nello stile di vita non idoneo, anche  se non possiamo tralasciare una percentuale di ‘ereditarietà’ che comunque può essere contenuta adottando un regime alimentare più sano e introducendo l’attività fisica nella nostra giornata.
 

Quali alimenti possono aiutarci nel combattere l’artrite.

 
Per attenuare i dolori alle articolazioni, sono raccomandati i cibi ad alto componente di Omega 3, cioè pesce (tonno, salmone), principio nutritivo che troviamo anche nelle noci e addirittura nelle alghe. Si sono rivelati utili anche gli ortaggi e la frutta dai colori decisi, che hanno la funzione di ridurre l’infiammazione dei tessuti e delle articolazioni.
Le banane, le mele, il melograno, il fico d’india, i meloni gialli per la frutta, mentre per la verdura abbiamo carote, zucca, broccoli e cavolo rosso.
Tutti questi alimenti possiedono flavonoidi antiossidanti, oltre a vitamine e Sali minerali che contrastano l’azione dei radicali liberi. Una nota importante è quella di considerare l’alto valore nutritivo dei centrifugati di frutta e verdura.
 

I cibi da evitare per l’artrite

 
Va sottolineato, però, che alcuni degli alimenti di uso comune hanno la capacità di causare, al contrario, un aumento dell’infiammazione della parte colpita con il conseguente ampliarsi del dolore.
Sia le articolazioni, come pure i tendini e i legamenti sono composti, in prevalenza, da collagene. Gli alimenti che portiamo in tavola quotidianamente, possono concorrere a rinnovare o deteriorare le cartilagini.
 

I cibi che hanno una grossa quantità di zuccheri cosiddetti “semplici” come la pasta, il pane, i dolci, le patate fritte e tutte le bibite zuccherate, hanno la capacità di aumentare il dolore e l’infiammazione dal momento che demoliscono il collagene.

 
Inoltre è possibile che, la causa dei dolori articolari, sia legata ad alcuni tipi di intolleranze alimentari. Molto comune è l’intolleranza al lattosio per cui, anche la sola abitudine di assumere il classico cappuccino con brioche ogni mattina, è sufficiente a sfibrare le articolazioni che possono risultare gonfie e dolorose.
 

Curare l’artrite con i Funghi Medicinali.

 
Oltre a curare l’alimentazione, per contrastare il disagio causato dai dolori artritici, possiamo aiutarci con l’assunzione di un altro alimento che si sta dimostrando valido nei confronti di più patologie. Stiamo parlando dei Funghi Medicinali, usati in Cina da millenni per le loro numerose proprietà, che fortunatamente stanno riscuotendo molto successo anche in Europa.
 

Per quanto riguarda l’artrite, i Funghi più indicati sono Reishi, Cordyceps e Shiitake.

 
Il Reishi è utilissimo per la sua azione antistaminica che placa il prurito e l’infiammazione; ha la stessa funzione del cortisone senza però nessuno degli effetti collaterali dei cortisonici. Ha inoltre, un’attività preziosa che rinforza tutto il sistema immunitario ed elimina in modo costante gli anticorpi.
 
Il Cordyceps ha una funzione antinfiammatoria ed antiallergica proprio per le articolazioni  (cartilagine e ossa); andando ad agire sul sistema immunitario, rimuove la causa infiammatoria ed allergica.
 
Lo Shiitake  è importante, perché controlla quella parte dell’intestino dove nascono gli anticorpi, tenendola sempre nella migliore forma ed equilibrio.
 
 
Artrite e stile di vita
 
Per contrastare gli effetti dell’artrite, in tutte le sue forme, non dobbiamo dimenticare, oltre all’alimentazione e all’utilizzo della meditazione per scaricare le tensioni, anche un buon esercizio fisico.
Non esiste, infatti, una terapia che consenta di guarire completamente da questa patologia che può risultare anche molto invalidante. Per ovviare al suo insorgere e curarla, una volta che se ne riscontri i sintomi, occorre alimentarsi in modo corretto, curare anche l’equilibrio psichico con la meditazione come abbiamo specificato in apertura dell’articolo e prendere l’abitudine di fare dell’esercizio fisico quotidianamente.
Nello specifico, i benefici del movimento quotidiano si avranno ancora di più se l’affezione è di tipo reumatoide. L’esercizio fisico, infatti, protegge le articolazioni.
Sarà il vostro medico di fiducia a consigliarvi la giusta attività fisica a seconda del tipo di artrite che riscontra. Meglio, comunque, non esagerare con esercizi troppo intensi o pesanti, proprio per non mettere sotto pressione sia giunture che legamenti. Anche il nuoto si rivela utilissimo.
Le tecniche di rilassamento come l’ipnosi  , lo yoga ed i massaggi , risultano di grande aiuto per quanto riguarda il controllo del dolore.
Anche praticare Qi Gong e del Tai Chi, aiuta moltissimo; i movimenti dolci, la respirazione e la concentrazione di queste discipline orientali, permettono di raggiungere dei benefici concreti proprio sul dolore.
Ricordiamo poi, che, per poter trovare un maggior giovamento da tutti gli accorgimenti sopra riportati, sarà importante tenere sotto controllo il peso corporeo, per non appesantire il carico e lo sforzo delle articolazioni.
 
 
 
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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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