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Lo Yin e lo Yang del sonno




Equilibrio ed armonia anche nelle ore dedicate al riposo

Sonno e veglia sono una coppia Yin e Yang. Proprio come notte e giorno, su e giù, stasi e movimento, veglia e sonno sono complementari uno all’altro, dipendono uno dall’altro e sono correlati uno all’altro. La dualità di notte e giorno, del resto, riflette la dualità di Yin e Yang.
Yin e Yang sono due forze opposte che si fondono e fluiscono uno con l’altro sulla superficie del mondo tangibile. Yin e Yang, in ultima analisi, rappresentano la nascita di tutto ciò che esiste nel mondo che conosciamo, compresi gli esseri umani. La Medicina Cinese cerca di portare equilibrio e armonia tra Yin e Yang, allo scopo di portare equilibrio anche nella nostra triade corpo-mente-spirito.
 
 
YIN e YANG
Lo Yin è associato alla notte, al silenzio, all’interiorità, al sonno. Lo Yang è associato al giorno, al movimento, all’esteriorità, al rumore e alla veglia. Quando Yin e Yang sono in armonia, lo sono anche il nostro sonno e la nostra veglia. Lo stesso capita quando queste due forze non sono in equilibrio.
A seconda della persona e delle circostanze, si può avere difficoltà ad addormentarsi e dormire (eccesso di Yang), oppure difficoltà a svegliarsi e rimanere svegli (eccesso di Yin).
 
COME BILANCIARE YIN E YANG
L’equilibrio è un processo continuo che cambia in base alle circostanze. Non c’è un momento perfetto di equilibrio che possiamo riproporci di raggiungere e mantenere tale. La chiave è essere consapevoli di noi stessi e fare delle piccole modifiche lungo la strada per sostenere l’armonia e il flusso di Yin e Yang.
 
PER CHI HA PROBLEMI DI INSONNIA
Chi si riconosce dovrebbe sapere che probabilmente enfatizza lo Yang e ignora lo Yin. Cosa significa?
Si fanno attività fisiche e mentali che preferiscono il movimento alla stasi.
Quando il corpo richiede una pausa, anziché riposare si prende un caffè.
Quando al semaforo si può prendere un respiro rilassante si controlla lo smartphone.
Si mangia guardando la tv, si tiene d’occhio la posta elettronica e si controlla l’agenda.
Quando è ora di andare a letto, si perde tempo con tablet e telefonino.
Tutte quelle elencate sono attività Yang. Queste tengono la mente attiva e concentrata su qualcosa che avviene all’esterno. Quando è il momento di guardarsi dentro e sprofondare nello Yin, le cose non vanno come dovrebbero, perché il contrasto è eccessivo.
Portando intenzionalmente l’attenzione verso l’interno, verso la calma, un passo per volta, permette di concentrarsi sullo Yin. A quel punto, riusciamo a riportare equilibrio con lo Yang. Con il tempo, quando le due forze opposte torneranno in armonia, anche la facilità di addormentarsi e dormire un sonno riposante si affaccerà nella nostra vita.
 
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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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