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Prepararsi alla primavera




La quinta stagione:come prepararsi alla primavera

Si, per i cinesi le stagioni sono 5 e non 4, come per Vivaldi e per il resto del pianeta. Ma direte voi, questi cinesi son proprio matti!

La quinta stagione, come ho già spiegato  è una stagione di passaggio tra le altre quattro, il suo elemento di collegamento è la terra e i suoi organi: stomaco e milza.

Le persone sensibili in questi due organi lo hanno già percepito. Da alcune settimane lamentano gastrite, gonfiore  o fastidio allo stomaco e intestini, la frequenza di gastroenteriti poi è sicuramente stata impressionante come diffusione di massa.

Molte persone spontaneamente  si sono limitate a ridurre l’assunzione di caffè  e delle gomme da masticare,  altri sono ricorsi a farmaci antiemetici e antiacidi, insomma i più delicati e i più attenti hanno già osservato direttamente sul loro corpo che qualcosa sta cambiando.

Gli sbalzi di temperatura sono notevoli, la luce è in continuo aumento e la voglia di metter via gli abiti invernali per far spazio a quelli primaverili è grande. Ho già visto ragazze senza calze e con giubbotti leggerissimi, non c’è modo migliore per ammalarsi e se siete sfuggiti all’influenza che quest’inverno non ha praticamente dato segni di vita, potremmo cadere in altre infezioni virali  e rovinarci il week end e magari anche l’intera settimana e più.
In particolare le gastroenteriti possono essere anche molto violente, la perdita di liquidi corporei con il vomito e con la diarrea possono essere massive. Queste forme, se colpiscono soggetti robusti e sani possono passare come una tempesta, in una, massimo tre giornate ma se colpiscono soggetti più fragili sia fisicamente che emotivamente possono lasciare strascichi  e debolezza anche fino a un mese.

Attenti quindi a non sottovalutarli. Utilissimo l’uso di probiotici specifici. Meglio anche non spogliarsi troppo sopratutto le ragazze che non vedono l’ora di mettere gonne, abiti colorati  e scarpe più leggere… meglio resistere! Oppure  indossare questi abiti durante le ore centrali della giornata, per poi, al calar del sole, infilare di nuovo calze e sciarpa e capotto pesanti.

Manca poco, non temete; le giornate sono sempre più lunghe ma la terra è ancora molto fredda e quando cala il sole la temperatura è ancora troppo rigida. Per adesso anche il cibo non deve essere troppo freddo quindi aggiungiamo pure qualche insalata di contorno ma non mangiamola come piatto centrale. Sostituiamo  la carne con il pesce, eliminiamo i formaggi,  i salumi e la cioccolata e riduciamo il numero di caffè.

Per calmare lo stomaco, provate al risveglio un bel bicchiere di acqua calda con un po' di limone e un cucchiaio di miele, fate colazione con i fiocchi di avena o di mais e latte di riso, mangiate riso e polenta senza farvi problemi e abusate pure dei cereali in chicchi; sono cibi poco irritanti e calmanti per lo stomaco e l’ intestino. Inoltre ricordiamo che se riduciamo l’irritazione di stomaco e intestini  possiamo prevenire e prepararci al meglio per limitare il più possibile le forme allergiche primaverili.

Esistono poi rimedi fitoterapici e omeopatici e trattamenti di agopuntura stagionali specifici per prepararsi alla primavera eliminando  quando presenti i diversi problemi primaverili come la cefalea, le vertigini, le sinusiti, l’asma, le gastriti, la stanchezza cronica e le alterazioni del tono dell’umore.

Se abitualmente ne soffrite è meglio pensarci prima.

Autore: 1406 1406



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Limportanza del sapere spirituale nella vita dopo la morte

Immagine di Marina Sagramora: Anelito olio su tela

Morire in realtà è solamente uscire dalla coscienza del corpo fisico. Quando siamo passati attraverso le porte della morte, la nostra sapienza e la nostra vita continuano e anzi diventiamo più capaci e questo è un fatto di cui gli uomini dovrebbero compenetrarsi. Dei pensieri che ci siamo elaborati qui sulla Terra, ci nutriamo per tutto il tempo tra la morte e una nuova nascita: in questo periodo infatti potremo avere immaginazione, ispirazione, intuizione, ma non potremo più avere i pensieri.

La salvezza della Terra, perciò dipende anche dal fatto che l’umanità nel presente non trascuri di formarsi pensieri sui mondi spirituali. Escludere il sapere riguardo ai mondi spirituali durante la vita sulla Terra, vuol dire rendersi ciechi in senso animico, nella successiva vita spirituale dopo la morte, entrando così in un mondo nel quale non si vede nulla e nel quale si può procedere solo a spanne.

Addirittura un uomo chiaroveggente che abbia guardato in modo chiaro nel mondo spirituale, ma non abbia trasformato quanto gli è stato dato di vedere, in concetti semplici e afferrabili con la logica, sarà comunque dopo la morte, nel mondo spirituale, come un cieco .
Anche il materialismo rappresenta un fattore che rende gli uomini ciechi dopo la morte.
Per l’intera vita cosmica, esiste molta differenza, che l’uomo miri ad un sapere spirituale oppure che trascuri di raggiungerlo e oggi per il progresso dell’umanità è divenuto molto importante elevarsi al sapere soprasensibile.

Dal momento in cui, dopo la morte, la propria coscienza si risveglia, la morte appare come l’avvenimento più bello, più splendido, più grande della vita. Essa è vista come una forza meravigliosa, che mostra all’anima aperta, che vi è un mondo spirituale, un risorgere dello Spirito parallelo al completo cancellarsi di quanto è fisico. Il nostro cadavere che resta nel mondo fisico, ha ormai ben poco a che fare con il nostro spirito, esso tuttavia interessa moltissimo al Cosmo: con il suo aiuto infatti la Terra pensa e si fa delle rappresentazioni.
Chi ha compreso perciò che cosa sia la morte non la teme più. La morte rappresenta la cosa più sublime, l’avvenimento più possente del nostro essere qui sulla Terra e là nel mondo spirituale.

Le anime che sono ancora sulla Terra e che hanno accolto in sé rappresentazioni sopra i mondi soprasensibili, se sono state capaci di amare, potranno farlo anche dopo la morte. Queste anime diventerebbero infatti sempre più solitarie, se non potessero creare nessun ponte, con le anime rimaste nel mondo fisico. Siamo noi però, che siamo ancora in vita a dover creare le condizioni necessarie, perché i morti possano vederci. Nella vita della nostra anima, dobbiamo portare ben chiara la convinzione che l’essere che ha passato le soglie della morte, vive. L’uomo può allora diventare un aiuto per i morti, così ad esempio leggere per loro, rappresenta uno dei più grandi doni che gli si possa fare.

Fonte fisicaquantistica.it





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