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Chestnut bud




Chestnut bud, Fiori di Bach, per quelle persone che non imparano dai propri errori ma li ripetono continuamente

PER CHI E' QUESTO RIMEDIO

Il rimedio dei fiori di Bach Chestnut Bud è per quelle persone che non riesono ad imparare dai propri errori ma li ripetono costantemente. In pratica sono persone che imparano con lentezza, sono quindi pigre, sbadate, ingenue e per le quali non esistono le "lezioni della vita".

Sono persone convinte di essere sfortunate in tutti i campi: lavoro, famiglia, amore, vita sociale ma in realtà non riflettono a sufficienza sulle loro azioni e non imparano dalle esperienze passate rifacendo sempre le stesse cose, comprese quelle sbagliate.

Scrive Edward Bach «Per chi non trae pieno vantaggio dall'osservazione e dall'esperienza ed impiega più tempo di altri ad apprendere le lezioni della vita. Mentre, per alcune persone, una sola esperienza è sufficiente, per costoro ne sono necessarie molte prima di imparare. Pertanto, con loro sgomento, si trovano a rifare lo stesso errore in diverse occasioni, quando una volta avrebbe potuto essere sufficiente oppure l'osservazione degli altri avrebbe potuto risparmiare loro persino quell'unico errore».(1)

 

La particolarità di questo rimedio è che, contrariamente a come avviene con tutti gli altri rimedi di Bach, questo non è ricavato dal fiore ma dalla gemma della pianta, simboleggiando le energie che stanno per nascere, la nascita della pianta stessa.

COSA AIUTA A RISOLVERE

Il rimedio Chestnut bud dei fiori di Bach aiuta a capire che la sfortuna non è la causa dei nostri errori ma la nostra incapacità ad aprire gli occhi ed imparare dai nostri sbagli quindi ci rende persone più consapevoli e più attente, insegnandoci a riflettere e ad avere una maggiore consapevolezza della realtà facendo tesoro degli aspetti negativi vissuti per affrontare la vita con maggiore equilibrio e consapevolezza.

Aesculus hippocastanum, fiori di Bach

TIPO DI PREPARAZIONE

Se si desidera preparare da se la tintura madre chestnut bud dei Fiori di Bach, raccogliendo i fiori direttamente in campagna, occorre tenere presente che questo Fiore di Bach deve essere preparato con il metodo della bollitura.

PERIODO DI FIORITURA E CARATTERISTICHE BOTANICHE

Il rimedio Chestnut dei Fiori di Bach è particolare in quanto non si ricava dai fiori ma dalla gemma, simboleggiando quindi le enormi energie che stanno per sbocciare.

Si tratta di un albero che raggiunge notevoli dimensioni, anche 30 m d'altezza con un tronco spesso, non troppo alto, dal quale si dipartono delle branche principali spesso ad andamento orizzontale. Le foglie sono opposte, lungamente picciolate, palmate a 5-7 foglioline di diverse dimensione e con i margini dentellati. I fiori sono di colore bianco macchiettati di giallo e di rosso, riuniti in grandi infiorescenze molto vistose, con corolla formata da 5 sepali ed altrettanti petali ineguali di cui il più grande è colorato in maniera diversa rispetto agli altri; sette stami ed un pistillo sporgente. Fiorisce in primavera. Il frutto è una grossa capsula provvista di aculei che si apre per tre valve che contengono ciascuna al loro interno una castagna.


Note
(1) Tratto da I Dodici Guaritori e altri rimedi di E. Bach 

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare



La via della liberazione

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