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Fiori di Bach ed Enneagramma




Ecco una visione di insieme tra uno strumento psicoterapeutico di analisi del carattere come l’Enneagramma e l’uso dei rimedi floreali offerti dalla floriterapia di Edwar Bach

Come ricorda Claudio Naranjo in “Carattere e nevrosi” l’origine dell’Enneagramma è immersa fondamentalmente nell’ombra del mistero, a noi Europei è giunto con l’insegnamento dei maestri Sufi che lo utilizzavano per individuare e comunicare ai discepoli il loro tipo psicologico.

L’impostazione dell’Enneagramma collega il malessere psico-fisico dell’individuo al perdurare di una precoce strategia adattiva che interferisce con la normale saggezza dell’organismo. Questa precoce strategia adattiva può essere compresa alla luce di un contesto doloroso in cui ha avuto origine e di un tipo di apprendimento che l’organismo in evoluzione ha assimilato, non in modo spontaneo, ma sotto forma di coercizione.
La caratteristica primaria di questo adattamento doloroso risiede nella fissazione emotiva e cognitiva, come reazione di emergenza ad un qualcosa di esterno che viene percepito dal bambino in termini di pericolo o di minaccia.
Il problema di questo tipo di fissazione è che l’individuo, anche nello stato adulto, non è più capace di “fare esperienza” creativa e costruttiva per la propria crescita personale, ma le nuove esperienze di vita vengono assimilate come uguali e ripetitive, ancorate ad un passato sofferente dell’individuo, di solito avvenuto in un contesto familiare disturbato.
La fissazione, la coercitività, la perdita della capacità di reagire in maniera creativa al presente sono condizioni tipiche del funzionamento nevrotico delle persone. La stessa parola carattere, termine derivante dal greco, significa “scolpire” ovvero ciò che rimane costante nella persona in quanto “scolpito dentro”.
In sintesi l’Enneagramma è la teoria del carattere che lega il malessere psico-fisico di ciascun individuo al perdurare di una strategia adattiva che interferisce in modo irregolare nell’omeostasi dell’organismo durante tutto il suo ciclo di vita, generando lo stato di nevrosi.
La domanda, a questo punto, è la seguente: “Come guarire da questa dis-omeostasi e dis-equilibrio dell’organismo?”.
La risposta più saggia è che non si può guarire, ma che si può plasmare il proprio funzionamento nevropatico, attraverso una migliore autoregolazione dell’organismo a seconda delle situazioni contingenti ed ambientali, migliorando decisamente la qualità della vita della persona.
Per fare questo vi sono due modalità: la prima modalità, principale e di assoluta importanza, è quella del percorso psicoterapeutico; la seconda, di una sua comunque rilevanza, seppure secondaria e con benefici a breve termine e non a lungo termine, come nel caso del percorso psicoterapeutico, è affidata alla Floriterapia di Bach.
L’assunzione di un determinato fiore può aiutare, infatti, la persona, da un punto di vista biologico e corporeo, a trovare una maggiore autoregolazione organismica in modo naturale, aiutandola ad “alleggerire” la maschera caratteriale.
I cosiddetti fiori di estensione sono particolarmente adatti a questo scopo, in quanto intervengono nelle reazioni che ogni individuo esprime rispetto alle influenze ambientali e dell’esterno percepito come costantemente difficile.
Compito, poi, del floriterapeuta esperto sarà quello di volerli combinare con fiori guaritori e/o i fiori aiutanti di Bach, a seconda della persona che gli è davanti e di ciò che gli si presenta caso per caso.
Vediamo più nel dettaglio, a questo punto, la relazione carattere – fiore di Bach. Esistono, secondo la visione enneagrammatica, nove caratteri che si rifanno ad una precisa struttura geometrica a “stella” dove ogni singola punta reca in sé un carattere, a differenza dei quattro temperamenti di Ippocrate e dei cinque tipi bioenergetici di Alexander Lowen.
Queste nove passioni, nel senso etimologico di pena e travaglio, dominanti hanno caratteristiche strutturali e meccanismi di difesa peculiari; e vengono definiti tecnicamente con il termine di “enneatipo”; sono nella fattispecie:

enneatipo 1: rabbia e perfezionismo;
enneatipo 2: superbia e istrionismo;
enneatipo 3: vanità e inautenticità;
enneatipo 4: invidia e carattere depressivo – masochista;
enneatipo 5: avarizia e distacco patologico;
enneatipo 6: vigliaccheria e carattere paranoide;
enneatipo 7: gola e personalità narcisistica;
enneatipo 8: lussuria e sadismo;
enneatipo 9: inerzia psicospirituale e accidia;

Rimandando a testi specifici sull’Enneagramma per comprendere esaustivamente i suddetti caratteri, di seguito esporrò brevemente, ed è questo poi l’intento pragmatico dell’articolo, quale fiore di Bach sia più adatto all’organismo a seconda del proprio enneatipo e della sofferenza psichica che ne è direttamente coinvolta.

Dunque:

Rabbia e perfezionismo (enneatipo 1): sono soggetti molto ansiosi che sembrano poter implodere o esplodere all’improvviso e che temono di perdere il controllo emozionale. Hanno paura a esternare tale sensibilità e per questo tendono a tenere tutto dentro, con la paura di esplodere da un momento all’altro e che questo comporti conseguenze distruttive nei confronti delle relazioni interpersonali.
Il fiore di Bach consigliato è il Cheery Plum che aiuta ad avere maggiore fiducia in se stessi e produce un senso di rilassamento psico-fisico. È il primo fiore che sboccia dopo l’inverno e annuncia il ritorno della primavera, quasi a simboleggiare un passaggio dal buio alla luce.
Superbia e istrionismo (enneatipo 2): sono persone la cui passione è l’orgoglio che può sconfinare spesso nella superbia. Sono apparentemente indipendenti ma sotto la “maschera” recano una dipendenza dall’”altro” ed una difficoltà a esternare i propri bisogni, se non in forma eccessivamente teatralizzata con una emotività diffusa e un altruismo eccessivo nei confronti delle persone.
Il fiore indicato è il Red Chestnut, questo rimedio è opportuno per coloro che si preoccupano eccessivamente del benessere delle persone amate, per chi vive costantemente nell’ansia che possa succedere qualcosa di grave alle persone che gli gravitano intorno. Difatti il carattere 2 spesso non è consapevole che la sua preoccupazione nei confronti degli altri ed il loro voler “aiutare” le persone intorno è in realtà una ricerca continua di un bisogno di riconoscimento affettivo, e non di un sincero spirito altruistico che possa prescindere da questa manipolazione.
Vanità e inautenticità (enneatipo 3): il carattere vanitoso scambia l’immagine e l’apparenza con il suo sé reale, con ciò che prova e sente nei confronti dell’ambiente esterno. La passione vanitosa lo porta a dare più importanza a come le persone lo possono giudicare nella sua immagine esterna, piuttosto che a esporsi come è nella sua sostanza con vizi e virtù. Il “falso sé” è, quindi, la problematica più importante per questo tipo di carattere, che gli serve a dare una “buona immagine” agli altri rispetto a ciò che prova veramente.
Il fiore indicato è l’Elm, questo rimedio è indicato per alleviare le pressioni esterne sentite come “doverose” per mantenere prestazioni che soddisfino continuamente il desiderio di essere visti come “bravi e capaci”. Il fiore agisce nell’organismo recando maggiore serenità nell’esternare le emozioni senza preoccupazioni.
Invidia e carattere depressivo-masochista (enneatipo 4): l’enneatipo 4 desidera costantemente ciò che non possiede, portandolo ad appassionarsi all’invidia di aspetti personali e che vede negli altri ma che, nella sua intimità depressivo-masochistica, non sente di riuscire ad ottenere. Questo lo porta a lamentarsi frequentemente delle situazioni nella vita quotidiana, senza però interrogarsi sulla propria responsabilità di azione per poter avere e possedere ciò di cui ha bisogno.
Il fiore indicato è il Crab Apple, in quanto è il rimedio più adatto in floriterapia come elemento di purificazione per coloro che rifiutano se stessi fino ad odiarsi, soprattutto nell’espressione autentica di ciò che si desidera ardentemente. Il Crab Apple è un cespuglio o albero che si può trovare a diverse altitudini in zone di montagna.
Avarizia e disacco patologico (enneatipo 5): il termine “avarizia”, nell’enneatipo Cinque, fa riferimento alla difficoltà del saper “dare” nella relazione affettiva. Sono persone chiuse in se stesse in una sorta di “torre d’avorio”, difficilmente penetrabili nel loro mondo emotivo e per questo si difendono ponendo nei confronti dell’altro una distanza eccessiva e spesso di natura patologica, che interferisce significativamente nelle competenze interpersonali del carattere più “chiuso” dell’Enneagramma, tipicamente schizoide.
Il fiore di Bach consigliato è il Larch che serva a sviluppare il coraggio di esporsi maggiormente e mettersi alla prova, aumentando la fiducia in se stessi e ad avvicinarsi maggiormente all’alterità percepita come preoccupante. Il Larch è una conifera molto robusta che cresce fino a 2500 metri di altitudine.
Carattere paranoide e accusa (enneatipo 6): una caratteristica fondamentale tra quelle che individuano il tipo Sei è la paura congelata e uno stato di allarme perenne di fronte ad un pericolo, che ha cessato di essere minaccioso, ma che continua ad essere immaginato come tale. Ha un pensiero prevalentemente paranoide dove il dubbio alberga costantemente e che porta l’enneatipo Sei a fare continui pensieri di causa/effetto sulle cose che gli accadono, dubitando spesso di sé e degli altri. Questo dubbio nei riguardi degli “altri” lo spinge a farsi diversi “nemici” in quanto sospetta e accusa gli altri delle loro azioni, che considera pericolose per la propria sopravvivenza emotiva.
Il fiore consigliato è l’Aspen, un alberello sottile che raramente supera i 2-3 metri di altezza, particolarmente adatto per chi soffre di ansia immotivata e attacchi di panico. L’effetto del fiore Aspen è quello di trasmettere maggiore senso di sicurezza e fiducia in se stessi e negli altri.
Gola e personalità narcisistica (enneatipo 7): la passione del carattere 7 è la gola intesa come continua ricerca di nuove esperienze che lo portano un “qui” insoddisfacente a un “altrove” sempre ricco e pieno di promesse. Questa insaziabilità del goloso si nasconde dietro ad una apparente soddisfazione che interiormente, però, avverte come dolorosa e da cui non intende prendere contatto. Per fare questo tipo di operazione difensiva usa l’evitamento della sofferenza, ed una tendenza all’edonismo che gli permette di fare sempre cose “belle” e da cui si può nutrire senza dover soffrire troppo, soprattutto nelle relazioni interpersonali vissute mai intensamente ma ad un livello molto superficiale.
Il fiore consigliato è il Chestnut Bud è adatto a chi ha difficoltà a stabilire il contatto con la realtà, è sempre in fuga dalle cose spiacevoli e poco interessanti per cercarne ossessivamente di nuove.
Carattere sadico e lussuria (enneatipo 8): il tipo lussurioso difende appassionatamente la sua lussuria e la lussuria in generale come stile di vita. La tendenza ad annoiarsi quando non si disponga di stimoli sufficienti, il desiderio smodato di eccitamento, l’impazienza, l’impulsività, rientrano nell’ambito della lussuria. In questo carattere vi è la soddisfazione nel rivendicare continuamente la sfera dell’impulsività, il piacere del proibito e soprattutto il piacere sadico di affermare, su di sé e su gli altri, la lotta per il piacere in maniera trionfalistica.
Il fiore di bach consigliato è il Willow, i cui fiori sbocciano all’inizio di Maggio solitamente su terreni umidi o ai margini di corsi d’acqua. Willow serve essenzialmente a reprimere la collera e a sciogliere le tensioni muscolari, è particolarmente adatto a chi si sente vittima degli altri e degli eventi reagendo con risentimento attraverso azioni esplicite e vendicative nei confronti dell’esterno.
Inerzia psicospirituale e tendenza alla mediazione (enneatipo 9): l’inerzia psicologica nei confronti delle relazioni e delle cose che gli accadono è la passione che contraddistingue il carattere 9. Questa apatia nei riguardi del mondo si associa ad un generale stato di rassegnazione nei confronti degli eventi della vita percepiti come non modificabili, attraverso il senso di responsabilità individuale ed il proprio comportamento. Il carattere 9 è facilmente distraibile e assume solitamente abitudini da “automa”, nel senso di essere meccanico e poco espressivo attraverso il corpo.
Il fiore consigliato per questo carattere è l’Hornbeam, in quanto si addice a chi tende a procrastinare l’assunzione di nuovi impegni e a chi ha la sensazione di non farcela a causa della stanchezza. Questo fiore serve a ritrovare nuove energie per svolgere i compiti quotidiani e a recuperare l’interesse per le cose, aiuta a far uscire la persona dallo stato apatico. L’Hornbeam è un albero di alto fusto, snello e sinuoso alto quasi 20 metri di altezza.

Dr. Alessandro Drago
Psicologo – Bioterapeuta
Specializzando in Psicoterapia Gestaltica Integrata
www.alessandrodrago.com

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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