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Fieno greco




Il Fieno graco è una pianta nota per le sue proprietà ricostituenti, è utile anche come ipocolesterolemizzante, mucolitico e antinfiammatorio

Proprietà del fieno greco
I semi di fieno greco contengono saponine steroidee (diosgenina, yamogenina), fitoestrogeni (vitexina, quercetina, luteolina), alcaloidi (trigonellina, genzianina), vitamine (PP, A, B1 e C), lisina, triptofano, sali minerali (ferro, fosforo) e cumarine.  Per il contenuto di fosforo, in particolare, il fieno greco è considerato un intagratore naturale.

I fitoestrogeni stimolano la crescita del seno e la produzione di latte, che però assume il caratteristico odore della pianta, dovuto all'olio essenziale, dall'aroma solitamente sgradito al lattante. All’azione sul sistema ormonale va imputato anche l’aumento dell’emopoiesi, ossia della produzione di cellule del sangue, utile contro l'anemia.

Le saponine svolgono un'azione ipocolesterolemizzante, grazie alla capacità di questi principi attivi di legarsi col colesterolo ematico e ridurre così il suo assorbimento intestinale.

Le mucillagini hanno proprietà antinfiammatorie e perciò sono indicate in presenza di irritazioni a carico delle mucose del sistema gastroenterico e di quello respiratorio. Questi principi attivi sono in grado di decongestionare i tessuti di bronchi e polmoni in caso di tosse; e di sfiammare la mucose dell'intestino in presenza di colite o stitichezza, data la capacità di aumentare il loro volume a contatto con i liquidi, conferendo alla pianta anche un'azione lassativa di tipo meccanico.

Le fibre idrofile ostacolano l'attività degli enzimi glucidoattivi (amilasi) diminuendo così la disponibilità di glucosio. Studi clinici hanno dimostrato la validità dell'uso di questa pianta per la lotta al diabete: il decotto dei semi induce un abbassamento molto rapido del tasso di zuccheri nel sangue

Infine la presenza di nutrienti come aminoacidi, vitamine, lipidi e minerali, il fieno greco è impiegato efficacemente in caso di deperimento, magrezza, convalescenze e astenia, per l'azione tonico-ricostituente, in quanto influisce beneficamente sul metabolismo, determinando un miglioramento dello stato generale e un risveglio dell'appetito.

Queste sostanze lo rendono un efficace rimedio per far riacquistare il peso perduto dopo periodi di malattia o alimentazione squilibrata, grazie anche all'elevato contenuto calorico. Inoltre le sostanze steroidee anabolizzanti favoriscono la sintesi proteica e la formazione del tessuto muscolare.

 

Modalità d'uso
È possibile trovarlo come polvere, estratto secco, preparato per infuso, al quale sono spesso aggiunti altri estratti (come quello di liquirizia) per correggerne il sapore.

INFUSO: 1 cucchiaino in 300 ml di acqua bollente o 1,5 grammi di polvere lasciati macerare per tre ore nell’equivalente di tre tazze di acqua, da assumere in due-tre volte nell’arco della giornata.

Controindicazioni del fieno
L'assunzione del fieno greco presenta alcune controindicazioni. Questa pianta officinale infatti, è sconsigliata nei diabetici per i suoi effetti ipoglicemizzanti. Se ne sconsiglia l'assunzione in contemporanea con altri farmaci, in quanto il fieno greco potrebbe diminuire l'assorbimento.

Se ne sconsiglia l'uso in gravidanza, durante l'allattamento, e in caso di fibrillazione atriale, assunzione di diuretici o lassativi.

 

Descrizione della pianta
Pianta erbacea annuale, cresce fino a 60 cm. Ha fusto eretto, cilindrico, resistente e ramificato. Le foglie sono alterne, trifogliate, che ricordano il trifoglio.

I fiori, solitari, sono bianchi o giallini. Il frutto è un legume con semi piatti romboidali che emanano un intenso odore di fieno, spesso considerato sgradevole.

L'habitat del fieno greco
Originaria del Medio Oriente e dal Nord Africa. Cresce su terreno ad elevata salinità e in clima asciutto. Diffusa in tutta l’area del Mediterraneo, la si trova più frequentemente nelle zone costiere, ma anche nelle aree submontane.

Curiosità
Il nome del genere, Trigonella, si riferisce alla forma triangolare delle foglie; mentre il termine specifico foenum-graecum, cioè “fieno greco”, perché era stata appunto importata dalla Grecia a Roma, dopo che lo stesso Catone, che pure era tanto avverso a ogni importazione di prodotti stranieri, ne aveva raccomandata la semina, per i manifesti pregi dell’erba, quale fieno ingrassante per il bestiame.

Gli Arabi la tenevano in grande pregio e ne consigliavano l’uso a chi voleva avere capelli folti e i polmoni resistenti. Nel Medioevo si mangiava cotta con fichi, datteri e molto miele per guarire le tossi e gli affanni del respiro. Era un tempo molto apprezzata in Tunisia dalle giovani donne che, con i semi macinati, zucchero e olio, facevano focacce e le mangiavano nei giorni precedenti le nozze per poter così presentarsi allo sposo più grassocce e e con un seno più turgido. 

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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Data: 2015-03-29





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