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Enula Campana




Enula Campana, pianta nota per le sue proprietà mucolitiche e diuretiche, è utile contro catarro, gotta e reumatismi

Proprietà dell'enula campana
La radice dell'enula (o elenio) contiene 1- 3% di olio essenziale (composto da lattoni sesquiterpenici, alantolattoni e idrocarburi sesquiterpenici), steroli (beta-sitosterolo, stigmasterolo), mucillagine, pectine, acido ascorbico e rappresenta una delle fonti più notevoli di inulina (44%), assai importante in medicina.

Per uso interno, la presenza dell'olio essenziale conferisce all'enula azione eupeptica indicata per la digestione difficile e nell'inappetenza; ma soprattutto la pianta è rinomata per le proprietà antisettiche, fluidificanti ed espettoranti del catarro, utile per il trattamento dei disturbi delle vie respiratorie, in presenza di tosse e bronchiti da raffreddamento, acute e croniche, asma ed enfisema.

La miscela di alantolattoni è chiamata elenina o canfora di elenio, e oltre ad avere proprietà antifiammatorie ed antisettiche, svolge attività antifungina, antielmintica e diuretica, aiutando l'eliminazione di urea e cloruri, per questa ragione l'impiego dell'enula è indicato anche contro la gotta e alcune forme reumatiche.

Per uso esterno, decotti ed unguenti a base di enula sono rimedi per il trattamento del prurito conseguente ad eczema, dermatosi, dermatiti, herpes labiale varie ed eruzioni cutanee in genere.

Modalità d'uso
USO INTERNO

INFUSO: 1 cucchiaio raso di radice di Enula, 1 tazza di acqua

Versare la pianta nell’acqua bollente e spegnere il fuoco. Coprire e lasciare in infusione per 10 min. Filtrare l’infuso e berne tre volte al giorno, per calmare la tosse o eliminare gli acidi urici

- Tintura madre di Enula campana:  30 gocce tre volte al dì lontano dai pasti

 

USO ESTERNO

DECOTTO:10-30 gr di radice in 500ml di acqua

Versare la radice sminuzzatata nell’acqua fredda, accendere il fuoco e portare a ebollizione. Far bollire qualche minuto e spegnere il fuoco. Coprire e lasciare in infusione per 10 min. Applicare, una volta che si è raffreddato, per calmare e lenire pruriti e disturbi cutanei

 

Controindicazioni dell'enula campana
L'Enula può produrre effetti collaterali come dermatite allergica, prurito, irritazione delle mucose, vomito, diarrea, crampi. Altri possibili reazioni possono essere dovute a ipersensibilità accertata verso uno o più componenti contenuti nella radice.

L'impiego dell'Enula è sconsigliato durante la gravidanza e l'allattamento. Evitare l'uso di prodotti a base di Enula durante la terapia con farmaci diuretici per evitare interazione ed effetti collaterali.

Descrizione della pianta
Pianta erbacea perenne con grosso rizoma carnoso ramificato e con fusto molto robusto alto 100-200 cm. villoso, ramificato e corimbo. Le foglie sono ampie; oblunghe, dentate, scabre superiormente e tomentose sulla pagina inferiore, le inferiori picciolate e le superiori sessili.

I fiori hanno capolini giallo-dorati. I frutti sono acheni glabri, privi di pappo.

 

L'habitat dell'enula campana
Originaria dell'Asia centrale, in Europa è diffusa soprattutto nelle zone meridionali dove è stata coltivata nei tempi passati per scopi medicinali e poi si è diffusa spontaneamente nel bacino del Mediterraneo.

In Italia è presente al nord, al centro e in parte nell'Italia meridionale. Predilige i luoghi ruderali e boscaglie umide, ambienti cedui e fossi; ma anche i prati e pascoli igrofili.

Cenni storici
Il nome della specie helenium pare derivi dal nome greco Elena, che secondo la leggenda stringeva la pianta in mano quando partì alla volta di Troia. Il binomio scientifico attualmente accettato (Inula helenium) è stato proposto da Carl von Linné nella pubblicazione Species Plantarum del 1753

Secondo Plinio: "Si dice che l'elenio sia nato dalle lacrime di Elena e all'elenio si attribuiscono virtù cosmetiche: mantiene perfetta, nutrendola la pelle femminile, sia del viso che del corpo. Inoltre dicono che il suo impiego, conferisca alle donne bellezza e un fascino sensuale..." Visto che la pianta era in qualche modo collegata alle vicende di Elena di Troia, il grande storico e naturalista romano pensò di attribuire alla pianta virtù cosmetiche, anche se in realtà, non ha nulla a che vedere con la bellezza femminile.

Tuttavia l'enula è citata come efficace rimedio in tutti gli autori dell'Antichità (da Dioscoride ad Alberto Magno) e in ogni Farmacopea per le sue proprietà calmanti della tosse espettoranti e diuretiche.

Usata sin dall'antichità per la produzione di liquori, celebre è il vino d'Enula, usato come aperitivo, che si ottiene aggiungendo una percentuale di radice essiccata nel vino. In Alzazia si produce ancor oggi il reps, una bevanda che si prepara facendo macerare la radice nel mosto. Infatti, un tempo la radice di questa pianta veniva usata dai medici come stomachica (agevola la funzione digestiva), vermifuga (elimina i vermi intestinali), tonica (rafforza l'organismo in generale), diuretica (facilita il rilascio dell'urina) e risolutiva in generale.

Si impiegava anche sia per tingere gli abiti di cotone o di lino di blue, sia come mordente nelle tinture con l'aggiunta di more di rovo.

Oggi per la varietà a grandi fiori viene usata anche nei giardini per creare ampie macchie di colore.

Agli inizi del '900 venne isolata dal fitocomplesso della radice dell'Enula, l'inulina, un polisaccaride, dalle note proprietà riequilibranti della flora batterica, perché in grado di aumentare la densità di bifidobatteri e di diminuire quella di batteri nocivi.

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

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Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

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Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

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Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

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E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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