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Elicriso




L'Elicriso è noto per le proprietà antistaminica e antinfiammatoria, è utile per curare allergie e disturbi cutanei

Proprietà dell'elicriso
Le sommità fiorite dell'elicriso sono utilizzate in fitoterapia nel trattamento delle allergie, che colpiscono le vie aeree e i tessuti cutanei. Gli studi clinici odierni hanno infatti dimostrato l'utilità dell'elicriso nelle affezioni dell'apparato respiratorio sia di tipo allergico che infettivo, giustificata dalla presenza di olii essenziali (neroli, nerile acetato, alfa e beta pinene, geraniolo, sesquiterpeni, furfurolo, eugenolo), flavonoidi (narigenina, apigenina, campferolo, elicrisina, quercitrina) e triterpeni (alfa amirina, acido ursolico, acido boswellico), elipirone, sitosterolo, acido caffeico, Questi principi attivi nella loro azione sinergica conferiscono alla pianta proprietà antistaminica, antinfiammatoria, espettorante e antibatterica.

Infatti l’elicriso favorisce l’eliminazione del catarro bronchiale, attenua gli spasmi eccessivi dell'asma e le infiammazioni di origine allergica della mucosa nasale. Per uso interno la pianta è perciò utilizzata nel trattamento dell'allergia, in presenza di rinite, congiuntivite e blefariti allergiche, tosse, bronchite acuta e cronica.

Per uso locale la pianta rappresenta il rimedio specifico per lenire e sfiammare la pelle in caso di psoriasi, herpes d'ogni genere, eczemi, ustioni ed eritema solare, irritazioni della pelle sensibile, grazie alla sua azione decongestionante e protettiva.

Un'altra proprietà importante dell'uso esterno dell'elicriso è quella astringente, antiedemigena, analgesica, in quanto contrasta l'infiammazione e il dolore, tonifica le pareti venose, riduce i versamenti e la dilatazione delle vene, utile in caso di emorroidi, artrite e nelle forme reumatiche acute.

Modalità d'uso
USO INTERNO

INFUSO: 1 cucchiaio di sommità fiorite di Elicriso, 1 tazza d’acqua

Versare la pianta nell’acqua bollente e spegnere il fuoco. Coprire e lasciare in infusione per 10 min. Filtrare l’infuso e berne 4 tazze al giorno lontano dai pasti, contro tosse e manifestazioni asmatiche.

- Tintura madre di elicriso: 35 gocce in poca acqua tre volte al giorno prima dei pasti.

 

USO ESTERNO

DECOTTO: 1 cucchiaio raso di elicriso, 1 tazza d’acqua
Versare le sommità fiorite sminuzzate nell’acqua fredda, accendere il fuoco e portare a ebollizione. Far bollire ancora qualche minuto e spegnere il fuoco. Coprire e lasciare in infusione per 10 min. Filtrare l’infuso e applicare in impacchi da non risciacquare, per lenire e decongestionare le pelli irritate ed infiammate da dermopatie in modo particolare la psoriasi ed eczemi. Gli impacchi inoltre sono ottimi per riattivare la circolazione sanguigna quindi molto efficaci nel caso di mani e piedi freddi e geloni.

OLIO DI ELICRISO 100 gr di fiori di elicriso secchi, di olio extra vergine di oliva.

Mettete l'elicriso in un barattolo di vetro dotato di coperchio ermetico, coprite i fiori con l’olio di oliva e chiudete il barattolo. Una volta al giorno scuotete il barattolo.
 Dopo 40 giorni, filtrate l’olio attraverso una tela leggera, o una garza. Spremere il residuo.
Conservate in una bottiglia di vetro scuro, in un luogo fresco al buio. L’oleolito di elicriso è utile, oltre che per le irritazioni della pelle sensibile, dolori reumatici e le varici.

Controindicazioni dell'elicriso
Per l'elicriso non sono noti effetti collaterali, controindicazioni o eventuali interazioni con altri farmaci. Può causare allergie solo in soggetti con ipersensibilità verso la pianta.

Descrizione della pianta
Pianta erbacea perenne alta 30-40 cm, ha la particolarità di essere completamente ricoperta da una fitta peluria biancastra che emana un aroma caratteristico. Si può confondere con la specie affine Helichrysum stoechas che comunque possiede le stesse proprietà. È provvisto di una modesta radice a fuso e numerose radichette da cui partono vari fusticini ramosi. Le foglie di color grigio/cinerino sono oblunghe-lanceolate, piatte e pubescenti su entrambe le facce. I fiori, riuniti in corimbi, sono capolini gialli di forma rotonda con petali sottili. Il frutto è un achenio.

 

L'habitat dell'elicriso
Pianta caratteristica della bassa macchia mediterranea, diffusa in luoghi incolti e pietrosi, assolati e aridi. In Italia si trova soprattutto al centro-sud e nelle isole, dalle coste fino ad oltre mille metri di altitudine, soprattutto nei luoghi con una buona esposizione solare.

 

Cenni storici
Helichrysum è una denominazione introdotta agli inizi del'700 in allusione all'aspetto raggiato dei capolini di questa pianta e al loro colore dorato. Il nome infatti deriva dal greco helios che significa "sole" e chrysos "oro", e si riferisce appunto alla forma e al giallo dorato molto luminoso dei suoi fiori e al fatto che la pianta vegeta in luoghi molto assolati e caldi.

L'Elicriso, la cui famiglia annovera numerose specie, è conosciuto anche col nome di "semprevivo", probabilmente perché conserva il colore dei fiori molto a lungo assieme al suo profumo. 

Autore: 1406 1406



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Il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto - Suggerimento meditativo

Prendete un buon bicchiere cristallino (nitido, pulito). Riempitelo per metà con acqua fresca e limpida (potabile, da tavola, minerale). Collocatelo ad opportuna distanza e ad un'altezza tale da poterlo osservare senza reclinare eccessivamente il capo verso il basso. Contemplatelo brevemente alternando i due punti di vista fondamentali: osservatelo, cioè, prima come se fosse mezzo pieno, quindi mezzo vuoto.

A questo punto valutatelo nella sua interezza. Infine chiudete gli occhi e visualizzatelo cercando di riprodurne mentalmente le fattezze originali, immaginatelo persino nei dettagli, ma senza sforzarvi. Reiterate la successione precedente per il numero di volte che riterrete più opportuno. Infine bevetene il contenuto.

La purezza dell'acqua, la nitidezza del bicchiere e la semplicità dell'immagine complessiva influiranno positivamente sulla vostra serenità spirituale. L'esercizio è estrapolato da una nota tecnica Yoga. La durata complessiva suggerita dipende dalla vostra predisposizione.
In effetti qualunque circostanza potrebbe diventare un'occasione di meditazione. Sarebbe sufficiente osservare, o meglio focalizzare l'evento in questione senza lasciarsi fuorviare dai propri giudizi, ossia dai pensieri in merito. Dopo un lasso di tempo variabile, cioè soggettivo o in funzione di ciascuno di noi, la calma si presenterà immancabilmente. Dapprima di soppiatto, come un ospite che non è certo di essere accolto con favore, poi come un'onda che trasforma la percezione stessa dell'insieme. E ciò che dapprincipio sembrava caos diviene armonia. Ma in realtà l'armonia c'era già. Non siamo stati noi ad averla creata. E non è stata nemmeno la meditazione. Abbiamo messo da parte la mente, ossia i pensieri irrequieti.

Fonte meditare.it





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