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Drosera




La drosera è un’erba officinale dalle numerose proprietà terapeutiche che viene coltivata in tutto il mondo per scopi medicinali

Proprietà della drosera
La Drosera contiene naftochinoni, glucosidi, oli essenziali, flavonoidi, antociani, enzimi proteolitici, tannini, resine, minerali, acidi organici (citrico e malico). Queste sostanze concorrono nell'insieme a conferire alla pianta le sue proprietà bechiche, antispasmodiche, antitussive, broncosedative, antisettiche, leggermente antibiotiche, decongestionanti, antinfiammatorie, secretolitiche, espettoranti, demulcenti (lenitive per le infiammazioni delle mucose, o della pelle).

La parte di pianta contenente il fitocomplesso, è costituita da tutte le parti aeree. Le foglie contengono, in particolare, il droserone, una complessa sostanza chimicamente simile alla plumbagina, un derivato naftochinònico, che esercita un'azione benefica come calmante per diverse tipologie di tosse, in particolare la tosse stizzosa con broncospasmo, asma, pertosse, “tosse del fumatore”. Si ipotizza che la Drosera rotundifolia agisca specificamente come calmante della muscolatura liscia dei bronchi (e sembra anche di quella intestinale).

Modalità d’uso
Le parti utilizzate della drosera sono tutte le parti aeree che vengono raccolte d'estate. La drosera si usa fresca o essiccata in un luogo ventilato, caldo e buio. Con la drosera si può fare un infuso utilizzato per la tosse e le infiammazioni in genere dell'apparato respiratorio, dimostrando anche una leggera proprietà antibiotica. 

Infuso di drosera: Versare 1/4 di litro di acqua bollente su un cucchiaino di pianta, lasciare riposare 10 minuti e poi filtrare. Bere 3-4 tazze al giorno. Molti preparati in commercio contro la tosse contengono estratti o tinture di drosera. Spesso questa pianta viene associata ad altri estratti vegetali dalle proprietà mucolitiche.

La drosera è caratterizzata da un gusto acido, amaro, con punte quasi piccanti che la rendono alquanto inadatta a scopi culinari, ma che non vanno assolutamente a sminuire l’importanza di questa pianta officinale nel mondo della fitoterapia.

Controindicazioni della drosera
La drosera viene solitamente prescritta da un medico in quanto può avere alcuni effetti collaterali se non vengono rispettate le giuste precauzioni per una corretta assunzione. Motivo per cui bisognerebbe chiedere consiglio al proprio specialista che, solitamente, esclude totalmente la combinazione della drosera con molti tipi di farmaci (come quelli per la pressione arteriosa o malattie infettive), e vieta categoricamente di sovradosarla con il rischio di soffrire di parecchi sintomi dolorosi soprattutto al tratto urinario. La linfa delle foglie può provocare, inoltre irritazione alla pelle.

Descrizione della pianta
La drosera, nome scientifico Drosera rotundifolia, appartiene alla famiglia delle Droseraceae ed è definita una pianta carnivora o meglio insettivora che cattura le sue prede mediante secrezioni vischiose.

È una pianta erbacea alta 10–20 cm, con foglie obovate e con un lungo picciolo, disposte a rosetta basale, dotate di lunghi tentacoli con peli porporini che secernono gocciole di un liquido vischioso, nel quale restano intrappolati piccoli insetti. I tentacoli si ripiegano sulla preda dopo la cattura.

Fiorisce da aprile a settembre con piccoli fiori bianchi. Durante i mesi invernali, la pianta si chiude in una sorta di ibernacolo per affrontare il periodo di riposo.

Habitat della drosera
La Drosera rotundifolia, conosciuta anche col nome di Rosolida o Rugiada del Sole, è una pianta erbacea perenne originaria del Nord America. La Drosera cresce in tutto l'emisfero settentrionale.

In Italia è piuttosto rara e in alcune regioni è considerata specie protetta. Predilige i luoghi umidi e freschi, paludi, torbiere e i pascoli umidi alpini con substrato acido, ad altitudini da 300 a 1600 m.

Ha adattato il suo metabolismo a un ambiente povero di sostanze nutritive, evolvendo un sistema assolutamente peculiare, per un organismo vegetale, per approvvigionarsi di sostanze proteiche nutritive per mezzo della cattura di piccole prede animali.

Cenni storici
Nell'uso popolare, il succo fresco, per la sua ricchezza in sostanze proteolitiche, è utilizzato per uso esterno contro le verruche, ma bisogna applicarlo con accortezza, poiché la linfa delle foglie, a contatto con la pelle, può provocare irritazioni e arrossamenti.  La Drosera sembra, inoltre, che abbia la capacità di far cagliare il latte.

Autore: 1406 1406



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