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Ciliegio




Il Ciliegio è noto per le proprietà antinfiammatorie e drenanti, è utile contro la ritenzione idrica, la cellulite e in caso di calcoli renali

Proprietà del ciliegio
I peduncoli o piccioli dei frutti ancora acerbi del ciliegio sono utilizzati contro la ritenzione idrica e come coadiuvanti nel trattamento della cellulite, per le loro spiccate proprietà drenanti, conferite dalla presenza nel fitocomplesso di grandi quantità di sali di potassio. Inoltre le mucillagini, i tannini, e i fenoli rendono la pianta un efficace rimedio antinfiammatorio delle vie urinarie, utile nel trattamento delle cistiti, uretriti e nefriti; e come diuretico, per eliminare gli acidi urici nella cura della gotta, dei calcoli renali e della renella.

 

Modalità d'uso
USO INTERNO

DECOTTO: 1 cucchiaio raso ciliegio peduncoli, 1 tazza d’acqua
Versare i peduncoli sminuzzatati nell’acqua fredda, accendere il fuoco e portare a ebollizione. Far bollire qualche minuto e spegnere il fuoco. Coprire e lasciare in infusione per 10 min.

- Tintura madre di ciliegio: 40 gocce in poca acqua tre volte al giorno lontano dai pasti.

Controindicazioni del ciliegio
Il Ciliegio é controindicato in gravidanza e allattamento. Può produrre effetti collaterali in caso di ipersensibilità accertata ad uno o più componenti contenuti nella droga.

Descrizione della pianta
Alberello con tronco slanciato ha chioma piramidale, con l'età più tondeggiante. La corteccia, da giovane è liscia rossastra e grigia, ha fasce orizzontali con numerose lenticelle allungate anch'esse orizzontali; con l'età diviene rosso-bruna scura. Le foglie sono leggermente coriacee, lisce, glabre, e lucenti. Ha fiori ermafroditi, lungamente peduncolati, con calice verde e glabro, composto da 5 sepali che si piegano all'indietro e corolla formata da 5 petali bianchi smarginati all'apice. I frutti sono drupe che maturano un paio di mesi dopo l'impollinazione, tonde di circa 1 cm, con epicarpo a maturazione, dolce succoso, edule e di colore rosso cupo, molto ricercato dagli uccelli (avium significa,"degli uccelli") , ma anche dai mammiferi.

L'habitat del ciliegio
Originario dell’Asia e della zona del mar Caspio, viene coltivato come albero da frutto, ma vive anche inselvatichito nei boschi o ai margini dei campi, sull'intero territorio nazionale.

Cenni storici
Il Ciliegio propriamente detto è il Prunus avium; mentre l’Amareno, detto anche Visciolo o Amarasco è il Prunus cerasum, i cui frutti sono anche chiamati ciliege acide e se ne ricavano uno sciroppo, gustose marmellate, usate frequentemente in pasticceria e un liquore detto Vino di visciole.

Secondo Plinio il Vecchio il termine latino Cerasos deriverebbe dal nome della città dell'Asia Minore Cerasonte da cui Lucullo avrebbe importato nel I secolo questi frutti. Questa notizia sarebbe poi stata smentita da Plinio il giovane, il quale asserì che la pianta era già abbondantemente coltivata in Gallia.

Questa ipotesi sembra la più attendibile, in quanto gli studi archeologici hanno scoperto dei ritrovamenti di semi di ciliegio di origine preistorica, avvalorando la tesi che questi frutti siano giunti in Europa attraverso gli uccelli, che ne vanno ghiotti e per questo ragione la pianta è anche conosciuta col nome Prunus avium (che significa "degli uccelli").

Le proprietà medicinali dei frutti delle molte varietà di ciliegi, oltre che da Galeno e Dioscoride, erano note anche ai medici della Scuola Salernitana (XI sec.) che riportano nei loro testi "...se mangi ciliege ne avrai grandi vantaggi perché ti purgano lo stomaco. Il seme ti toglie i calcoli e la loro polpa gioverà al tuo sangue".

Anche i peduncoli dei frutti sono stati, e lo sono tuttora, utilizzati come diuretici nella medicina popolare. 

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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