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Astragalo




L'Astragalo è conosciuto per le sue proprietà immunostimolanti, adattogene e disintossicanti, è utile per sostenere le difese del corpo

Proprietà dell'astragalo
Le radici dell'astragalo contengono saponine triterpeniche, flavonoidi, amine piogene e polisaccaridi. In particolare, i polisaccaridi stimolano il sistema immunitario, rafforzando i naturali meccanismi di difesa dell’organismo, nei confronti di infezioni. Infatti è grazie alla presenza di questi principi attivi che alla pianta sono attribuite azione immunostimolante e antivirale verso i virus che causano le più comuni malattie da raffreddamento (raffreddore, tosse, febbre), ma anche su quelli responsabili di patologie più gravi come l’influenza aviaria e l’epatite B. L'astragalo infatti è in grado di contrastare l’atrofia di organi quali milza, timo e linfonodi intestinali e di favorire la capacità fagocitaria e la trasformazione dei linfociti T.

Il contenuto di saponine, presente nel fitocomplesso, conferisce alla pianta azione epatoprotettiva, in quanto la sua assunzione protegge il fegato dai danni provocati da sostanze chimiche o tossiche; stimola la rigenerazione degli epatociti; e aiuta a fluidificare il sangue, riattivando così le funzioni inibite dagli steroidi (ormoni steroidei e colesterolo).

L'astragalo possiede anche proprietà adattogene, perché abbassa il consumo di ossigeno nei mitocondri; sostiene la tolleranza dell'organismo allo stress; e aumenta la crescita, il metabolismo e la longevità delle cellule. Per queste ragioni è indicata per contrastare periodi di stanchezza, affaticamento, astenia e nelle convalescenze (soprattutto dopo trattamenti antibiotici), per aumentare la performance di apprendimento e memoria, e migliorare la durata del sonno per i suoi effetti rilassanti.

Infine, la pianta ha dimostrato anche un’azione cardiotonica, in grado di intervenire sul metabolismo del sodio e del potassio, riducendo la pressione arteriosa e quindi utile in caso di ipertensione e angina pectoris, perché sostiene la funzionalità del cuore e del sistema circolatorio nel suo insieme.

Modalità d'uso
- 20-30 gocce di Tintura madre di Astragalo una volta al giorno per un'azione preventiva immunostimolante, 30-40 gocce per 2 volte al giorno lontano dai pasti, in caso di influenza, febbre, tosse o raffreddore

- 400-500 mg di estratto secco una volta al giorno per un'azione preventiva immunostimolante, oppure 600-800 per 2 volte al giorno lontano dai pasti, per curare gli stati infettivi

 

Controindicazioni dell'astragalo
Nonostante l'astragalo sia conosciuto e utilizzato da lungo tempo non esistono studi esaurienti circa possibili controindicazioni. Alcuni effetti collaterali accertati riguardano stanchezza, vertigini e leggero abbassamento della pressione. Perciò se ne sconsiglia l'uso durante la gravidanza e l'allattamento.

Infine, date le sue proprietà immunostimolanti e antivirali, l'astragalo non dovrebbe essere assunto in concomitanza con farmaci dallo stesso effetto.

Descrizione della pianta
Pianta erbacea perenne, può raggiungere i 70 cm. di altezza. La radice è flessibile, grande come un dito umano, ed è coperta da una membrana dura e rugosa, di un colore che varia dal giallo al marrone; mentre la polpa al suo interno ha un sapore tenue e leggermente dolce, che ricorda spesso quello della liquirizia. Possiede fusti ramificati. Le foglie sono imparipennate, alterne ed ellittiche. I racemi sulla pianta sono in posizione ascellare e il peduncolo della pianta è molto sottile. I fiori sono riuniti in infiorescenze a grappolo. I frutti sono baccelli, che racchiudono i semi.

L'habitat dell'astragalo
Originario dell'estremo oriente e della Cina in particolare è diffusa in tutte le zone temperate dell’emisfero boreale. Cresce in luoghi erbosi, boschi caducifogli da 100 a 1.400 m. di altitudine

Cenni storici
La pianta condivide il suo nome anche con un osso del piede, l’astragalo, probabilmente per la forma dei fiori, che somigliano a calcagni.

Le proprietà dell’astragalo sono sfruttate da tempi antichi sia in Medicina Occidentale; sia nella Medicina Tradizionale Cinese. Questa antichissima tradizione medica lo utilizza da sempre, per la sua azione tonificante, in grado di innalzare la soglia della resistenza ai fattori di stress, aumentando l’energia; accelerare il metabolismo, e promuovere la riparazione dei tessuti. Tuttavia l'uso tradizionale cinese della pianta è rivolto alla stimolazione del Qi di milza e polmoni, ossia di quegli organi (insieme ai reni), alla base dei flussi energetici dell’organismo e quindi delle energie difensive e dell’immunità.

Attualmente l’astragalo è studiato per il trattamento dell’AIDS, per la prevenzione delle malattie infettive e neoplastiche

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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Data: 2015-03-23





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